martedì 15 maggio 2018

CUMA - Palcoscenico per il Teatro



Comunicato integrale

Il 26 e il 27 maggio presso l’Area Archeologica di Monte Rinaldo, si svolgerà la prima edizione del Festival teatrale delle scuole “Cumateatro”. L’iniziativa culturale intende, da quest’anno e per il futuro, valorizzare l’area archeologica del santuario ellenistico romano de La Cuma, coinvolgendo scuole marchigiane, gruppi teatrali universitari e scuole d’arte drammatica. Nello stesso fine settimana si svolgerà la tradizionale passeggiata archeologico-naturalistica che grande successo ha riscosso gli scorsi anni. 
La prima edizione di Cumateatro nasce l’anno scorso con il gruppo Orateatro del liceo scientifico Onesti di Fermo che si era esibito in uno spettacolo alla Cuma. Da un contatto con la dirigente scolastica è emersa questa grande opportunità e con l’aiuto del liceo stesso e di partner che finanziano, si è riuscito a far partire da quest’anno, il 2018, questa interessante iniziativa. Il programma è ricco di spettacoli e d'intrattenimento, tra il pubblico, tra gli altri ci saranno i ragazzi delle scuole fermane e non solo. Nel programma ci sarà anche la passeggiata archeologico-naturalistica collegata con il progetto Girovallando dell’Ecomuseo della Valle dell’Aso, al mattino di domenica, a cura di Stefano Properzi (vedi allegato). Sabato 26 maggio alle 18.30, quindi, Proscenio Teatro presenterà Fedra (Phaedra) una tragedia di Lucio Anneo Seneca, filosofo, drammaturgo e politico dell’antica Roma. Sarà preceduta alle 17 dalla presentazione ufficiale della manifestazione. Nella giornata di domenica, al mattino si svolgerà la passeggiata, al pomeriggio gli spettacoli teatrali. Il ritrovo sarà alle 9.30 al Belvedere Valdaso, di fronte alla porta di accesso alla piazza di Monte Rinaldo, per la registrazione dei partecipanti di un percorso che condurrà “alla scoperta del borgo e dell’antica via che porta alla valle dell’Aso”. L’arrivo previsto all’Area Archeologica La Cuma è alle 11.30, con visita guidata del santuario ellenistico romano. Un modo per valorizzare e far conoscere soprattutto ai giovani l’importante sito storico dove verrà allestita per l’occasione una suggestiva location. Oltre alla possibilità di mangiare presso il punto ristoro allestito nei pressi dell’Area, alle ore 15 inizieranno gli spettacoli: Facies Phaedrae, a cura del Proscenio teatro lab; alle 17 Edipo, un rito funebre, con i ragazzi di Orateatro, gruppo del liceo scientifico Onesti di Fermo. La giornata sarà conclusa alle 21 da un concerto della cantante Serena Abrami, cantautrice italiana già finalista di Musicultura, partecipante di X-factor e Sanremo, che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Ivano Fossati, Max Gazzè e Nicolò Fabi .

La Flat tax, il reddito di cittadinanza e il chi me lo fa fare.




Vediamo se ho capito bene: con la flat tax mi mettono un’aliquota fissa, uguale per tutti i poveracci come me, e un’altra aliquota, anch’essa fissa ma un po’ più alta, per chi poveraccio invece non è. Con l’aliquota fissa so quanto pago di preciso, e so’ soddisfazioni, ma non posso più defiscalizzare niente. Alla fine dei giochi, se mi resta di che mangiare mi è andata di lusso. A chi poveraccio non è va leggermente meglio, ma appena appena. Diciamo che, con un’aliquota del 30% e un reddito di 1 milione, ti si portano via 300 mila Euro. Te ne restano solo 700.000 ma, con qualche sacrificio, ci campi. Con un’aliquota del 15% e un reddito lordo di 20.000 Euro, te ne prendono solo 3000 ma, non potendo più scaricare nulla, coi 17.000 che ti restano devi pagarci mutuo, bollette, spese mediche, assicurazioni varie e via discorrendo. Se te ne restano 10.000 sei stato bravo a risparmiare. Ma non mangi.
E qui subentra il reddito di cittadinanza. Pianti tutto, lavoro, attività in proprio, quello che ti dà (poco) da mangiare e ti prenditi il tuo reddito a 5 Stelle. In effetti chi te lo fa fare di litigare col commercialista, col direttore di banca, di correre a destra e a sinistra per pagare i fornitori, di alzarti presto la mattina, di faticare, perché alla fine tocca pure lavorare per vivere. Col reddito di cittadinanza non ci pensi più: ti prendi la tua miseria ma almeno non devi farti il mazzo per averla. Dice: però se non accetti più di due proposte di lavoro te lo tolgono. E chi te le fa più di due proposte di lavoro, coi tempi che corrono?
P.S.: questo è un testo semiserio. Evitate sbotti di bile e fatevi una risata, che fa bene anche a voi.

Luca Craia

I tetti crollano e le responsabilità svaniscono.


Nel titolo del Corriere Adriatico di oggi c’è il sunto dell’italianità quando capitano fatti come quello di ieri all’Istituto Montani di Fermo, il trionfo della non-responsabilità. Sì, perché qui non c’è nemmeno più lo scaricabarile, bensì lo sgravio completo e totale di ogni responsabilità. Il giornale titola “cause imprevedibili”. È allucinante. Vuol dire che un tetto può cadere in testa ai nostri figli quando meno te l’aspetti e non si può evitare, come non puoi evitare che ti colga un fulmine. La Provincia che dice: “controlli in regola” e la Preside che tranquillizza: “aula poco usata”.
Quindi, riassumendo: la colpa è solo esclusivamente della forza di gravità che fa questo effetto strano di far cadere le cose. È imponderabile, la forza di gravità, quasi come il terremoto. Non puoi sapere dove la forza di gravità colpirà, devi rassegnarti. I controlli, del resto, sono in regola, per cui se il tetto crolla la colpa è del tetto. E se l’aula è poco usata, le possibilità che questo tetto caschi addosso a qualche ragazzo si riducono, e se proprio succede, vorrà dire che doveva succedere.
Insomma, non si è posata ancora la polvere sollevata dalle travi che si sono infrante sul pavimento che già c’è l’autoassoluzione, la corsa a sgravarsi da ogni colpa prima ancora che ci sia una perizia seria, un’indagine, uno studio per capire cosa sia effettivamente successo. Perché non è possibile capire, in poche ore, quale sia la causa del crollo, ma già si è capito che non ci sono responsabili e non ce ne saranno. In altri Paesi, l’uomo delle istituzioni che si trova di fronte a un disastro simile, oltretutto potenzialmente catastrofico, quanto meno dà le dimissioni in attesa degli esiti dell’inchiesta che di norma ci deve essere. Da noi, invece, è comunque scevro da colpe, qualsiasi cosa accada, e la poltrona non si lascia.

Luca Craia

lunedì 14 maggio 2018

Crollo ITIS: l’U.Di.Con. scrive a Provincia, Comune, Regione e Istituto e chiede chiarimenti urgenti. Il testo integrale.



Comunicato integrale

L’U.Di.Con., iscritta nell’elenco delle Associazioni dei Consumatori e degli utenti rappresentative a livello Nazionale di cui all’art. 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206 e membro del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), iscritta nel Registro regionale delle associazioni dei consumatori e degli utenti delle Marche (CRCU),  espone quanto segue.
La scrivente Associazione ha appreso dagli organi di stampa del crollo di parte del soffitto della scuola in oggetto, sita in Fermo  Via Montani, 7, verificatosi nella mattina del 14/05/2018 ore 7,00/7,30 circa; in particolare si apprende che è rovinata una parte del soffitto dell’edificio, in corrispondenza delle aule scolastiche del triennio sottostanti. Il crollo della capriata, il distacco di travi in legno del soffitto, si verificava poco prima dell’ingresso a scuola degli studenti, e dunque solo fortunatamente provocava danni unicamente alla struttura.
Orbene, a seguito del su esteso crollo, si sono registrate numerose polemiche circa la manutenzione dell’edificio: in particolare i media riportano che secondo alcuni genitori vi sarebbe stata una mancata manutenzione e messa in sicurezza del tetto sopratutto dopo le ultime scosse di terremoto che ne hanno causato sicuramente l'indebolimento della struttura a danno della stabilità dell’immobile.
Ebbene, posto quanto accaduto non possono non condividersi le perplessità in ordine alla manutenzione dell’edificio, che è stata, alla luce del crollo, evidentemente insufficiente; in tale ottica, la ripresa delle attività didattiche non può che generare preoccupazione.
Alla luce di quanto esposto, l’U.Di.Con. chiede agli Enti destinatari della presente (Provincia, Comune, Regione e Istituto Montani, ndr)  l’inoltro di una nota di chiarimenti dettagliata sull’accaduto, che in particolare trasmetta i provvedimenti che giustificherebbero la ripresa delle attività scolastiche in condizioni di sicurezza e renda edotti su tutte le misure manutentive adottate ed adottande in relazione all’edificio in commento.
In ragione del carattere estremamente delicato della problematica, si resta in attesa di un riscontro tempestivo nel breve termine di sette giorni dal ricevimento della presente; diversamente la scrivente Associazione si riserva ogni ulteriore azione a tutela dei cittadini consumatori.