Perché mettere in giro informazioni artefatte, manipolate in modo da fornire un’immagine della realtà non corrispondente? Perché partire da un dato reale raccontandolo poi in maniera distorta e chiaramente indirizzata a minare la credibilità degli altri? La politica non può essere questo, non può essere così scorretta. Se è giusto perseguire i propri obiettivi e i propri progetti e contrastare l’avversario quando non ne si condivide l’operato, non è invece giusto farlo slealmente senza curarsi del danno che si fa non solo all’avversario stesso ma all’intera comunità.
Questo è quanto è accaduto a Montegranaro riguardo l’ultima polemica innescata dall’opposizione. È stato pubblicato e dato alla stampa (una stampa, diciamolo, piuttosto di parte che non si prende nemmeno la briga di verificare quello che pubblica, oltre a pubblicare solo quello che fa il gioco di una parte politica ben precisa, lasciando fuori quello che non lo fa) un comunicato che parlava di una cosa vera, l’aumento delle indennità degli amministratori di Montegranaro, ma senza dire tutta la verità, raccontando solo una parte adatta a distorcere la realtà e fornire un’immagine da arraffatori per niente corrispondente al vero.
A questa operazione, poi, è stato aggiunta l’opera dei soliti guastatori da social che hanno creato un tam tam denigratorio in perfetto stile bullistico, molto utilizzato in quell’area politica. Il risultato è che l’utilizzatore social meno attento si è fatto un’idea piuttosto distorta della questione, un’idea che danneggia l’immagine dell’Amministrazione Comunale e delle persone che la compongono. Una cosa vergognosa.
Ha provato a correre ai ripari il Sindaco, spiegano in maniera molto chiara che gli aumenti si traducono in cifre molto più modeste di quanto l’opposizione abbia voluto far credere, ma soprattutto che questo aumento non è stato deciso a Montegranaro ma da una legge dello Stato voluta dall’ANCI, presieduta, tra l’altro, da un esponente del PD, il partito che a Montegranaro se ne è scandalizzato.
Il Sindaco Ubaldi ha riportato le cifre, ma ha anche ricordato che l’ex Sindaco, ora a capo dell’opposizione, percepiva sì un’indennità più bassa ma si faceva pagare la previdenza dalle casse del Comune, cosa che invece Ubaldi fa di tasca sua. Economicamente, se facciamo i conti, alla fine fa grossomodo combaciare re cifre. Ma c’è un particolare che nessuno dice: Ubaldi è un libero professionista che, facendo il Sindaco, e facendolo a tempo pieno, sta trascurando totalmente la propria attività. Se lo fa per 5 anni, forse 10, quando tornerà al suo lavoro, troverà clienti che sono andati altrove e tutto da ricostruire. L’ex Sindaco, quello che muove la polemica, è una dipendente dello Stato che ora, dopo aver fatto il Sindaco ed essere stata in aspettativa non retribuita (e ci sarebbe mancato pure), è tornata regolarmente al lavoro e al suo normale stipendio. C’è differenza.
Rimane il fatto che si è innescata una polemica, utilizzando una stampa tutt’altro che deontologica e il solito chiacchiericcio da social ad opera delle solite truppe cammellate, al solo scopo di denigrare l’avversario. Alla comunità cittadina non ne viene nulla, ancora una volta si è operato incuranti dei danni che si fa al paese. E i danni ci sono: la comunità è spaccata, divisa, piena di contrasti. E questo modo di fare continua nella stessa direzione. Buona Pasqua.
Luca Craia

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