mercoledì 22 agosto 2018

San Serafino: crepe sulla volta absidale. Una messa in sicurezza incompleta.


Una volta in camorcanna è piuttosto leggera e, anche crollasse, non porta certo il peso di una volta in muratura. Ma non è, comunque, una bella cosa trovarsela in testa, e nemmeno trovarsene dei frammenti. Eppure la volta in camorcanna dell’abside della chiesa di San Serafino, a Montegranaro, mostra crepe molto evidenti nonostante l’intervento di messa in sicurezza post sisma di pochi mesi fa.
Non posso sapere e, francamente, nemmeno credo che esista un reale pericolo di crollo, ma è possibile che, nel caso di una scossa tellurica di media magnitudo, cada del materiale sulla zona dell’altare maggiore del santuario e, se questo avvenisse durante una funzione, potrebbe avere anche conseguenze davvero poco piacevoli.
È evidente, quindi, che l’intervento messo in campo dall’Amministrazione Comunale di Montegranaro, in quanto ente proprietario dell’edificio sacro, non è stato completo e non ha messo totalmente al sicuro i fedeli e i visitatori che frequentano il tempio. Magari prendersi un po’ di tempo in più e fare le cose con maggiore diligenza sarebbe stato apprezzabile. Ora auspicherei che si intervenga di nuovo onde evitare ogni potenziale rischio.

Luca Craia

martedì 21 agosto 2018

Peppina può tornare a casa. Finale positivo di una bruttissima storia di cui vergognarsi.


Arriva, forse, col dissequestro della famosa casetta di Fiastra di nonna Peppina, il momento di mettere la parola fine a una vicenda che, nella sua profonda tristezza, rappresenta uno degli episodi più brutti e miseri a cui abbiamo assistito dal terremoto del 2016. Non c'è nulla da festeggiare perché, se con la possibilità per l'anziana di ritornare sulla sua terra si chiude positivamente una rappresentazione infima della pochezza umana, si apre anche il momento di fare una riflessione è un esame di coscienza per molti.
È una storia di miserie, generata da persone miserrime che vivono nella totale e assoluta povertà di spirito, intesa in senso negativo, persone mosse da invidia e cattiveria che non si sono fatte scrupolo di gettare nella sofferenza e nell'ingiustizia una povera donna rea soltanto di avere qualche possibilità economica più di loro. Una storia innescata da persone meschine a cui altre persone meschine, che occupano ruoli di potere su diversi livelli, non hanno voluto, o potuto per incapacità, trovare una soluzione di umanità, buon senso e giustizia fino a oggi.
Non c'è davvero nulla da festeggiare perché, se Peppina, ipoteticamente, potrà tornare nella sua casetta, potrà farlo soltanto dopo avere subito atroci sofferenze fisiche e psicologiche, dopo mesi e mesi di vessazioni che l'hanno provata nello spirito e nel fisico, tanto da renderle impossibile il rientro immediato. Peppina ha tanto sofferto, e questa sofferenza deriva non solo dall'età avanzata e dai tanti presumibili acciacchi che questo comporta, ma è conseguenza diretta della cattiveria della gente piccola che ha voluto che tutto questo succedesse e di quella gente che dovrebbe essere più in alto e che ha fatto sì che questa situazione si protraesse per un tempo inconcepibile.
Per questo oggi, piuttosto che festeggiare, direi che è il giorno giusto per vergognarsi.

Luca Craia 

(Foto da Il Resto del Carlino)

Il Sindaco Mancini restaura il municipio ma non sa neanche come è fatto. Il palazzo ha solo due piani e gli affreschi non esistono. Ci faranno un murale?

Su restauro del Municipio di Montegranaro sto affrontando sentimenti contrastanti. Da un lato sono contento, in quanto appassionato di storia e arte e, soprattutto, per aver a lungo combattuto per il recupero del teatro Novelli, gioiellino di fine ‘800 contenuto nel Palazzo Comunale. Da un altro lato, però, sono scandalizzato, perché i fondi utilizzati per quest’opera sono fondi destinati ai danni del terremoto e, se vogliamo essere completamente onesti, il Municipio di Montegranaro danni da terremoto non ne ha subiti se non in conseguenza della fatiscenza pregressa. Mi pare, quindi, un furto belle e buono ai danni dei terremotati veri, perpetrato da una Regione a targa PD per aiutare elettoralmente (l’anno prossimo si vota) un’amministrazione comunale targata PD.
Detto questo, rimango a bocca aperta nel constatare che il nostro Sindaco, la dottoressa Ediana Mancini, quando parla del Municipio non sa cosa dice e spara dati a vanvera. Su Il Resto del Carlino di oggi, per esempio, colloca il Teatro Novelli al terzo piano di un palazzo che di piani ne ha soltanto due. O ne costruiscono un terzo, sopraelevando un palazzo storico, oppure il Sindaco non ha la minima idea di come sia fatto il Palazzo. Inoltre, pare che voglia restaurare gli affreschi del teatro e credo che qui troverà serie difficoltà in quanto nel teatro, di affreschi, non ce ne sono. Ci sono delle pregiatissime tempere, che vanno certamente restaurate, ma affreschi no, a meno che non vogliano farcene di nuovi, magari sulla falsariga del murale di viale Gramsci. A questo punto, sono preoccupato.

Luca Craia

lunedì 20 agosto 2018

Addio a Lanfranco Massei, storico contabile del Comune e socio di Arkeo.


È con grande dolore che saluto l’amico Lanfranco Massei, che si è spento oggi presso l’Ospedale di Ascoli Piceno. Lanfranco era un amico, uno dei soci fondamentali dell’associazione che ho fondato e a cui mi onoro di appartenere, Arkeo, nonché il marito del nostro Presidente, Graziella Marziali, alla quale va il mio abbraccio fraterno.
Lanfranco è stato per anni il “ragioniere del Comune”, personaggio conosciuto da tutti, uomo molto attivo, pieno di iniziativa e di spirito. Un personaggio della Montegranaro di qualche anno fa che, purtroppo, per problemi di salute, ha dovuto ritirarsi in privato. Ma per la nostra associazione è sempre stato un elemento fondamentale, sempre presente alle nostre riunioni e alle nostre iniziative.
Mi faccio portavoce degli altri soci di Arkeo nel presentare il nostro cordoglio alla famiglia, per prima a Graziella, e ai figli, ai nipoti e alla nuora. Lanfranco ci mancherà.

Luca Craia