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lunedì 5 gennaio 2015

RACCONTI. L’ANNO È NUOVO, E NOI? - di Anna Lisa Minutillo



E’ che si sentono ancora gli echi degli ultimi sogni, quasi come se le menti fossero troppo rumorose e li facessero arrivare fino a me.

E’ che non si smette mai di desiderare qualcosa di differente, che si dipingono scenari inventandosi colori nuovi da prelevare dai tubetti delle tempere della fantasia e così, come per gioco si creano miscele di colori per guardarne poi stupiti il risultato ed usarli successivamente per colorare la tela della vita.

E’ che si avverte il rumore del tempo che trascorre inesorabile e si proietta verso il domani ciò che non siamo riusciti a realizzare ieri.

E’ che ogni volta con la sostituzione di una cifra nella data si pensa di poter sostituire le brutture a cui abbiamo assistito con qualcosa di nuovo e di vero, qualcosa che davvero potesse far dimenticare ciò che ci ha feriti, segnati, delusi, disincantati ma non sconfitti.

E’ che ci si ritrova così a guardare ciò che non vorremmo più vedere e non si trova la soluzione oppure ci si scontra con chi invece di portare una soluzione si diverte ad ingrandire ed a peggiorare il problema.

E’ che a volte manca il coraggio di osare, che si teme sempre ciò che non si conosce e ci si dimentica che non conoscevamo niente nemmeno prima di ciò che saremmo diventati, di ciò che ci sarebbe accaduto, di chi avremmo amato, del primo appuntamento oppure dell’ultimo addio lasciato morire sulle labbra per non fare troppo rumore e non disturbare la vita altrui.

E’ che ogni notte sembra uguale all’altra ma invece racchiude in se la magia di sensazioni sempre differenti perché quando cala la luce i ricordi urlano forte ed attendono di essere cullati prima di riuscire a farci riposare sereni dimenticando per poche ore che la vita è sempre qui con noi e segue il nostro navigare per i mari del mondo.

E’ che a volte le parole sembrano non essere sufficienti a spiegare il sentire la vita così forte oppure è solo la vita che non ha bisogno di parole ma di fatti, si di quei fatti che restano sempre chiusi nei pensieri e poco seguiti dalle azioni.

E’ che sarebbe bello solo per una volta non vedere le speranze ed i cambiamenti riposti in cifre che alla fine sono solo numeri che compongono una data riposti nelle azioni degli uomini piuttosto che nel solito blaterale, altrimenti di nuovo c’è solo l’anno ma se i cambiamenti partissero realmente e da noi sarebbe diverso.

Mi suona sempre più strano avvertire come e quanto stia mutando il mondo che ci circonda e da quanto immobilismo questo sia accompagnato, l’immobilismo delle idee, della creatività, dell’abbandono dei sogni, della paura di dire ciò che si pensa,della perdita dei valori da riporre nelle piccole cose che alla fine sono poi quelle che rendono grande e migliore la vita.
E’ che un mondo dove ci si da per vinti senza aver tentato non fa davvero per me e che non mi abituerò mai a situazioni poco chiare, a scambi di favori, a mercificazioni delle nostre vite, alle privazioni di diritti che abbiamo ottenuto dopo anni di lotte e di discorsi che hanno impiegato numerosi giorni prima di riuscire a compiere il giusto volo per arrivare la dove dovevano arrivare.
E’ che non si possono continuare a vedere scenari in cui si offende l’intelligenza altrui senza risentirsi minimamente, è che non mi piacciono questi personaggi dubbi che si aggirano furtivi attraverso la rete per reclutare orde impazzite di fans che nulla o poco sanno della potenza della comunicazione.

E’ che a volte sarebbe preferibile il silenzio e l’azione piuttosto che questo rumore di fondo che tende a dare importanza a chi ne ha già dimenticandosi sempre e comunque di chi non ha quasi più nulla perché privato di tutto anche della speranza.

E’ che se non cambiamo noi tutto diventa complesso, è che se non pensiamo noi a tendere una mano d’aiuto a chi vive in strada, non ha una casa, è stato privato del lavoro, non ha una pensione che gli consenta di vivere dignitosamente, è stato emarginato per scelte differenti da quelle in cui si uniforma la maggior parte delle persone ,arriva in questo paese scappando dalla violenza della sua terra per sopravvivere, si ritrova in strada per fallimento o quant’altro qui non cambierà mai nulla.
Non chiedo al nuovo anno di essere diverso più felice o meno , più intenso o meno, più sereno o meno ma lo chiedo a noi , lui infondo è solo un anno da salvare, da dimenticare, da maledire, da conservare, da apprezzare, di cui ridere o piangere, di cui ritenersi appagati o meno ma ciò che pensiamo di un insieme di numeri dovremmo iniziare a pensarlo di noi.

Non è il nuovo anno a dover essere nuovo dobbiamo essere noi a darci una mossa, a dimostrare che ci siamo e che siamo più agguerriti che mai, che abbiamo imparato a farcele da se le cose di cui abbiamo bisogno.

Lasciamoli tutti li a litigare fra di loro, a fare gli splendidi, non diamogli più seguito e prendiamo possesso di noi stessi come prima cosa, torniamo a mettere al centro le nostre persone, i nostri bisogni, facciamo vedere a tutti come il mondo se viene gestito senza pensare solo al profitto può tornare ad essere incantevole ed a donarci la gioia di essere vivi.

Torniamo a dare valore all’essenziale, non facciamoci condizionare in tutte le scelte, scappiamo dalle caselle di questa grande scacchiera dove qualcuno studia le mosse per noi e c’è le fa eseguire condendole di cose fatte per il nostro bene… siamo grandi ormai per dare credito a tutte queste manfrine da quattro soldi.

E’ che lo so che appare utopico e strano, è che lo so che la maggior parte delle persone prenderà coscienza solo quando toccherà anche a loro di ritrovarsi in alcune situazioni elencate sopra, è che lo so che alcune cose sembrano distanti da noi e in questo modo ci perdiamo gli instanti che invece ci potrebbero ancora salvare, è che a volte non so davvero quante e quali siano le persone che si vogliono realmente salvare da questo sistema che priva ma non premia nemmeno con un sorriso chi si da da fare.

E’ che lo so che tutti si lamentano per le tasse che continuano ad aumentare e che sono in fila per i saldi predicando di non avere più soldi, è che lo so che la vita è una sola e che qualche capriccio bisogna anche toglierselo ma perdonatemi tanto se io non ci riesco proprio a vedere in una pelliccia, nel solito solitario, oppure nel trattamento di bellezza alla spa più rinomata del momento un capriccio ma solo un uniformarsi nel fare le cose che tutti fanno per non essere da meno.
E’ che la magia dell’incanto che vedo nel sorriso di chi riceve un caffè pagato, una colazione offerta senza nulla chiedere in cambio, nell’ascolto di chi non viene più ascoltato, nel congratularsi con chi lotta con la sua stessa vita per andare a soccorrere chi si ritrova perso e solo in mezzo al mare, nello sguardo di chi tramite un’azione semplice riesce a dare conforto non lo ritrovo in nessun’altra cosa e penso che questo sia uno dei tanti motivi per cui valga la pena vivere.
E’ che non voglio credere nel nuovo anno ma negli uomini e nelle donne nuove, ripuliti da fronzoli, liberati da schemi precostruiti, senza uniformi ne strane aggregazioni, fieri negli sguardi e nei cuori e sereni nella comunicazione, con sogni e progetti da realizzare e con la volontà che non li abbandoni mai altrimenti vorrebbe dire abbandonare se stessi nelle mani e nelle menti diaboliche che vogliono solo intimorirli ed appiattirli per non avere la seccatura di dover poi dare loro una risposta.

E’ che gli uomini nuovi sono nascosti ma ci sono, è che non può essere tutto deciso e subito senza proferire parola, è che bisogna smettere di lamentarsi e cercare nuove strade per rialzarsi, è che a far diventare nuovo l’anno appena arrivato dobbiamo essere noi perché meritiamo la possibilità di riprenderci in mano le nostre esistenze e di lasciarle volare dove solo gli audaci hanno il coraggio di arrivare.

Siate sempre delle nuove persone che rendono nuovo il cammino della vita colorandolo con i colori dei loro sogni.

sabato 4 gennaio 2014

NO. L’ITALIA NON LA LASCIO

DI ANNA LISA MINUTILLO
Finiti i bagordi quando nell’aria c’è ancora l’odore del fumo acre dovuto all’esplosione di luce che per un po’ ha colorato il cielo mi ritrovo qui…
Giorni di melassa di belle parole ,di troppo zucchero quello zucchero che non fa altro che diventare stucchevole poi alla lunga e di cui si perderanno già da domani le tracce quando si verrà catapultati nuovamente nella quotidianità.
Ho visto le solite corse dell’ultimo minuto per l’ultimo regalo,ho visto i sorrisi falsi di persone che fino al giorno prima nemmeno si preoccupavano di chiedere come stai ?,ho visto le mani stringersi senza vitalità ,ho visto silenzi riempiti con frasi di circostanza che rimbalzano fra le pareti delle anime vuote di sentimenti,ho visto espressioni attonite fra gli scaffali dei ricordi dove tutti cercano qualcosa senza sapere cosa stiano cercando infondo,ho visto e come sempre non è scivolato via nulla e mi si è attaccata addosso la gentile indifferenza travestita da cordiale presenza non richiesta,invadente ed invasiva e non lo so ma questo non è ne Natale ne tantomeno coerente secondo me.
Non ho potuto fare a meno di notare la noia nelle espressioni di chi in metropolitana assiste ai “soliti”concerti improvvisati da chi senza una dimora ne occupazione cerca solo di sopravvivere per qualche ora con il ricavato del suo “lavoro”.
Ho visto le solite persone chiuse fuori al freddo,tenute lontane dalle palizzate di distacco e indifferenza che si sono create con il passare degli anni negli animi diffidenti di chi ha smesso di vivere ricordandosi il valore di un sorriso e di un abbraccio.
Ho visto la superficialità che ancora una volta ha fatto da padrona guidare tutti questi nuovi poveri alla ricerca di qualcosa che potesse stupire la compagnia degli amici frequentati,li ho visti recarsi alle agenzie di viaggio per prenotare la vacanza da trascorrere in compagnia per non far capire agli amici che la loro situazione economica non è più florida come una volta,li ho visti chiedere il pagamento a rate pur di non rinunciare alla recita che provano da troppi giorni ormai e che conoscono a memoria ,che suonano come un disco rotto tanto che non richiede di essere ripassata come si fa con la lezione da portare a scuola il giorno dopo.
Non ci sono parole da dire per chi pensa solo a correre da un lavoro precario all’altro per assicurare una serata diversa alla sua famiglia,non ci sono parole da spendere per chi ormai è in presidio da anni per difendere ciò che gli è stato maldestramente rubato,non ci sono parole per le persone che amano la verità,che ricercano la giustizia,che si battono per la difesa di un territorio che ogni giorno sceglie una rivolta differente per comunicarci che lo abbiamo martoriato e che non c’è la fa più ad andare avanti così,l’unico modo che ha è quello di fare la voce grossa,di farci tremare ,di portare fango e distruzione ovunque e di privarci di quel poco che abbiamo.
Non si spendono parole per chi ha subito violenza,per chi ha trovato la morte per mano di chi pensava la amasse così tanto quanto lei lo amava,non ci sono parole per quegli uomini smidollati che escono dal letto di casa loro per entrare in quello di una persona che non saranno mai in grado di amare come andrebbe amata e rispettata poiché prima di tutto non riescono ad amare loro stessi e le loro pseudo famiglie patinate che usano come facciata per non far capire alle loro famiglie in primis che razza di esseri infimi siano.
Non vi sono parole per chi non ama nel modo canonico,razionale,stereotipato che questa società ha prestabilito fosse il modo corretto di amare .
Non vi sono parole per chi ancora vorrebbe credere nei sogni,vorrebbe progettarla qualcosa di diverso dallo sfacelo a cui assistiamo inermi,disorientati,impacciati,per le nuove idee solo tasse e difficoltà enormi da superare.
Non vi sono parole per chi vuole disporre della sua persona e decidere di curarsi con un sistema non riconosciuto ma che potrebbe dare speranza ,non vi è più nemmeno il diritto di decidere come continuare a vivere o come scegliere di morire e questo non perché a qualcuno interessi così tanto delle vite altrui ma solo perché in questo modo non si speculerebbe sui farmaci di nuova generazione che spesso hanno fallito .
Non ci sono parole per chi si è tolto la vita a causa di una situazione insostenibile,perché oltre al lavoro ha perso la casa,la pace ,le relazioni sociali,l’amore,la voglia di sognare e di lottare e …beh tutto questo lo trovo molto strano.lo trovo penoso,lo trovo anche ripugnante per alcuni versi si mi ripugna da maledetti continuare a vivere circondata da questa indifferenza e da questi sorrisi carittatevoli che di caritatevole non hanno nulla.
Parole come fendenti quando non richieste,parole inesistenti quando si vorrebbero sentire,azioni da top manager quando non richieste,idee che si tengono nascoste e non si condividono quando potrebbero essere condivisibili e risolutive.
Affetto non richiesto che spesso è solo morbosa curiosità ,distacco fisico e mentale quando ci sarebbe da rimboccarsi le maniche.
Piazze gremite per i mercatini di Natale,piazze deserte quando c’è da protestare e da darsi da fare.
Non avrei potuto non guardare ,non voglia di spegnere i miei occhi ,non ho voglia di far tacere il mio cuore,non ho voglia di salmi e di predicozzi da quattro soldi ho voglia di verità nascoste,non ho voglia di indifferenza e di individualismo e lo voglio veder cambiare davvero questo mondo perché so che lo si può fare.
Sarebbe semplice per me abbandonare tutto e non è detto che non lo faccia prima o poi ma non riesco ad essere così indifferente da pensare solo a me,non capisco perché dovrei lasciare la nazione in cui sono nata e di cui dovrei essere fiera ,non capisco perché non ci possiamo reinventare qui ed ora,non capisco perché tacciamo e guardiamo dall’altra parte quando ci viene chiesto cosa possiamo fare.
Non capisco perché abbiamo perso la voglia di collaborare,di condividere,di aiutare e poi ci lamentiamo del fatto che nessuno si prenda cura di noi e finiamo con il diventare come le tante persone che contestiamo a parole ma che emuliamo con le azioni perché fa figo diventare i furbetti del nulla vero?
Non riesco a dare messaggi di distacco e silenzio,non riesco a vedere gli occhi dei bimbi dei figli di disoccupati tristi e sorridere perché non avendo figli non ho questo problema da fronteggiare,non riesco a tacere non riesco a non sentire questo mare di parole che mi si agita dentro e che mi allaga gli occhi,non riesco a far finta di nulla ..fatelo voi io sono fatta così:non stacco mai,non dimentico mai il cuore sul comodino la mattina prima di uscire di casa,non riesco a vedere le luminarie e non chi sta in un cartone che gli fa da casa,non riesco a non apprezzare la grande fortuna di avere ancora qualcosa da mettere nel piatto mentre c’è chi nemmeno questa cosa possiede più.
E dai che non ci piace questo mondo,e dai che lo cambiamo se vogliamo,e dai che siamo ancora in tempo ,e dai che se lo dice un comune mortale come me che non ha più molto da perdere ormai potete dirlo anche voi e poi….solo poi per me sarà Natale e l’anno che vorrei,l’anno del riscatto,delle passioni che volano libere,del rispetto che manca,dell’affetto prezioso,della vita che cresce,del silenzio che prende il posto dello sgomento,della libertà che alberga nel cuore di tutti noi.
L’abbraccio di luce più caldo che conosco a chi è disperato e non conosco.