lunedì 7 giugno 2021

La fregnaccia dei migranti che fanno lavori che gli Italiani non vogliono fare.


Accogliere migranti per compensare deficit di manodopera è un ragionamento che ha senso. In Italia ne ha poco, primo perché non ci sono particolari deficit di manodopera ma, in compenso, c’è una disoccupazione, specie giovanile, spaventosa. Secondo, se in alcuni settori i posti sono occupati per la quasi totalità da migranti, è perché il sistema di lavoro prevede un vero e proprio sfruttamento, al limite dello schiavismo, e grazie a Dio gli Italiani ancora possono permettersi di non diventare schiavi. I migranti, purtroppo, no.

Quello che debbono capire i vari comunisti col SUV e imprenditori che si lamentano perché non trovano mano d’opera è che il lavoro va pagato, le regole sul lavoro vanno rispettate, la gente non deve morire per lavorare. Poi possiamo aprire un capitolo a parte sul costo eccessivo del lavoro in Italia, ma con il discorso dei migranti che verrebbero a compensare la mancanza di mano d’opera interna non c’entra niente. In Italia, laddove manca la manodopera, è perché la stessa non viene retribuita come si deve.

È gravissimo che vengano utilizzati i migranti per innescare sistemi di sfruttamento che, prima di tutto, ledono ogni diritto umano (e questo dovrebbe particolarmente turbare i comunisti col SUV), ma poi danneggiano il valore stesso del capitale-lavoro abbassandolo e massacrandone in mercato.

L’unico sistema per utilizzare manodopera estera per compensare eventuali deficit effettivi è quello di organizzarne il flusso, contingentarlo e utilizzare corridoi umanitari appositi che regolino gli ingressi in base al fabbisogno, distribuendo equamente gli arrivi tra i Paesi europei. Ma di questo non sento parlare, né i comunisti col SUV né gli altri.

 

Luca Craia