Il Movimento 5 Stelle è scomparso dalla scena politica ormai da qualche anno, a Montegranaro, ma non ne sentiamo la mancanza grazie alla riconversione populista che sta operando il PD locale. L'opposizione montegranarerse, infatti, in assenza di argomenti seri, tra i vari pretesti che sta adoperando per fare polemica, sempre nell'intento non di fare l'interesse della comunità bensì cercando ancora di dividerla ulteriormente come ha fatto in quasi sette anni di amministrazione, ora si attacca agli stipendi.
In effetti le indennità degli amministratori comunali sono aumentate di circa il 30%, un adeguamento però non deciso a Montegranaro ma stabilito dalla legge nazionale, per di più lordo, tassato alla fonte, e che fa cumulo con altri redditi. Ciononostante l'opposizione, pur di versare ancora un po' di veleno nelle vene della comunità cittadina, crea una polemicuccia da dopocena al bar dicendo che sì, l'aumento è obbligatorio ma almeno potevano farci un fondo per non si è capito bene cosa. Polemica da scopone scientifico, perché, se il bilancio è sano come pare sia quello montegranarerse, non dovrebbe servire alcun fondo speciale.
Personalmente questi populismi mi sembrano alquanto miserevoli. Io credo che chi fa politica debba essere adeguatamente remunerato, perché un Sindaco o un assessore che lavorano bene dedicano tempo e fatica al loro impegno, spesso sottraendo risorse alla propria attività, ed è giusto averne il giusto indennizzo. Del resto, non mi pare che la passata Amministrazione si sia mai privata di alcunché in termini economici. Mettersi a fare i conti in tasca è piuttosto meschino. Da un'opposizione seria ci si aspetterebbe un'azione più diretta al bene comune. Questa polemica, francamente, non di capisce a che serva se non a fomentare, appunto, qualche anelito populista di bassa lega e a spaccare un po' di più la comunità, cosa in cui il PD nostrano è specializzato.
Luca Craia

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