lunedì 5 giugno 2017

Giuseppe, don Tony e padre John sono arrivati in Uganda. Il grande cuore del Piceno batte forte.




Sono in Uganda ormai da quattro giorni, i tre ambasciatori del Piceno, don Tony, padre John e Giuseppe Iadonato. Sono partiti il 1 giugno scorso alla volta di Emtebbe per portare aiuti ai bambini ugandesi. Il viaggio è andato bene e sono stati accolti con grande entusiasmo dalla comunità ugandese che li ospiterà in questo loro breve ma intenso soggiorno. Con loro hanno portato tanto materiale raccolto grazie alla generosità della nostra gente, e tramite i social network stanno ringraziando i tanti che hanno voluto dare un piccolo o grande contributo, sia in materiali didattici che in beni di prima necessità senza tralasciare gli aiuti economici.
Ho visto Giuseppe il giorno prima della partenza ed era raggiante, sprizzava entusiasmo da tutti i pori. Oggi ci ho parlato ancora tramite messaggio e l’entusiasmo è ancora tutto lì, anzi. È aumentato. I nostri tre amici staranno in Uganda per dieci giorni complessivi ma, conoscendoli, c’è da scommetterci che non finisce qui. Intanto il grande cuore del Piceno batte forte. 

Luca Craia

Palazzo Francescani: si ripara il muro che crolla ma non crolla.




Il muro di palazzo Francescani potrebbe crollare, così dice l’ordinanza del Sindaco che aveva disposto la transennatura di parte di Piazza Mazzini. Però potrebbe anche non crollare, e a dirlo è sempre il Sindaco sul giornale. Nel dubbio, partono i lavori di messa in sicurezza. È già stato allestito il ponteggio per effettuare i lavori e oggi è stata revocata l’ordinanza che imponeva le transenne, oramai inutili perché c’è l’impalcatura. Tiriamo un sospiro di sollievo anche se ancora non si sa che intervento verrà effettuato e se sarà risolutivo del problema che si è manifestato e che non sembra affatto tanto leggerino come il Sindaco, seppure a intermittenza, vorrebbe fare intendere.
Intanto, comunque, pare che l’Ufficio Tecnico himalaiano verrà trasferito a quote più umane, pare all’ospedale vecchio, e questo indipendentemente dalla possibilità che il muro crolli in testa a qualche impiegato. Se si riparerà sia il muro che gli evidenti danni interni all’edificio, si avranno nuovi spazi liberi e utilizzabili, anche se himalaiani, e questa è cosa buona e giusta. Ovviamente toccherà fare un atto di fede perché a Montegranaro la gravità delle situazioni varia di giorno in giorno, forse anche in base all’umore del Sindaco, per cui si spera che l’intervento di messa in sicurezza che si sta mettendo in campo sia stato ponderato in un momento in cui la gravità era valutata piuttosto alta, così, tanto per stare più tranquilli.

Luca Craia

Progetto Centro Storico: assegnata la gara a una cooperativa di Fermo. Qualche perplessità.




È stata assegnata, con determina numero 69 del 3 giugno scorso, la gara per l’assegnazione dell’incarico di redigere un progetto per il centro storico di Montegranaro, progetto di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi e intorno al quale è stata siglata, di fatto, una sorta di “pace” tra Comune e associazioni che si occupano di centro storico, dopo mesi di ferri corti. Il progetto dovrebbe ragionare a tutto tondo sulle tante problematiche che affliggono la città antica, partendo dalla questione architettonica e urbanistica per finire a quella sociale e di rivitalizzazione dello stesso.
È proprio sotto l’aspetto prettamente tecnico e strutturale che l’assegnazione della gara mi lascia perplesso. Infatti ad aggiudicarsi l’incarico è una cooperativa sociale, la “Nuova Ricerca Res” di Fermo che si occupa, normalmente, di iniziative legate al sociale, appunto. Mi sarei aspettato una predilezione verso la parte tecnico-architettonica o, quanto meno, un’equiparazione tra questo aspetto e quello di rivalutazione e inclusione sociale. Invece, dal una prima impressione, si direbbe che l’aspetto preponderante sia quello sociale, visto che l’aggiudicatario non mostra, almeno a prima vista, specifiche competenze di carattere architettonico e urbanistico ma sembra molto ferrato sul campo dell’inclusione sociale.
È comunque presto per preoccuparsi. Ora attendiamo che si costituisca una sorta di tavolo di confronto tra chi ha vinto la gara e i soggetti interessati, in particolare le associazioni specifiche del centro storico, ossia Arkeo, Il Labirinto e Città Vecchia, e vediamo di cominciare a lavorare quanto prima, nella speranza che si possa produrre qualcosa di positivo anche perché il centro storico non ha più tempo da perdere.

Luca Craia