martedì 7 luglio 2015

Arkeo porta il gregoriano a Sant’Ugo con Crypta Canonicorum



La corale Crypta Canonicorum di Grottazzolina, diretta da Emiliano Finucci, nasce nel 1993 e subito si distingue per la qualità dell’esecuzione legata strettamente ad una attenta ricerca musicologica e storica all’interno dei repertori di musica antica. È nota a livello internazionale come una delle migliori realtà per quanto riguarda il canto gregoriano e la polifonia primitiva. Quale migliore cornice per queste sonorità rare e preziose se non le mura della “cripta” di Sant’Ugo?
In realtà l’idea venne qualche tempo fa alla presidentessa del sodalizio musicale, Annalia Valentini, che me ne parlò con entusiasmo, entusiasmo che non poté non trasmettersi in me e nei soci di Arkeo tanto da organizzare col massimo trasporto questo evento che si concretizzerà venerdì 17 luglio. Quando caleranno le prime ombre della sera (ore 21,30) Sant’Ugo aprirà le sue porte alla musica antica e ai suoi estimatori con un concerto di grande valore culturale oltre che piacevolissimo: Ut queant laxis.
È un ulteriore tassello del grande impegno che la nostra associazione sta spendendo per la valorizzazione turistica e culturale di Montegranaro, puntando a eventi e, di conseguenza, a un pubblico elevato che cerca cose preziose. Quest’anno stiamo organizzando manifestazioni culturali con cadenza almeno mensile senza mai gravare economicamente sulla collettività. Siamo convinti, infatti, che la valorizzazione del nostro territorio vada fatta attraverso la promozione delle sue cose più alte e diretta verso un pubblico attento e sensibile, al quale si possono poi proporre anche offerte più leggere, ma la cui attenzione va catturata con proposte di livello alto. Lo stiamo facendo promuovendo i nostri tesori storici e proponendo eventi come questo. Siamo certi che l’impegno e la costanza alla fine ci premieranno.

Luca Craia

lunedì 6 luglio 2015

Arkeo e i Carolingi: un convegno che rimarrà nella storia



Credo, senza falsa modestia, che il convegno sui Carolingi in Val di Chienti tenutosi ieri a Montegranaro rimarrà negli annali e verrà ricordato a lungo e non solo perché è stato un grande successo di pubblico nonostante la giornata torrida. Si è trattato di un esperimento che, per la prima volta, ha messo seduti intorno a un tavolo simbolico tutti (o quasi) gli studiosi di questo filone di ricerca sempre più affascinante, tentando di gettare le basi per un coordinamento degli studi del settore storico inerente la presenza del Popolo Franco nel Piceno.
Grande successo di pubblico, dicevamo: una media di sessanta spettatori nell’arco di tutta la giornata, che è partita alle 9 del mattino e si è conclusa alle 18, con un totale di oltre centoventi presenze. Ricco e corposo programma di relatori che hanno spaziato su diversi argomenti relativi all’alto medioevo nelle Marche.
Il Convegno è stato impreziosito dalla presenza (inattesa, era stato predisposto un collegamento via Skype) del capostipite della teoria di Aquisgrana in Val di Chienti, il professor Don Giovanni Carnevale, il salesiano che, venticinque anni fa, ebbe per primo l’intuizione che Aachen non fosse l’Aquisgrana di Carlo Magno. Il professor Carnevale è stato presente fino alla fine dei lavori, intervenendo a più riprese nel dibattito.
Il convegno è stato curato ottimamente da Alvise Manni e organizzato da Arkeo, Centro Studi San Claudio, Francia Antiqua e International Research Institute for Archeology and Ethology e si è pregiato della presenza di studiosi da tutta Italia: Enzo Mancini, Piero Giustozzi, Alfonso Rubino (che è intervenuto in collegamento via Skype), Albino Gobbi, Elisabeth De Moreau D’Andoy, Daniele Petrella, Alberto Morresi, Fabrizio Cortella, Medardo Arduino, Giorgio Quintili, Gianfranco Baleani e Massimo Orlandini. Tutti gli interventi sono stati filmati e presto i video saranno pubblicati. Inoltre è prevista la pubblicazione degli atti del Convegno.
Abbiamo voluto questa convention e l’abbiamo voluta a Montegranaro perché riteniamo, coerentemente con gli obiettivi della nostra associazione, che gli studi in questo campo possano divenire una grande fonte di ricchezza per tutto il territorio, richiamando un turismo colto da tutto il mondo. Ne abbiamo avuta prova anche ieri con la presenza tra il pubblico di alcuni turisti che, saputo dell’evento, si sono spostati dalle loro località di villeggiatura per giungere a Montegranaro ad assistervi.
Durante la pausa per il pranzo ho guidato personalmente un nutrito gruppo di partecipanti per le vie del centro storico di Montegranaro e, al termine dei lavori, abbiamo aperto le porte di Sant’Ugo a quanti ancora non l’avevano vista. Registriamo anche la gradita presenza del Sindaco Ediana Mancini e del Vicesindaco Endrio Ubaldi. Il Sindaco ha anche salutato brevemente il pubblico ad inizio lavori. Un momento molto importante per Montegranaro, ancora una volta protagonista della vita culturale regionale e non solo.

Luca Craia

sabato 4 luglio 2015

ONLINE SI VENDE ANCHE LA MORTE - DI ANNA LISA MINUTILLO



C’è bisogno di evasione da un mondo che regala delusioni ogni giorno e le persone più deboli, quelle più fragili si rifugiano spesso nell’utilizzo di droga per sfuggire ad una realtà che ogni giorno gli sta sempre più stretta, ognuno ha il suo sistema per farlo: c’è chi ricorre all’alcool e chi alla droga illudendosi di avere forse una vita migliore e non mettendo in conto invece di quanto si diventi ancora più schiavi di qualcosa che modificherà per sempre la loro vita.
L’utilizzo di internet cresce in modo incontrollato sugli adolescenti, e non solo, e questo facilita di gran lunga la vendita di droga online con tutti i rischi che ne comporta.
Questo mercato non viene utilizzato solo dai consumatori, ma anche dai criminali di tutto il mondo che trovano nuovi mezzi per approvvigionarsi di ciò che serve: il classico contrabbando sembra si stia trasferendo su internet, ma non quello che tutti usiamo tutti i giorni.
È il deep web, quello che sfugge ai normali motori di ricerca, il posto ideale per trovare tutto ciò che è illegale, dalle droghe, alle pistole alla pornografia infantile.
Il “deep web” diventa accessibile solo attraverso l’utilizzo di specifici programmi finendo per collocare il mercato online della droga all’interno di un “zona grigia” dove sottile e offuscata è la linea di demarcazione tra il web indicizzato e quello nascosto. Sempre più spesso infatti molti siti rintracciabili dai motori di ricerca contengono ulteriori informazioni alle quali è possibili accedere solo attraverso servizi di software che consentono di mantenere l’anonimato, come ad esempio Tor, di cui si avvaleva il noto sito di commercio elettronico Silk Road, chiuso prima dall’FBI nell’ottobre del 2013 e successivamente dall’Interpool nel novembre del 2014.
La vendita online di droghe come un considerevole business a livello globale, aumenta la possibilità che il mercato online possa diventare in futuro una risorsa importante per incrementare il mercato della droga. Si tratta di una realtà in crescita, dove c’è business anche a costo della vita non si guarda in faccia niente e si procede.
Un ruolo fondamentale e attivo sarebbe quello dei social media, comprese le applicazioni per smartphone create per incoraggiare e favorire l’uso di sostanze illegali. Il 98% di queste si occupano di “come vendere marijuana” fornendo istruzioni per la produzione e la vendita.
Il mercato delle droghe sintetiche non è per niente statico. Proprio perché si tratta di sostanze prodotte in laboratorio, si può dare ampio spazio alla fantasia, soprattutto per sfuggire ai sequestri. E non solo per la produzione, ma anche per lo spaccio.
Negli ultimi anni, spiegano dal Dipartimento delle politiche antidroga, si è assistito alla messa in circolazione di nuove sostanze arrivate sul mercato per mano di nuove organizzazioni criminali, che per “spacciare” usano prevalentemente Internet o, in misura minore, “smart shop”, pubblicizzandole come sali da bagno, incensi, fertilizzanti, prodotti naturali o erbe mediche che di medico, però, hanno poco o nulla. «In realtà si tratta di potenti molecole di sintesi vendute sotto mentite spoglie, delle quali molte volte lo stesso acquirente non conosce l’esatta composizione». Molti di questi prodotti vengono preparati artigianalmente in laboratori fatiscenti e in condizioni igieniche scarsissime, messi in commercio su siti web specializzati con pagamento tramite carta di credito e spedizione attraverso i normali corrieri postali. Veri e propri siti di eco merce, insomma, la droga può essere consegnata comodamente a domicilio con pochi clic. È come comprare un libro su Amazon o su Ebay. Puoi ordinare cristalli di metanfetamina prodotti ad Albuquerque, New Mexico, e riceverli a Milano senza troppi problemi.
«Gli effetti sono grande energia, euforia ed empatia unite a un senso di piacevolezza». Ma che l’effetto sia piacevole non significa che queste sostanze non siano dannose. «Gli equilibri personali sono molto delicati», «Assumendo queste droghe si provoca un forte inquinamento per il cervello, e se ad assumerle sono persone giovani gli effetti sono più pericolosi perché il cervello è in formazione». Le conseguenze possono essere «malattie mentali, minori capacità, oltre a problemi di stabilità mentale». Non solo. Poiché queste sostanze agiscono sul corpo nella sua totalità, «generano una iperstimolazione fisica che può portare ad aritmie cardiache o altri problemi al cuore». Assumere droghe «è come giocare alla roulette russa sia con il corpo sia con la mente».
«La grande maggioranza assume queste droghe sintetiche solo saltuariamente, molti sanno di non essere dipendenti e quindi sono tranquilli. Ma sono persone che magari hanno disturbi del sonno, della sessualità, sbalzi di umore o ansia. Pensano che sono loro che sono fatti così, non collegano questi sintomi alle droghe». Sono persone che non vanno al pronto soccorso o nei centri di recupero per tossicodipendenti, e quindi non rientrano nel conteggio dei consumatori di droga. Ma «in realtà anche l’utilizzo sporadico di queste sostanze può rovinarti la vita in modo più sottile»
C’è una rincorsa continua tra ciò che è legale e ciò che è illegale. Si producono sempre nuovi prodotti che via via vengono vietati. Dall’altra parte i divieti per controllare e vietare la vendita portano alla produzione di sempre nuove sostanze.
C’è da domandarsi se non sarebbe stato meglio lasciare la possibilità di coltivarsi una piantina di cannabis sul balcone di casa piuttosto che vietare senza fornire alternative, ma forse in questo modo il problema si sarebbe risolto ed in questo mondo non patteggiamo per risolverli i problemi, ma sgomitiamo per crearne sempre di nuovi ai danni di chi molte volte cade in questa trappola proprio con l’intento di fuggire da un mondo che non gli piace anche solo per pochi minuti, questo non vuol dire giustificare tutto ed essere favorevole alla distruzione della vita ma averne forse maggiore rispetto ed evitare che si possa continuare a speculare con un semplice click che è lo stesso che si usa per cancellarla poi la vita delle persone , quasi come se non fossero mai esistite.