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martedì 4 novembre 2014

ANGELI E FOLLI: SCRIVERE PER RINASCERE – di Anna Lisa Minutillo



Le emozioni e l’incontro con giovani e promettenti ‘penne’,  mi stanno aiutando a fare il punto della mia di vita. Non bastano solo le parole per affrontare al meglio il ‘mestiere di vivere’. È necessario leggerle nel loro susseguirsi, a volte ricercato altre improvvisato, ma catturarle come se potessero dissolversi da un momento all’altro. Nasce in questo modo il confronto con Dario Villasanta.

Incantata dal suo modo particolare di infilare parole, una dietro l’altra, come fossero perline lungo il filo della vita. Nato a Monza 42 anni fa, Dario Villasanta è cresciuto sul lago Maggiore nella zona dell’alto ‘varesotto’, si diploma e inizia a frequentare l’Università a Milano, Facoltà di Filosofia. Lo fa per due anni, ma dopo aver ricevuto la cartolina del servizio militare, si sposta in Toscana dove conosce la donna che poi sposerà.

Questi trasferimenti gli consentono di crescere e di arricchirsi. A causa di un alterco con un vigile, commette un reato e viene condannato. Dario si scontra con uno spaccato di vita molto particolare che sicuramente ha lasciato tracce pesanti sulla sua anima. Al momento vive in Liguria presso una comunità terapeutica ed è in attesa di soluzioni.

Tutte queste parole Dario le racconta ed io non posso fare a meno che ascoltarlo. Oltre alla passione per la scrittura e la letteratura emerge quella per la musica. Dario ha un passato come cantante non professionista rock ed attualmente sta incidendo un cd pop-rock con una band, i cui brani, sono sempre scritti e cantati da lui.

Quello che mi colpisce di Dario sono le emozioni che riesce a trasmettermi quando parla di scrittura. Riporto qui le sue parole: “Scrivo perché ho dei limiti. Mi rimetto alla clemenza della penna sul foglio bianco (sì, scrivo ancora a mano) per dare a tutto quanto una piega diversa da quella che ha preso, in realtà, la mia vita disastrata, segnata da vicende giudiziarie che mi hanno fatto vedere l’inferno e tolto tutto: amore, famiglia, denaro. Scrivo perché ho delle emozioni forti. È una cosa che di me mi pare bella, perciò ho il desiderio di provare a dare a chi mi legge le stesse vibrazioni. Non scrivo perché mi riesce naturale,  per me è una sofferenza, un parto vero e proprio. Vivo con un compagno di stanza (in una comunità) che bestemmia perché di notte lavoro con l’abat-jour accesa. Scrivo di notte e all’alba, nei momenti in cui vengo in contatto con la mia anima, ma nelle orecchie sento la musica metal a palla, o ballate rock. E all’anima, chiedo per favore di darsi un pò a quello che creo. In una sorta di trance creativa mi metto sotto autoanalisi, mi scavo dentro, tiro fuori e ripercorro il mio io più profondo. Alla fine riesco a snebbiare la vista ed a vedere ciò che ho scritto. Scrivere, per me, è anche una rivalsa da ciò che ho passato, è dare voce a tutti coloro che ancora credono in me e con me hanno vissuto l’inferno del carcere e degli OPG. E’ tutto qui, non c’è altro da dire, nessun segreto, scrivo perché sono imperfetto. E spero che nelle mie storie vi sia qualcosa di migliore di me”.

Il libro di Dario Villasanta si intitola “Angeli e Folli”, come ciò che tutti siamo o potremmo diventare facilmente.
“Angeli e Folli” è un noir crudo e intenso, in cui i tre personaggi principali, Dax, Giulia e Domenico, si scambiano  ruoli e riflessioni.

I personaggi di questo romanzo sono facilmente ricollocabili nella realtà, poiché ne fanno parte, possiedono dure corazze accompagnate da cuori malleabili e duttili, ma soprattutto onesti.
Sicuramente una storia particolare che incuriosisce, accompagnata da dialoghi che racchiudono sensibilità ed umanità.

Questo libro, Dario lo vuole dedicare a tutti coloro che hanno passato o stanno passando l’inferno. “Angeli e Folli” è un libro che si snoda fra apparenze e disperazione ascoltando la voce del cuore forse sopita o forse solo dimenticata.

La nostra chiacchierata si avvia al termine, Dario rientra nella sua vita, fra i suoi fogli e le sue parole, io ritorno alla mia tastiera portando dentro me questo racconto, questo spaccato di vita arricchito di nuove sfumature e di nuovi angoli di osservazione.

Grazie a Dario Villasanta e a coloro che hanno letto questa bella testimonianza di vita e sentimenti.