giovedì 14 ottobre 2021

Ci mancavano i sequestratori a Montegranaro


Non parliamo della disumanità, oltre all'indole marcatamente criminale, che porta quattro giovani a sequestrare un altro, tenerlo segregato per giorni e rischiare di farlo morire di fame e di sete. Sorvoliamo sull'intelligenza di rischiare 20 e più anni di galera per 7 mila Euro da spartirsi in quattro (perché poi 7 mila?). Parliamo invece dell'immenso danno sociale ed economico che questi delinquenti hanno prodotto al nostro territorio.
Il danno sociale è evidente: il fatto è avvenuto a Monte San Giusto, dove un venticinquenne britannico è stato rapito, rinchiuso in una stanza bendato e ammanettato, lasciato senza viveri per giorni. A compiere questo atto criminale gravissimo tre giovani Marocchini e una ragazza italiana, residente a Montegranaro come due dei tre Africani. Il danno consiste nello shock sociale che ci porta a vedere commettere crimini così gravi in un territorio tutt'altro che avvezzo a queste efferatezze. Culturalmente queste disumanità non ci appartengono, eppure c'è una ragazza italiana, della quale credo mai nessuno avrebbe potuto sospettare la capacità di commettere un gesto del genere. È evidente l'imbarbarimento della nostra civiltà anche a livello microsociale.
Il danno economico è chiaro: il nostro territorio sta cercando di lanciarsi nel settore turistico si larga scala e questo bruttissimo episodio crea un'immagine tutt'altro che accattivante.  Ma quello che davvero preoccupa è la futilità del tutto, la superficialità con cui pare si sia operato, la scarsissima valutazione della vita umana. Ci stiamo purtroppo abituando a questo cambiamento sociale recente, che vede il nostro modello degradare in forme più primitive e meno evolute di quella in cui, fino a un paio di generazioni fa, ci riconoscevano. Non avevamo ancora visto sequestratori tra i nostri concittadini. Ora abbiamo anche quelli.
Nota positiva: la grande prova di capacità investigativa da parte dei nostri Carabinieri che hanno risolto il caso in poche ore.

Luca Craia