giovedì 12 luglio 2018

Malaigia (Lega): incomprensibile ritardo del rimborso trasporto per i VVFF.


Comunicato integrale

Il consigliere regionale Lega Marche, Marzia Malaigia, ha presentato quest'oggi un’interrogazione al Presidente della Regione e all'Assessore competente, affinchè venga dato conto di un incomprensibile ed eccessivo ritardo nella corresponsione dei rimborsi per il trasporto pubblico locale agli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco. “Ho ricevuto in questi giorni – spiega la Malaigia – segnalazioni da parte di alcuni Vigili del Fuoco sul   mancato corrispettivo di quanto a loro dovuto, a fronte di richieste inviate piu' di tre anni fa” La delibera di giunta regionale 163  del 5/03/2007, prevede infatti che gli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco, assegnati ai comandi provinciali delle Marche, usufruiscano di un rimborso  totale sugli abbonamenti mensili relativi ai servizi di trasporto pubblico locale su gomma e ferro limitatamente al percorso domicilio/residenza – luogo di lavoro. Nella delibera viene inoltre specificato che il rimborso previsto venga erogato ogni tre mesi dalla Regione direttamente agli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco. “Spiace apprendere che a seguito di atti normativi predisposti dalla Giunta non sia seguito un effettivo riscontro nei pagamenti. Mi auguro che si ponga rimedio al più presto a questa grave inottemperanza da parte della Regione a discapito di chi, viaggiando nei mezzi pubblici, garantisce maggiore sicurezza personale e patrimoniale dei viaggiatori e del personale di bordo.

Marzia Malaigia

TRASPORTI SANITARI GONFIATI – ELENA LEONARDI: FINALMENTE QUALCOSA SI E' MOSSO


LA CAPOGRUPPO REGIONALE DI FRATELLI D'ITALIA: DOPO LA MIA INTERROGAZIONE DEL 2015 E LE EVASIVE RISPOSTE DI CERISCIOLI LA VERITA' STA VENENDO A GALLA.


Comunicato integrale

Un vero e proprio scandalo denunciato in passato dal Gruppo Regionale di Fratelli d'Italia sui trasporti gonfiati da parte di una società temporanea di impresa che si era aggiudicata l'appalto nella sanità dell'Area Vasta 1.
L'interrogazione della capogruppo Leonardi risale al mese di ottobre 2015 ed era intitolata proprio "scandalo dei costi delle ambulanze in Area Vasta 1" ed era scaturita dopo la trasmissione di Italia 1 "Le Iene". Nell'interrogazione la Leonardi evidenziava le numerose anomalie documentate nel servizio televisivo, con viaggi "doppi" o pazienti letteralmente abbandonati nei reparti in cui erano stati condotti per eseguire degli esami diagnostici.
Ancor più grave il fatto che alcune anomalie fossero già state segnalate dal 2010, ma evidentemente senza che nel competente ambito decisionale sanitario sortissero un intervento concreto.
Infatti la rappresentante del partito della Meloni si ritenne insoddisfatta delle vaghe risposte di Ceriscioli quando l'interrogazione fu discussa in Consiglio Regionale.
Il Presidente della Giunta Regionale affermava che era stata costituita una commissione interna, anche su segnalazioni fatte da parte del responsabile del 118. Una commissione costituita "ad hoc" già nel 2013: ma che cosa ha prodotto? Si domanda Leonardi. Come mai non sono state rese pubbliche le risultanze, se ci sono state, di questa Commissione ispettiva, afferma la Leonardi.
Oggi la capogruppo di Fratelli d'Italia torna a ribadire la necessità della massima trasparenza nei confronti di coloro che hanno sollevato il caso e della comunità marchigiana. Quali sono le risultanze della Commissione ispettiva dell'Asur e perché, nonostante la Leonardi lo abbia chiesto ben tre anni fa, non è stata costituita una commissione regionale di inchiesta che doveva valutare le cosiddette "doppie fatture" e gli "errori dei codici" così come fu dichiarato durante il servizio della trasmissione "Le Iene".
La Leonardi ricorda inoltre di aver chiesto a Ceriscioli di far sospendere in via cautelativa le gare d'appalto non ancora espletate ma a suo tempo, in via di indizione, riportando il problema in Commissione Regionale Sanità, cosa che invece il Presidente e Assessore alla Sanità si è ben guardato dal compiere.



Ussita: il cimitero approda finalmente in Consiglio Comunale. Interrogazione della minoranza.


A due anni o poco meno dagli eventi sismici che lo hanno distrutto, il cimitero di Ussita o, meglio, la situazione incresciosa e inqualificabile in cui versa, approda finalmente in Consiglio Comunale. A portarcela non è un ordine del giorno della maggioranza ma un’interrogazione del gruppo di minoranza a firma di tutti e tre i Consiglieri, Giovanni Marronano, Guido Rossi e Giulio Angelo Bischi e sarà trattata nel corso della seduta prevista per il 21 luglio prossimo.
L’interrogazione verte sulla richiesta di conoscere lo stato dell’arte, sempre che ci sia uno stato dell’arte, per il ripristino di un minimo di decenza su una situazione che da tempo da questo blog denunciamo. Dopo il terremoto, infatti, il campo santo monumentale di Ussita è stato notevolmente danneggiato, quasi distrutto, e vi sono numerosissime tombe che presentano i feretri esposti come minimo alle intemperie quando non agli animali selvatici.
È una situazione incredibile, di mancato rispetto per i defunti e di potenziale pericolo ingienico-sanitario. Va anche considerato che esiste uno stanziamento di 1.118.339 Euro per il ripristino della strada e la messa in sicurezza della struttura cimiteriale e delle bare, somma che, però, non si sa che fine abbia fatto, se sia mai arrivata, se sia stata espletata alcuna gara di appalto per affidare i lavori. Non si sa nemmeno se l’ex Sindaco Rinaldi o il Commissario Prefettizio che gli è succeduto abbiano intrapreso qualche azione perché del cimitero, fino a oggi, ufficialmente non si parla.
L’auspicio è che la nuova Amministrazione Comunale voglia prendersi carico del problema, che non è di poco conto, e che, intanto, possa soddisfare la richiesta di chiarimenti da parte della minoranza che, in questo caso, si è fatta carico dell’istanza di molti Ussitani, residenti e non, preoccupati e indignati per la condizione delle salme dei loro cari defunti.

Luca Craia

Fermo. Nigeriano rompe un ginocchio a un carabiniere. La ferma posizione del sindaco Calcinaro.

Parole di grande equilibrio ma anche ferme ed inequivocabili, quelle affidate al suo profilo Facebook dal Sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, dopo i fatti incresciosi accaduti oggi, intorno alle 14,00, nella città da lui amministrata. I fatti: un uomo straniero, pare di nazionalità nigeriana, infastidiva i passanti in evidente stato di alterazione psichica. Avvisati i carabinieri, i militari intervenivano per fermarlo. Ma l'uomo ha reagiva violentemente aggredendo uno dei due carabinieri e procurandogli la frattura della rotula.
Calcinaro, anche sulla scorta delle accuse di razzismo piovute sulla città di Fermo dopo i fatti di due anni fa, quando un nigeriano fu ucciso durante una rissa da un cittadino fermano, causando una lunga serie di strumentalizzazioni politiche ancora non subite, esprime la sua ferma condanna con queste parole:
"la più grande vicinanza, sostegno e ringraziamento all'Arma ed al Carabiniere coinvolto che ho potuto incoraggiare telefonicamente tramite il capitano Roland Peluso. Sempre più convinto che l'arrivo della Questura a Fermo, con i contigenti di conseguente rinforzo, siano una delle più grandi conquiste per Fermo e Provincia. E sempre convinto che la sanzione a chi non rispetta le regole di convivenza tuteli tutti, anche quei ragazzi che si comportano senza porre alcuna problematica nella nostra Città. Pochi giorni fa sono stato il primo a respingere, anche in consiglio, la condanna che si voleva iscrivere alla Città per un episodio isolato. Ora ovviamente non si può generalizzare il gesto di uno contro decine di ragazzi. Parte anche loro di una comunità Fermana che pur accogliente non ritiene possibile il ripetersi di atti come questi. Condanna ferma, seria e responsabile, come nostra natura".
Sono parole di grande equilibrio ma anche di grande valenza politica. Credo sia giusto contribuire a diffonderle.

Luca Craia