giovedì 11 luglio 2019

Blizzard, bel riscontro di pubblico sul web e grande soddisfazione.

2435 visualizzazioni su Facebook e 620 su Youtube per il video del nuovo brano dei Blizzard, il gruppo hard rock in cui sono la chitarra ritmica insieme a Uliano Damen, voce e chitarra solista (nonchè autore del pezzo) e Roberto Nasini, il nostro bassista, con l’apporto fondamentale di Andrea Strappa alla batteria. Non sono numeri da hit parade ma per noi sono una grande soddisfazione, perché questo pezzo nasce dopo circa trent’anni di stop per il nostro gruppo, nato negli anni 80, da ragazzini, quasi in contemporanea con la nostra amicizia.
Reunion del 2011 - concerto al The Cave
Ed è una storia di amicizia, la nostra, amicizia e amore per la musica. Il fatto che questo amore per la musica e la nostra, di musica, sia stato condiviso con noi da oltre 3000 persone è molto appagante. Non fa di noi delle rock star, ma ci fa immensamente piacere. Il nostro intento, prima di tutto, era divertirci, e questo lo abbiamo fatto. Il secondo era quello di dimostrare, prima di tutto a noi stessi, di avere ancora la stessa grinta di trent’anni fa. Abbiamo invece scoperto di averne di più.
In studio
I numeri, dicevo, non sono astronomici, ma per noi sono grandi numeri, considerando che non siamo andati sui giornali, non ci hanno passato le radio, e che chi è andato ad ascoltare il nostro pezzo lo ha fatto per curiosità o per affetto. Ma, più che i numeri, contano le attestazioni: il pezzo è piaciuto, ci hanno fatto un sacco di complimenti, sia vecchi che nuovi “fan”. Quindi diciamo che, se avevamo degli obiettivi, li abbiamo centrati tutti.
Mentre scrivevamo il brano
Molti ci chiedono che faremo ora, se ci saranno concerti, serate, se registreremo altre cose. La risposta è boh. Nel senso che non abbiamo programmato niente. Il principio, dicevo, è quello di divertirsi, per cui faremo quello che ci diverte fare, compatibilmente con gli impegni che ognuno di noi ha. Sicuramente continueremo a suonare insieme, magari solo in sala prove, per il nostro gusto. Se poi ne verrà fuori qualcosa da condividere con gli altri, lo scoprirete. Intanto grazie a coloro che ci hanno seguito in questa nuova piccola avventura e a quelli che ci hanno dimostrato stima e affetto. Stay rock!

Luca Craia

 

mercoledì 10 luglio 2019

Terremoto: mettere in sicurezza il Paese, priorità e opportunità di crescita.


Non paragoniamo l’Italia alla California, non paragoniamola al Giappone. L’Italia non è paragonabile con nessuna delle grandi aree soggette a pari rischio sismico semplicemente perché in Italia c’è stato il medioevo, in California no. In Italia ci sono vestigia del passato, testimonianze antiche e preziose, e gli stessi centri storici, le stesse abitazioni che vi insistono, costituiscono un patrimonio culturale ma anche turistico e, quindi, economico, a cui non possiamo rinunciare. Immaginiamo Visso senza il suo centro storico, immaginiamo Norcia, Camerino. Sono città in cui il centro storico, le antiche costruzioni, sono il volano, se non per tutta l’economia locale, per buona parte di essa. Sono la part più fragile, la più pericolosa in caso di sisma, ma non è possibile rinunciarvi.
E non è necessario rinunciarvi. Oggi esistono tecnologie che consentono di rendere antisismiche anche le costruzioni più antiche. Certamente non si possono raggiungere i livelli di un edificio moderno e costruito fin dalla base con le conoscenze moderne, ma si può fare in modo che la gente non muoia dentro le case antiche in caso di terremoto. Queste, però, tecnologie costano, e non è pensabile che tutti i cittadini interessati possano sopportare l’investimento necessario. Ma, se non si interviene sulla totalità delle costruzioni, si rischia di rendere vano ogni intervento in quanto, se ci sono stabili non adeguati, saranno quelli a far danno a chi, invece, ha effettuato i lavori. Per questo motivo serve una politica globale, un investimento pubblico e una specifica volontà di intervento da parte delle Istituzioni.
In un Paese come l’Italia, dove puntualmente ogni pochi anni avviene un evento sismico di portata tragica, questo ragionamento dovrebbe essere prioritario, intervenire per prevenire nuovi danni e nuove vittime durante il prossimo terremoto, che verrà sicuramente, questo è certo, dovrebbe essere la prima cosa di cui ogni Governo dovrebbe occuparsi. Invece le priorità sono ben altre e il terremoto, quello passato, è soltanto una fastidiosa seccatura per la politica, figuriamoci pensare a quello futuro. Eppure la vita dei cittadini dovrebbe preoccupare chi governa, nonché evitare nuovi ingenti danni, come accade a ogni sisma, dovrebbe essere logico e immediato nella mente dello statista e dell’uomo di governo.
Ma c’è un altro fattore da non sottovalutare che dovrebbe indurre le Istituzioni a investire in prevenzione, programmando un massiccio intervento di messa in sicurezza su scala nazionale: il rilancio dell’economia. Un investimento pubblico di questa portata, seppure ingente, sarebbe la scintilla che farebbe partire un processo economico virtuoso che porterebbe lavoro e ricchezza capillarmente in ogni angolo d’Italia. Certo, servono ingenti capitali, ma siamo in Europa e a quello dovrebbe servire l’Europa, tanto più che l’Italia non è l’unico Paese UE ad avere questa necessità.
È una questione politica, evidentemente, e non di soldi. È una questione di scelte. Purtroppo oggi la politica è attenta soltanto al superficiale, a quello che dà visibilità, a interventi e proposte appetibili mediaticamente. Forse programmare un intervento su scala nazionale per salvare vite umane, evitare di pagare danni ingentissimi e rilanciare nel contempo l’economia italiana è meno remunerativo che accapigliarsi su quattro barconi o fare a gara a chi è più fascista a favore di telecamera.

Luca Craia

martedì 9 luglio 2019

Marzia Malaigia: combattimenti cani allarmanti e anacronistici. C’è l’ombra della criminalità organizzata?


Comunicato integrale

Ho letto con stupore ed angoscia sulla stampa locale, questa mattina, le testimonianze riguardanti combattimenti clandestini di cani che si svolgerebbero in orario notturno a Lido Tre Archi. Fiduciosa che le forze dell’ordine, con il consueto impegno e scrupolo, svolgano tutti gli approfondimenti del caso, per verificare tali eventi e smascherarne i responsabili, non posso nascondere la mia forte preoccupazione.
In questi anni in Consiglio regionale mi sono molto impegnata, tra le altre cose, per far crescere l’attenzione e la sensibilità verso gli animali. Un impegno condiviso con i colleghi dell’Assemblea legislativa, insieme ai quali sono stati approvati provvedimenti importanti, dalla mozione sulla ricetta elettronica veterinaria alle spiagge pet friendly per amici a 4 zampe e padroni. Di fronte ad un impegno politico e amministrativo che ha prodotto risultati tangibili, fa male sapere di questi episodi allarmanti ed anacronistici, che fanno ripiombare i nostri territori nel passato e nella violenza.
Oltre al maltrattamento verso gli animali, barbari appuntamenti di questo genere fanno temere l’ombra di forme di criminalità organizzata. Non scopriamo certo ora che Tre Archi sia una zona difficile, sotto svariati punti di vista. Ma che in aree densamente abitate, a due passi dal mare, possano avvenire combattimenti clandestini di animali mandati al macello, che foraggiano guadagni e traffici illeciti di malavitosi, non può lasciare indifferenti e deve indurre ad una risposta rigorosa.

Marzia Malaigia

CERISCIOLI CANTA VITTORIA ALLA FESTA DELL’UNITÀ. Zaffiri (Lega): “Facile essere leoni in casa propria”


Comunicato integrale

“E’ troppo facile elencare vittorie in casa propria. Ceriscioli vada a dire le stesse cose che ha detto alla Festa dell’Unità ai terremotati oppure mettendosi in coda alle file dei nostri ospedali per prenotare una visita”.
Le parole del Governatore sul palco di Porto Sant’Elpidio hanno un suono distorto alle orecchie del capogruppo della Lega nord in Consiglio regionale, Sandro Zaffiri.
“Ceriscioli e quello che ha l’ambizione di essere il rinnovato Pd – afferma Zaffiri – pare non abbiano ancora imparato nulla dalle lezioni precedenti, cioè non riescono a partire dall’ammissione dei propri errori”
“Come si fa a scaricare le colpe dei ritardi della ricostruzione su questo Governo (che ricordiamo essersi insediato poco più di un anno fa)? La verità è che il mancato coinvolgimento delle realtà locali e l’incapacità di saper alleggerire le pratiche della ricostruzione (una ricostruzione che è ferma al 3%!) hanno creato una stagnazione che fa registrare un evidente fallimento”.
“Sulla sanità, poi, Ceriscioli raggiunge il top – rileva Zaffiri – Se, come afferma il Governatore, l’obiettivo della riduzione delle liste di attesa era un suo pallino dal giorno del suo insediamento (per chi non lo ricordasse, oltre quattro anni fa) non c’è da stare allegri. Il problema non è lasciare campo aperto ai privati per fare della Sanità pubblica un far west, ma fare in modo che i privati contribuiscano, attraverso accordi seri, a migliorare l’efficienza del servizio. La Giunta regionale non ha avuto il coraggio di fare scelte di campo, ma ha sempre trovato soluzioni intermedie, di compromesso, in una visione miope, che ha cercato di accontentare la singola categoria o piccole porzioni di territorio, ma ha scontentato tutti gli altri”.



Sandro Zaffiri

Capogruppo Lega Nord Consiglio Regionale delle Marche