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venerdì 2 ottobre 2015

Il Comune non trasporta più le gite scolastiche



Le gite scolastiche, tecnicamente “viaggi di istruzione”, sono inserite nel POF (piano dell’offerta formativa, ossia il programma didattico). Parlando di scuola dell’obbligo, non partecipare a una gita scolastica equivale a perdersi un pezzo di programma. Sotto questo aspetto, quindi, la gita scolastica fa parte del diritto allo studio. Ebbene, il Comune di Montegranaro non concede più l’uso dei pulmini scolastici per le uscite che superino la mattinata, ossia quasi tutte. Questo, evidentemente, per contenere i costi ma, considerando anche il grande interesse mostrato dalla politica verso la scuola e i reiterati tentativi di metterci le mani sopra (e dentro), si potrebbe anche pensare (pensando male) che si voglia in qualche modo controllare il programma didattico. Del resto il Sindaco aveva tentato di influire sulla programmazione scolastica già nei primi giorni del suo mandato, per cui la cosa non sorprende. A onor del vero la decisione fu presa dal commissario già nel 2014, ma ora essa assume valenza politica, una valenza rilevante
Comunque il dato è questo: se la scuola organizza un’uscita che preveda il rientro a casa nel pomeriggio sarà necessario affidare il servizio a terzi, con i costi per le famiglie che ne conseguono. Da ciò pare evidente che, le famiglie con difficoltà, dovranno fare sacrifici per mandare i figli in gita, quindi per garantire la continuità della frequentazione della scuola nel suo programma didattico. Qualora non potessero, i figli perderebbero parte della formazione e la famiglie saranno evidenziate come in difficoltà economica. Alla faccia al diritto allo studio, alla riservatezza e complimenti alla sinistra.

Luca Craia