sabato 4 febbraio 2017

Un po’ di Montegranaro in gara all’Intercontinental Rally.



È una delle gare di endurace più famose e prestigiose al mondo, l’Intercontinental Rally, una competizione motoristica durissima che si snoda tra Marocco, Mauritania e Senegal a cui partecipano diverse categorie di mezzi, tra auto e moto. Quest’anno, per la seconda volta, in sella a una Ktm c’è Albert Arrà, un ragazzo di trentacinque anni di Sarnano ma che vive in Spagna, in Andalusia, dove gestisce in ristorante di cucina italiana insieme alla sua compagna Margherita. Quello che probabilmente pochi sanno è che Albert ha origini montegranaresi, essendo i nonni e la mamma di Montegranaro, essendo nipote del noto Adamello Giacomozzi, fondatore della Bartistan.
Albert sta conducendo un’ottima gara, basti pensare che fino all’altro ieri era primo e ora è decimo a causa di un inconveniente al GPS, apparecchio indispensabile in questo tipo di gara in cui il pilota è assolutamente solo immerso in una natura pericolosa e ostile. Direi, quindi, che dovremmo tutti tifare per lui che ha un pezzetto di cuore nel nostro paese. La gara si concluderà domani, per cui… in bocca al lupo, Albert!
                                      
Luca Craia

venerdì 3 febbraio 2017

Chi guarda le cartelle esattoriali? Ubaldi chiarisca.



La storiella che c’è la crisi è vera, però non pensiamo che chi non paga i tributi sono necessariamente quelli che non arrivano a fine mese. Io vi sfido proprio serenamente a ricordarvi quando amministravate voi (rivolto alla minoranza – ndr) a sapere chi erano i morosi dell’epoca e sicuramente vedrete che l’operaio… (interruzione, parla con Lucentini che non sentiamo)… faccio delle affermazioni perché è semplice: quando non arrivano cifre significative relative all’immondizia - ci sono anche dei ruoli significativi relativi all’immondizia – noi vediamo che chi ha dei ruoli molto piccoli relativi all’immondizia, perché mentre l’IMU, la panoramica è questa, fra prima e seconda rata c’è un ammanco non grandissimo, sull’immondizia in questi anni è stata crescente, e ci si riferisce soprattutto a volumetrie elevate,(…) non è quello che ha sessanta o ottanta metri”. (min. 35:20 – 37:27).
È una porzione del secondo intervento di Endrio Ubaldi, vicesindaco e assessore al bilancio del Comune di Montegranaro, nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale. Me la stavo risentendo e ho notato queste parole, pronunciate, tra l’altro, riferendosi al punto all’ordine del giorno precedente e, quindi, anche fuori tempo. Sono parole che fanno pensare perché lasciano trasparire la capacità dell’amministratore, del politico, di accedere a informazioni legate alla situazione economica dei cittadini. In sostanza Ubaldi lascia intendete che si possa capire chi non paga le tasse. Incalzato da Lucentini corregge leggermente il tiro, ma si ha l’impressione che il Vicesindaco affermi di sapere con una certa esattezza chi è oggetto della rottamazione delle cartelle esattoriali, quindi, di chi non ha pagato le tasse comunali.
Se questo fosse il reale significato delle parole di Ubaldi la cosa sarebbe molto grave, perché un politico non dovrebbe essere a conoscenza dei nominativi specifici né dovrebbe interessarsene. È una questione legata al diritto alla riservatezza, è una questione di evidente opportunità politica. Credo che Endrio Ubaldi dovrebbe chiarire questo aspetto che, secondo me, è piuttosto preoccupante.


Luca Craia

Scuole Santa Maria: adeguamento sismico e interrogativi. Dove mettiamo i bambini?



Dovrebbe partire presto, almeno negli auspici dichiarati dall’Amministrazione Comunale di Montegranaro, l’adeguamento sismico del plesso scolastico di Santa Maria, già sotto la lente di genitori, politici e tecnici dopo i recenti eventi tellurici, e oggetto di un progetto che dovrebbe essere finanziato dalla Regione Marche, per la realizzazione del quale si è soltanto in attesa dei fondi. Il dibattito è acceso ormai da mesi e si muove su diverse argomentazioni e perplessità. Tanto per cominciare c’è chi si domanda perché attendere i fondi regionali quando, nelle casse del Comune, i soldi già c’erano, quelli per viale Gramsci, bastava spostarli temporaneamente per poi ripristinare il fondo all’arrivo del finanziamento pubblico. Ma c’è anche un altro ragionamento che è ancora più profondo e condivisibile, e parte dalla domanda del perché, invece di adeguare sismicamente un edificio che, comunque, a lavori ultimati non supererà il coefficiente di 0.75 non si pensa a realizzare un nuovo polo, più efficiente e moderno ma, soprattutto più sicuro. In effetti, sommando la somma a disposizione con il finanziamento regionale, si potrebbe raggiungere un importo tale da far pensare alla costruzione di un nuovo complesso, sulla falsariga di quello costruito nella vicina Rapagnano. In tal modo si scongiurerebbero i pericoli derivanti da un edificio comunque non adeguato e si disporrebbe di una struttura più funzionale.
Ma i genitori sono anche preoccupati per quello che accadrà nel periodo in cui la scuola resterà chiusa per i lavori, lavori che, presumibilmente, richiederanno un periodo di tempo non brevissimo per essere ultimati. I bambini dovranno, quindi, essere trasferiti altrove. Il problema è capire dove. Si sta parlando insistentemente di una soluzione provvisoria al piano seminterrato dell’edificio che ospita le medie, in via Martiri D’Ungheria, ma la soluzione piace poco, per l’ubicazione e lo stato in cui la porzione del fabbricato giace. In effetti il piano si affaccia direttamente sul piazzale del palasport e l’esterno si presenta sporco e poco curato, mentre l’interno è umido, scuro e di facile accesso per animali facilmente immaginabili. Altra soluzione potrebbe essere quella dell’edificio, ora vuoto, che ospitava l’ITC. La palazzina è di proprietà della Provincia che dovrebbe autorizzarne l’uso. In ogni caso vanno effettuati dei lavori di adeguamento, specie per quanto riguarda i servizi igienici che vanno adattati all’età dei piccoli alunni. In ogni caso, al momento, non vi è nulla di certo mentre sarebbe lecito essere chiari fin da subito, specie in fase di iscrizione per chi arriva al primo anno della primaria.
                                      
Luca Craia