giovedì 11 luglio 2019

Giudizio di parifica della Corte dei Conti. Zaffiri (Lega) e Maggi (M5S) abbandonano all’intervento dell’assessore Cesetti.

Comunicato integrale

“Attacchi inaccettabili al Governo nazionale da parte di chi sta rappresentando le Istituzioni in un contesto ufficiale”. E’ il giudizio che i capigruppo della Lega nord, Sandro Zaffiri, e del Movimento 5 Stelle, Gianni Maggi, consegnano alla cronaca, abbandonando l’Aula della Corte dei Conti dopo aver ascoltato l’intervento dell’assessore regionale al Bilancio, Fabrizio Cesetti.
“Uno sproloquio di continue accuse al Governo che avrebbe, a dire dell’assessore, tutte le responsabilità riguardo alla situazione che vivono i terremotati marchigiani, aziende in crisi e disoccupati, infrastrutture e sanità regionali”.
“In definitiva – affermano Zaffiri e Maggi – un vero e proprio comizio, durante il quale, però, ha tralasciato le inadempienze e le incapacità sue e della Giunta che governa questa regione. Un modo poco garbato e ancor meno corretto di interpretare il ruolo istituzionale che Cesetti riveste”.
“Viene da chiedersi – concludono Zaffiri e Maggi – come mai solo quest’anno, nella medesima occasione pubblica di fronte alla Corte dei Conti, l’assessore abbia messo così tanta vis polemica nei confronti del Governo centrale…”



Sandro Zaffiri   Capogruppo Lega Nord Consiglio Regionale delle Marche
Gianni Maggi    Capogruppo Movimento 5 Stelle Consiglio Regionale delle Marche

Montegranaro, si trasferisce la Farmacia Comunale.


La decisione, da parte dell’Assemblea dei Soci della Farmacia Comunale di Montegranaro, è stata presa alla fine del 2018 ma si concretizza solo ora, quando i lavori di preparazione del nuovo locale hanno termine, Così domani la storica farmacia, istituita dal Comune di Montegranaro nell’ormai lontano 1990 e successivamente divenuta società di diritto privato, in cui il Comune mantiene solo una piccola quota, si trasferirà nella nuova sede.
Non ci si allontana di molto, solo qualche decina di metri. Infatti la nuova sede è allocata nello stabile che ospita da sempre il supermercato Tigre, in via Fermana Nord. Il nuovo locale, più ampio e accogliente, probabilmente consentirà di dare un servizio migliore alla clientela. In ogni caso mi piace segnalare la cosa perché anche questo, nel suo piccolo, è un momento storico per il nostro paese.

Luca Craia

Via alla ricostruzione delle chiese terremotate. Passo fondamentale per rinascita di turismo e comunità.


È stata emessa ieri, dal Commissario Straordinario per il terremoto, Piero Farabollini, un’ordinanza che stanzia 175 milioni di Euro per la ristrutturazione post sisma di 385 chiese marchigiane danneggiate dal terremoto del 2016. L’ordinanza fa seguito a un emendamento della Lega al “Decreto Genova” con cui si dà la possibilità di intervenire sui luoghi di culto facendo riferimento alla normativa relativa alla ricostruzione privata, le cui procedure dovrebbero essere più snelle e veloci rispetto a quelle previste per la ricostruzione pubblica.
In questo modo ci sarà la possibilità, finalmente, di andare a intervenire su luoghi di culto ma, soprattutto, su edifici storici e artistici di importanza fondamentale per l’economia di molti paesi terremotati, fondamentalmente legata al turismo. La ricostruzione e la riapertura delle chiese, specie di quelle di interesse storico e artistico, è imprescindibile se si vuole far ripartire il turismo nel cratere, un turismo strettamente legato a questi edifici preziosi e, fino a oggi, rimasti interdetti al flusso di visitatori, con enorme danno per tutto il comparto turistico.
Da non sottovalutare anche l’importanza che i luoghi di culti rivestono nella coesione delle comunità. Le chiese rappresentano un punto di riferimento, anche per chi non crede, e renderle di nuovo fruibili è un passo importante per cercare di recuperare la coesione delle comunità cittadine, fortemente provate e, in qualche caso, letteralmente sbriciolate dalle conseguenze del sisma, dalla sostanziale deportazione che ne è seguita ma anche e soprattutto dall’immobilismo che per tre anni ha tenuto congelato ogni segnale di recupero sociale. Se la ricostruzione delle abitazioni è logicamente fondamentale, è impensabile ricostituire le comunità e l’economia di questi luoghi se non si ristrutturano e riaprono contemporaneamente questi luoghi.

Luca Craia