sabato 25 agosto 2018

Spariti da Facebook i commenti che insultavano il Pd. Solidarietà, perché gli insulti non vanno mai bene. Mai.


Voglio esprimere la mia solidarietà al gruppo dirigente del PD di Montegranaro che ha subito, nelle ultime ore, una gragnola di commenti contrari e a volte offensivi sulla pagina Facebook del Circolo cittadino a proposito della Festa de L’Unità in corso. E, che mi crediate o no, la mia solidarietà è sincera, perché so molto bene quanto faccia male l’insulto gratuito sui social avendone subiti in quantità proprio dai supporter di quel PD che oggi si trova nella mia stessa situazione.
I commenti sono stati cancellati, probabilmente gli autori sono stati bannati dalla pagina, e credo che sia cosa buona e giusta. L’educazione e il rispetto non dovrebbero mai mancare, neanche nelle discussioni politiche più accese. Però permettetemi di dire che, come quasi sempre accade, si raccoglie quello che si semina. La cattiveria di ritorno può servire da lezione a chi ha fatto della cattiveria, dell’attacco, dell’insulto, della denigrazione uno strumento di lotta politica. Da personaggi riferibili al PD ho subito cose che, al confronto, gli insulti apparsi ieri sulla pagina del circolo sembrerebbero complimenti. Hanno aperto pagine apposta per denigrarmi, hanno fatto battute oscene su di me e su miei amici. Ora tocca a loro. Magari imparino quanto dà fastidio.
Solidarietà, quindi, ma con riserva.

Luca Craia

Il deserto dell'Unità.

Mi sono state mandate alcune foto scattate ieri sera alla Festa de L'Unità di Montegranaro. Sono foto molto tristi, e lo dico senza ironia, in questo caso, perché ho un'età, purtroppo, che mi consente di ricordare Feste de L'Unità ben diverse da quella che vedo ritratta in queste immagini. Ricordo quando alla festa dei comunisti ci andava tutto il paese, pure chi comunista non era. Ricordo file interminabili per procurarsi una porzione del delizioso quanto famoso stoccafisso di Renzo e ricordo dibattiti partecipatissimi, spettacoli musicali pieni di gente che ballava e cantava. Insomma, i miei ricordi mi restituiscono un'immagine che, confrontata con quella attuale, evidenzia come le cose, negli anni, siano cambiate.
Il semideserto piazzale davanti al campo sportivo dovrebbe suscitare qualche interrogativo in chi dirige attualmente l'ex partito dei lavoratori e in chi lo ha diretto in tempi recenti. Una desolazione tale da fornire un quadro piuttosto preciso di come venga percepita dalla cittadinanza l'abissale distanza tra chi amministra il paese e chi lo vive.
L'assenza di pubblico è la probabilmente conseguenza diretta non soltanto della disaffezione per la politica che conosciamo ormai da qualche anno, ma anche e soprattutto del clima aspro, denso di cattiveria, minaccioso instaurato dall'attuale amministrazione comunale fin dal suo insediamento. Una tensione sociale così forte, a Montegranaro, non c'era nemmeno negli anni delle grandi contestazioni e delle barricate, quando il Partito Comunista era forte e radicato in un paese a forte industrializzazione come il nostro. Oggi, che il partito comunista non esiste più e che sta sparendo anche l'industrializzazione, rimane questa immagine desolante di quello che era il partito più forte in paese e di quello che è diventato. Forse un esame di coscienza, per quanto tardivo, qualcuno dovrebbe farlo.

Luca Craia 

venerdì 24 agosto 2018

Comunicato stampa del Presidente Conte


Comunicato integrale

L'Italia è costretta a prendere atto che l'Europa oggi ha perso una buona occasione: in materia di immigrazione non è riuscita a battere un colpo in direzione dei princìpi di solidarietà e di responsabilità che pure vengono costantemente declamati quali valori fondamentali dell’ordinamento europeo.
Nel corso della riunione convocata d’urgenza dalla Commissione Europea e che si è appena conclusa non è stato dato alcun seguito alle Conclusioni deliberate nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno. Anzi. Da parte di alcuni Stati è stato proposto un passo indietro, suggerendo una sorta di regolamento di Dublino “mascherato”, che avrebbe individuato l’Italia come Paese di approdo sicuro, con disponibilità degli altri Stati a partecipare alla redistribuzione dei soli aventi diritto all’asilo, che notoriamente sono una percentuale minima dei migranti che arrivano per mare.
Eppure è noto a tutti che l’Italia sta gestendo da giorni, con la nave Diciotti, una emergenza dai risvolti molto complessi e delicati.
Ancora una volta misuriamo la discrasia, che trascolora in ipocrisia, tra parole e fatti.
Bene. Se questi sono i “fatti” vorrà dire che l’Italia ne trarrà le conseguenze e, d’ora in poi, si farà carico di eliminare questa discrasia perseguendo un quadro coerente e determinato d’azione per tutte le questioni che sarà chiamata ad affrontare in Europa.

Che Dio ci aiuti non aiuta le zone terremotate. La fiction lascia Fabriano.


La notizia non è freschissima ma, francamente, me ne sono accorto solo ora in quanto non sono un grande fruitore di questo genere di televisione. Comunque si tratta di una notizia rilevante, se non altro per far capire che tipo di sensibilità ci sia in RAI e nei pressi della RAI per le questioni legate al terremoto. La nota fiction di RAI1, Che Dio ci Aiuti, con protagonista la bella quanto improbabile come suora Elena Sofia Ricci è stata girata, nelle ultime serie, a Fabriano, in provincia di Ancona, e anche la serie prossima, che andrà in onda questo inverno, doveva avere come scenario per gli esterni la cittadina dell’entroterra marchigiano.
Se non che, nonostante l’Amministrazione Comunale e tutti coloro che negli anni hanno collaborato logisticamente con la produzione attendessero la troupe e il cast già ai primi di luglio, non si è presentato nessuno. Pare che si sia saputo che non venivano solo in seguito alle disdette degli alberghi. Il Sindaco di Fabriano si è giustamente infuriato perché, effettivamente, non si fa così, e pare voglia chiedere i danni.
Si parla di Spello come nuova location e come motivazione di questa migrazione interna dalle Marche all’Umbria pare si dia una questione di costi che, probabilmente, in Umbria sarebbero più bassi. Ora mi chiedo, però, di quanto possano essere più bassi. Fabriano è stata colpita dal terremoto, magari non in maniera grave come in altre cittadine marchigiane, ma ha avuto seri danni, che si sono sommati a una crisi economica pregressa legata alle vicende delle industrie locali.
La produzione RAI era una piccola boccata di ossigeno per un territorio sofferente. Se la RAI risparmia, andando altrove, qualche centinaio di Euro, perché non credo risparmi tanto di più, sicuramente si dimostra estremamente insensibile verso questioni che interessano i cittadini italiani, quegli stessi cittadini che pagano il canone.

Luca Craia