Uno dei grandi misteri dell’universo è il perché nessuno avesse mai pensato di asfaltare quei venti metri di via Solferino che passano sotto la biblioteca e la torre dell’acquedotto. Un pezzetto di strada molto breve ma che si deve percorrere obbligatoriamente per arrivare nel centro storico e in piazza Mazzini, e proprio per questo rimane difficile che il vecchio Sindaco, i vecchi Assessori e i vari funzionari comunali non si fossero mai accorti dello stato di sfascio totale in cui versava. Eppure l’hanno lasciata così, passandoci sopra tutti i santi giorni, magari più volte al giorno, rimbalzando tra una buca e l’altra ma niente: quella strada non si doveva asfaltare. Neanche quando hanno asfaltato tutto viale Gramsci; si sono fermati due metri prima. Pare fatto per dispetto.
Ubaldi, per la verità, lo ha detto fin dall’insediamento che quella era una cosa assurda e ieri la sua Giunta ha deliberato quello che la precedente amministrazione non era riuscita a fare in quasi sette anni e due mandati: asfaltare. Che non è una cosa meritevole di attenzione: asfaltare una strada sfasciata dovrebbe essere del tutto normale, ma a quanto pare a Montegranaro non lo è, visto che talmente tanti anni che passiamo su un terreno incolto per andare in centro storico che immagino quando troveremo tutto liscio e ci sembrerà che si è rotta la macchina.
Poi, per carità, l’opposizione deve fare l’opposizione, creare polemiche anche dove non esistono, smuovere, criticare, stimolare, ma bisognerebbe anche ricordarsi della caparbietà con cui si è lasciato il paese (o parte di esso, quella dove vivono Marocchini e rotture di scatole come il sottoscritto) a marcire dimenticato.
Luca Craia

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