lunedì 29 marzo 2021

Maxifrode tomaie: 9 Cinesi e 1 Italiano per un giro di 10 milioni di Euro. Ecco come si ammazza l’economia italiana.

 

Ecco come si ammazza l’economia italiana: utilizzando partite Iva di imprenditori inconsapevoli per mezzo fatturavano orlature di tomaie che venivano invece effettuate in nero da altre aziende gestite da Cinesi. Le prestazioni non fatturate venivano pagate in contanti tramite conti bancari di due imprese fittizie. In totale hanno frodato al fisco le imposte per un imponibile di circa 10 milioni di Euro e circa 2 milioni e mezzo di IVA. L’organizzazione vedeva al vertice un imprenditore italiano e, sotto di lui, un’organizzazione di 9 persone, tutti cittadini cinesi. A scoprire la frode la Tenenza della Guardia di Finanza di Porto Recanati, che ha anche sequestrato beni per circa 4.200.000 Euro.

Questo è un cancro che sta uccidendo il comparto calzaturiero marchigiano, insieme ad altri fattori contingenti, ben inteso. Ma il parassitismo di certe organizzazioni, quasi sempre del mondo dell’imprenditoria cinese combinata con la parte più marcia di quella italiana, ha falcidiato e sta ancora distruggendo quel poco che è rimasto della manifattura nostrana, applicando, grazie a queste frodi, prezzi assolutamente fuori mercato, impossibili da accordare per imprenditori italiani che facciano le cose in regola. Lo stesso meccanismo che ha distrutto distretti industriali fiorenti e storici come quello di Prato.

 

Luca Craia