venerdì 14 settembre 2018

A Monte Urano arriva The Big Draw, grazie all’ambasciatore dell’arte Raffaele Ciccaleni.

Raffaele Ciccaleni è un ottimo insegnante, ora in pensione, noto a livello internazionale per la sua arte pittorica. Acquarellista talentuoso ed estroso, si è fatto conoscere nel mondo dell’acquarello portando la sua arte in mostre italiane ed estere, oltre a insegnare le tecniche della sua specialità artistica in numerosi corsi per aspiranti pittori. Ciccaleni, però, è un Monturanese, vive a Monte Urano e ama il suo paese. Per questo si è prodigato, tramite il suo specifico talento e le conoscenze che da questo derivano, per portare un pezzo di questo meraviglioso mondo dell’acquerello nella sua terra e farla conoscere nel mondo.
Ecco allora che a Monte Urano arriva The Big Draw Festival, l’evento mondiale itinerante che propone l’arte del disegno simultaneamente in diverse località della Terra. L’iniziativa è nata nel 2000 in Gran Bretagna per beneficienza e, negli anni, ha fatto disegnare oltre quattro milioni di persone. Si svolge annualmente nel mese di ottobre in diverse città, una delle quali, appunto, sarà Monte Urano.
Molto interessanti gli eventi proposti dal festival: ci sarà un corso di acquerello, curato proprio da Raffaele Ciccaleni, che prenderà il via il 6 ottobre. Sempre il 6 ottobre, un’idea davvero stimolante: “La storia che si srotola”, un rotolone di carta da riempire tutti insieme inventando una storia. Il giorno dopo, 7 ottobre, Ciccaleni ripeterà il corso di acquerello riservandolo però soltanto ai bambini; sempre il 7 ci sarà l’iniziativa “Scorci Privati”, per scoprire e raffigurare gli angoli più affascinanti della nostra terra. Nel pomeriggio ci sarà il Trekking Artistico Urbano a spasso per i vicoli del paese e, a seguire, il Paper Shoes, per scoprire come nasce una scarpa dal punto di vista dell’arte calzaturiera.
Un bel momento d’arte e di riscoperta delle bellezze picene che si spera possa ripetersi negli anni.

Luca Craia

giovedì 13 settembre 2018

Consiglio Comunale per l’isola pedonale. Montegranaro, un paese diviso. Le gravissime responsabilità dell’Amministrazione Comunale.


Un momento della riunione dei commercianti dello scorso luglio
La storia dell’isola pedonale di viale Gramsci, a Montegranaro, è una storia assurda in ogni suo aspetto, inspiegabile, inconcepibile, di una stupidità e cattiveria infinite. Ci sarà una seduta del Consiglio Comunale aperta, voluta dalla minoranza intera, per poter trovare una soluzione a una storia che non ha alcun senso e che poteva essere risolta semplicemente dialogando e cercando di capire le esigenze dei commercianti.
Invece si è andati ditti, a testa bassa, convinti di avere il diritto e il potere di applicare la propria ragione, senza quel minimo di umiltà che dovrebbe portare chi amministra, in democrazia, ad ascoltare, a capire, a mediare. Che i commercianti abbiano ragione al mille per cento è, secondo me, fuor di dubbio, l’ho detto ripetutamente e non ci torno sopra. Ma anche avessero avuto una ragiona parziale, anche avessero avuto torto, l’arroccamento, il mancato dialogo, la mancata volontà di ascoltare, di far partecipare i cittadini alle scelte, di fare scelte trasparenti, è in qualificabile.
Ma la cosa più inqualificabile è la contrapposizione che si è voluta creare mettendo in moto le tifoserie, mandando in giro gli strappatori di manifesti, gli intimidatori come se fossero in un clima che culturalmente non appartiene alle nostre latitudini, come non appartengono alle nostre latitudini le telefonate minacciose per far rimuovere manifesti, vele, posizioni. Una tensione, in un paese piccolo come Montegranaro, che fa male alla comunità, che la divide, che la uccide.
Sono danni enormi, difficili da riparare. E non si ripareranno certo con un Consiglio Comunale. Ci sarà battaglia, quel giorno, oppure assisteremo alla solita recita del lupo che si traveste da pecora, che si discolpa, che accusa gli altri. L’abbiamo già vista altre volte, questa commedia, l’abbiamo vista nel caso dell’antennona, l’abbiamo vista nel caso del progetto per il marciapiede. I lupi, travestiti da pecora, continuano a digrignare i denti, la gente, alla lunga, se ne accorge.
Montegranaro è spaccata. Da una parte ci sono i tifosi dell’Amministrazione Comunale, sempre di meno, ridotti a pochi esemplari ma molto feroci, come è feroce la bestia messa all’angolo. Dall’altra ci sono tanti cittadini esasperati, stanchi di non essere ascoltati, stanchi di non essere calcolati. Un paese diviso in cui si mette l’etichetta politica su tutto, anche sulla legittima protesta dei commercianti che contestano un’ingiustizia. E la campagna elettorale vera e propria deve ancora cominciare, il clima ancora non è arrivato alla massima esasperazione. E tutto questo è davvero spaventoso. Chi l’ha generato si faccia un esame di coscienza, sempre che ne sia capace.

Luca Craia

mercoledì 12 settembre 2018

Commissario straordinario per la ricostruzione che non c’è. Congelata la De Micheli, il Governo non ha fretta.


Che la questione terremoto non fosse prioritaria nemmeno per il nuovo governo pare ormai acclarato ma, se ci fosse bisogno di un’ulteriore conferma, basta guardare come ci si sta muovendo per la nomina del nuovo Commissario Straordinario, data la scadenza del mandato della De Micheli. Dopo l’ipotesi dell’incarico a Curcio, fortemente criticato nell’ambiente dei terremotati e non solo proprio perché dava la netta idea di una continuità col passato, ora arriva la notizia del congelamento della scadenza di mandato per l’attuale commissario in attesa della nomina di quello nuovo.
Probabilmente, almeno spero, ci si è resi conto che nominare Fabrizio Curcio sarebbe stato un atto politico autolesionistico, e si è deciso, in extremis, di prendere tempo. Ma questo prendere tempo è un ulteriore prova di quanto la questione sia secondaria rispetto alla tabella di marcia del Governo Conte che, pure, ha avuto tutto il tempo per pensare e produrre una candidatura apprezzabile. Del resto c’erano sul tavolo anche le disponibilità di personaggi del calibro di Giuliano Pazzaglini e Sergio Pirozzi che, seppure con i propri limiti, rappresenterebbero in maniera più concreta le necessità del territorio. Eppure si tergiversa, si cerca la candidatura bipartisan, che magari serva ad addolcire qualche rapporto parlamentare.
Tempo non ce n’è, come non ce n’è mai stato, ma il Governo se lo prende, lo perde, e continua a giocare politicamente sulla pelle dei terremotati come, del resto, hanno fatto i governi precedenti. Intanto, come si rimarca da più parti, sta arrivando un altro inverno, il terzo dal terremoto. E la situazione resta drammatica. Ma interessa poco.

Luca Craia