lunedì 4 luglio 2016

Basso quello alto e il farne troppe per non finirne una



È pieno di entusiasmo il nostro giovane assessore all’ambiente, che poi tanto giovane non sarebbe più visto che i trent’anni li ha maturati, ma in un paese in cui i quarantenni zompano in piazza fino a oltre l’alba e si lamentano per la condizione deprimente di loro ragazzi, il nostro è ancora in fasce. E con questo entusiasmo (post)adolescenziale si muove sul palco della politica nostrana facendo un gran polverone. Si occupa di ambiente, di lavori pubblici, di urbanistica, di cultura. Si occupa di diplomazia con alleati e avversari e in questo rimarrà leggendaria la sua sottile mediazione per evitare che Sel lasciasse la maggioranza, mediazione a colpi di spumante e brindisi di ben partiti.
Ne fa tante, il nostro giovane ingegnere, ma a ben vedere ne conclude poche: Montegranaro è invasa da una foresta di erbacce, la differenziata è tutt’altro che a posto, l’Ecocentro è partito lento lento e il paese a tratti sembra Napoli ai tempi dei falò dell’immondizia. In fatto di lavori pubblici, a detta stessa del titolare dell’assessorato, Aronne Perugini, aiuta quest’ultimo troppo impegnato in Provincia ma i risultati ancora non si vedono, forse perché non si riescono nemmeno a cambiare due lampadine bruciate. Per la cultura lo abbiamo visto girare come una palla da flipper per tutta Veregra Street ma nessuno ha ben capito quale sia stato il suo ruolo (anche se io una mezza idea me la sono fatta, almeno per quanto mi riguarda).
E se tutto questo sbracciare e arrabattarsi non produce risultati grandiosi, rischia anche di urtare la sensibilità di qualche collega. Beverati, per esempio, si è visto rubare la scena durante il Festival e si è dato malato. Un’indisposizione che potrebbe anche essere stata causata da una certa irritazione. Ubaldi è scomparso, non si è fatto neanche una fotografia durante tutta Veregra Street. Idem dicasi per Perugini, che è stato avvistato soltanto nei pressi della raccolta firme contro il suo progetto, e non credo fosse andato a firmare.
L’ansia di comparire, il protagonismo a tutti i costi, misti a una probabile voglia di darsi da fare reale, a volte possono nuocere. Probabilmente il nostro virgulto politico lo imparerà strada facendo, ma per ora forse è meglio che si calmi un po’. Per lui e per la sua stessa compagine.

Luca Craia