venerdì 30 ottobre 2015

Basso caldeggia le consulte di quartiere. Ma quando era sindaco…



Sono stato vicepresidente della consulta del quartiere centro dal 2001 al 2005, quando sindaco era Gianni Basso al suo terzo mandato. Per questo sono stupito dalla mail che ha inviato al Movimento 5 Stelle circa l’istituzione o, meglio, il reintegro delle consulte di quartiere nel sistema-comune di Montegranaro che è stato da loro proposto e ora sposato anche da ViviAmo Montegranaro. Sono stupito perché Basso caldeggia l'iniziativa parlando del suo presunto entusiasmo quando istituì allora e per la prima volta le consulte. Un entusiasmo che, francamente, non ricordo affatto.
È vero che, per un po’, la consulta funzionò, anche se si fece fatica a farla partire perché ci furono serie resistenze da parte dell’allora opposizione di sinistra che non fu rappresentata (all’epoca era normale spartire le commissioni tra maggioranza e opposizione) perché, spettando loro la vicepresidenza, essa fu invece data a me che non ero schierato con nessuno. Ricordo molto bene la prima assemblea di quartiere quando chiesi a un loro barbuto esponente che recriminava il ruolo della vicepresidenza, di portare le polemiche fuori dalla sala, in piazza, perché all’interno della consulta avevamo da lavorare.
Poi si partì con l’istituzione di uno sportello che io e il Presidente della consulta, Uliano Damen, tenevamo aperto ogni sabato mattina presso i locali che oggi sono occupati dalla Polizia Municipale. E all’inizio, effettivamente, ci fu una bella risposta: la gente partecipava alle assemblee ma soprattutto utilizzava lo sportello. Ogni sabato ricevevamo molti cittadini che venivano a segnalarci le varie problematiche. Poi però di bloccò tutto.
Ora vi spiego perché si bloccò: tutte le richieste che ci pervennero non ebbero alcun esito presso l’amministrazione comunale. Ogni qualvolta portavamo le relazioni delle segnalazioni pervenute allo sportello le stesse venivano disattese. Ha quindi ragione Basso nel dire che funzionarono solo per un po’ ma il motivo del mancato funzionamento va ricercato nell’atteggiamento che la sua amministrazione ebbe nei confronti delle consulte.
Mi auguro che ora abbia una visione diversa di allora. Ben venga, quindi, anche il suo interessamento e il suo contributo come parte dell’opposizione (sempre che lo possiamo davvero considerare opposizione) perchè un'opposizione più unita è più forte e tutela maggiormente gli interessi dei cittadini. Ma auguriamoci che non consideri le consulte di quartiere con lo stesso spirito di quando era sindaco perché, altrimenti, siamo davvero sulla strada sbagliata

Luca Craia

Auto danneggiata allo stadio e niente telecamere. Ma dove stanno ste telecamere???



L’auto di VeraTv danneggiata davanti al campo sportivo dove si stava svolgendo la partita Veregra-Sambenedettese è un altro fatto che fa riflettere, almeno fa riflettere me. E mi domando due cose: perché a Montegranaro è così frequente che, in occasione di eventi sportivi, accadano fatti degni di finire sul giornale, e non sulla pagina, appunto, sportiva ma sulla cronaca?  E poi, domanda ancor più pressante: ma queste telecamere di videosorveglianza dove diavolo le hanno messe? No, perché se non stanno nemmeno davanti agli impianti sportivi, dove da noi capita di tutto, dove le vogliamo mettere? Solo sul giornale per fare un po’ di propaganda? Qua pare che ogni volta che servano o non ci sono o non funzionano. Mah…

Luca Craia

Nasce la consulta delle associazioni. Ma non è quella che voleva il Sindaco.



La seconda assemblea delle associazioni montegranaresi tenutasi ieri sera ha sancito da un lato la nascita della “consulta” delle associazioni e dall’altro l’aborto di ogni idea di controllo delle stesse da parte dell’amministrazione comunale. La consulta in qualche modo c’è, anche se basterebbe un database per inserire gli eventi e non una riunione di due ore. Infatti, in realtà, la consulta si riduce a una calendarizzazione concordata (ma non vincolante e, quindi, di scarsa utilità) degli eventi programmati dalle associazioni cittadine. Per il resto non esiste alcun tipo di coordinamento e, questo, è quello che voleva la stragrande maggioranza delle associazioni che l’aveva chiesto in maniera inequivocabile nel corso del primo incontro.
Un Sindaco sorridente ma visibilmente nervoso ha presieduto la riunione circondata da vicesindaco e assessore al centro storico. Mezza giunta a gestire una riunione strettamente tecnica alla quale sarebbe stato più consono avesse fatto da moderatore il dirigente alla cultura. Un mistero il perché di tanto schieramento politico. Forse si avevano altre mire, un lumicino di speranza di ottenere qualcosa di più dalle associazioni che, invece, hanno ribadito la propria totale autonomia ferma restando la volontà di collaborare.
Allo stesso dirigente alla cultura Nuciari è stata affiancata la neo-nominata consigliere comunale Laura Latini, il cui ruolo non è esattamente chiaro: se si tratta semplicemente di stilare un calendario degli eventi è sufficiente un foglio Excel. In quanto ai rapporti coi sodalizi, Nuciari se l’è sempre cavata egregiamente da solo ma il suo ufficio ultimamente sembra sempre più affollato, come se i timori di qualche tempo fa, che si volesse in qualche modo limitarne l’autonomia, tanto infondati non fossero. Vedremo.
Ubaldi tacito ha ammirato il pavimento della Sala Convegni di Palazzo Francescani tutto il tempo. Beverati un po’ più loquace ma un tantino imbarazzato, la Mancini ha condotto quasi da sola ma denunciando un certo nervosismo, specie quando si è trattato di parlare di Presepe Vivente con quel Lucentini tanto osteggiato negli ultimi tempi e per combattere il quale è sembrato a molti che fosse nata l’idea della consulta. Ma Lucentini gode del sostegno di tutte le associazioni aderenti all’Ente Presepe e, quindi, di quasi tutte quelle che lavorano a Montegranaro. Da qui la capitolazione: il Presepe si farà in due giorni, il 26 e il 27 dicembre, e godrà del sostegno, anche se dato a denti stretti, del Comune di Montegranaro.
Il nervosismo del Sindaco come si spiega? La mia idea è che fosse dovuto alla difficoltà, qualora qualcuno glie ne avesse chiesto conto, di spiegare la lunga serie di battute acide sul presepe che, sinceramente, hanno a dir poco infastidito le associazioni organizzatrici, perché sentirsi ripetutamente accusare di essere politicizzati non fa piacere a nessuno, a parte quelli che politicizzati lo sono davvero. Così, a fine riunione, lo spettacolo di vedere la platea dividersi tra buoni e cattivi, con i cattivi occupare quasi tutta la sala in un clima di grande distensione a cordialità e i buoni, quelli nelle grazie della giunta, in un angolino. Triste, ma questi sono i risultati della politica portata avanti fin qui. Speriamo si cambi.

Luca Craia