venerdì 6 agosto 2021

Addio Privacy: la Apple scansionerà le nostre foto in cloud alla ricerca di materiale pedopornografico.

 

Eccesso di zelo o un tentativo per vedere che accade se uno supera il limite e si mette la nostra privacy sotto i piedi? Che la pedopornografia sia una piaga che va combattuta e sconfitta con tutti i mezzi leciti possibili credo che possiamo essere tutti d’accordo. Che per farlo si vada a rovistare tra le cose personali della gente, invece, penso che qualche remora ce l’abbiamo tutti. Se, per esempio, qualcuno vi togliesse di mano il telefono e cominciasse a rovistarci dentro, seppure non abbiamo niente da nascondere, penso lo troveremmo in molti un sopruso inaccettabile, una violenza.

Ebbene, la Apple ha fatto sapere che scansionerà tutte le foto degli utenti iCloud, con l’intento di scovare materiale pedopornografico. Dall’azienda fanno sapere che utilizzeranno codici cifrati che “non dovrebbero” ledere la privacy. Intanto, però, ti rovistano tra le foto. Praticamente la foto dovrebbe essere ridotta a un codice informatico, per poi essere confrontata con un database di codici “incriminati”. Se dovessero riscontrarsi delle corrispondenze, scatteranno i controlli più approfonditi.

Credo che siamo di fronte a una violazione della privacy macroscopica e alla creazione di un precedente pericolosissimo. Una volta accettato questo, si aprirebbe la porta al controllo diretto delle nostre cose che, con estrema disinvoltura, affidiamo quotidianamente a servizi digitale che poi ne fanno quello che vogliono. I pedofili si catturano con altri sistemi, queste sono prove generali di dittatura. Queste sì, altro che le fregnacce per cui certa gente va in piazza.

 

Luca Craia