sabato 27 marzo 2021

Difendere la libertà di stampa è difendere la propria libertà. Uniti contro la Slapp.


 

Ho appena aderito a CASE (Coalition Aganist Slapps in Europe). Si tratta di un’associazione di giornalisti, blogger e giuristi che combatte contro quella che in gergo viene chiamata “slapp”, schiaffo, e che tecnicamente è la querela temeraria. La querela temeraria è uno strumento giuridico che viene largamente utilizzato per mettere la mordacchia alla stampa. Ne ho parlato spesso, perché io stesso sono stato ripetutamente vittima di querele temerarie, tutte archiviate perché, appunto, temerarie, ma che mi hanno fatto perdere tempo, denaro e causato un malessere personale con conseguenze anche sulla salute.

In Italia, ma anche in quasi tutti i Paesi europei, la querela viene utilizzata per tacitare chi dà fastidio. Il funzionamento è semplice: si sporge denuncia per diffamazione a mezzo stampa e a quel punto tocca al querelato dimostrare la propria innocenza. Se, come quasi sempre succede, il GIP fa richiesta di archiviazione, il querelante oppone ricorso, i costi lievitano e tocca spendere anche per giungere a una normale archiviazione, che di solito giunge senza arrivare davanti al giudice. Ma intanto si è sofferto la pressione e si sono buttati via i soldi. Spesso, in questo modo, si mettono a tacere le voci più fastidiose.

Occorrerebbe una legge contro la temerarietà della lite, che impedisca l’utilizzo della querela come mezzo repressivo della libertà di pensiero e di espressione. Ma questa legge dovrebbe essere redatta e approvata dal mondo politico che invece fa larghissimo uso del mezzo della querela per garantirsi contro giornalisti e blogger troppo zelanti. Il risultato è quello che vediamo in Italia, con una stampa sempre più prona al potere e la libertà di espressione seriamente compromessa.

Con la nascita di CASE si spera di trovare la forza tutti insieme per cambiare questo stato di cose che sta seriamente minando il processo democratico. È un’associazione a livello europeo e potrebbe fare molto. Utile sarebbe l’appoggio dell’opinione pubblica che, anziché seguire gli strali di chi continuamente attacca la stampa e l’informazione in genere a ogni livello (basti vedere alcuni commenti sulle pagine social di questo blog) dovrebbe puntare a difendere giornali e blog in genere perché la pluralità di informazione e soprattutto la libertà con cui l’informazione viene operata sono imprescindibili per conservare quella libertà di cui tutti parlano ma che nessuno difende veramente.

 

Luca Craia