domenica 12 settembre 2021

Montegranaro ne ha abbastanza della cattiveria in politica. Ora basta

 



Che la campagna elettorale, a Montegranaro, sarebbe stata aspra era prevedibile. Così come era prevedibile che gli argomenti non sarebbero stati i reali bisogni della comunità cittadina bensì i rapporti umani tra gli ex alleati, ora contrapposti nella corsa allo scranno di Sindaco. Montegranaro avrebbe bisogno di ragionare su ben altro, ma gli uomini sono uomini e certi meccanismi sono parte della nostra misera natura. Ma si sta andando ben oltre le previsioni e il confronto sta travalicando la normale dialettica, per quanto aspra possa essere, per sconfinare in qualcosa che somiglia alla ricerca imperterrita dello scontro, anche a livello sociale. Del resto, nei quasi sette anni di mandato, il Sindaco Mancini e i suoi collaboratori più stretti hanno sempre operato caparbiamente ponendosi in posizione oltranzista, cosa che, abbiamo ben visto, ha portato all'implosione della stessa coalizione collassata sotto i colpi della sua stessa cattiveria.
Così oggi vediamo un confronto elettorale avvelenato a sinistra da profili social falsi, creati appositamente per attaccare impunemente l'avversario con false identità, a lettere ingiuriose che circolano anonimamente, per finire con la pubblicazione  da parte di una candidata di un post su Facebook che rischia di inasprire i rapporti tra la comunità autoctona e quella straniera a cui la stessa candidata appartiene.
C'è stato un incontro tra alcuni esponenti della comunità magrebina e alcuni candidati della lista di centro-destra, scaturito in maniera del tutto informale a quanto mi si riferisce; e la cosa, da inquadrare oggettivamente come positiva e costruttiva per instaurare migliori rapporti tra le componenti dell'attuale comunità cittadina, viene denunciata come qualcosa fatto di nascosto, in qualche modo un affronto per gli stessi stranieri. Anziché cercare di distendere i rapporti, già non facilissimi, si rischia di inasprirli. 
Montegranaro ha già vissuto troppo odio negli ultimi anni, è ora che questa situazione cessi e si ragioni sul futuro del paese costruttivamente e serenamente. È chiaro che una campagna elettorale debba essere competitiva, ma non si può tendere la situazione al limite mettendo a rischio la convivenza della popolazione.
Abbiamo bisogno di progetti, ma soprattutto abbiamo bisogno di una riappacificazione sociale, perché Montegranaro è un paese diviso, fratturato da troppa cattiveria. Dai nuovi volti che si affacciano sulla scena politica mi sarei aspettato ben altro atteggiamento. Perché, chiunque vinca, si troverà ad essere l'amministratore di tutta la comunità cittadina, non solo della sua parte. Non si può premere sullo scontro e sulla rottura all'infinito, perché i danni saranno enormi e gravissimi. Fatevela finita.

Luca Craia