giovedì 14 gennaio 2021

Parallelismi tra la crisi di Montegranaro e quella di Governo? Ignoranza, disonestà intellettuale o elefantiasi dell’ego.



Io me lo ricordo quando Renzi venne a Montegranaro. Non aveva più alcuna carica istituzionale, non era più premier e non era nemmeno un parlamentare. Eppure, c’era tutta la nomenclatura del PD, Sindaco in testa, ad accoglierlo manco fosse il Papa. Renzi disse le sue solite quattro fregnacce buone per ogni occasione e giù le ovazioni. Erano tutti lì ad applaudire quel segretario del PD eletto con quasi il 70% dei voti, quindi molto rappresentativo del sentire del partito. Poi Renzi è andato via, ma non è cambiato per niente, è rimasto lo stesso birbantello fiorentino di sempre, ma non è piaciuto più a quelli che lo osannavano.

Oggi Renzi ha ribaltato un’altra volta il tavolo e ha mandato a monte la partita, assumendosi una grave responsabilità di fronte al Paese. È innegabile che aprire una crisi di governo in questa fase sia pericolosissimo e irresponsabile, come è innegabile che le motivazioni addotte, di fronte alla situazione, siano risibili se solo ci fosse qualcosa da ridere.

Però assisto all’ennesimo spettacolo di salti mortali carpiati da parte di esponenti più o meno alti in grado all’interno della gerarchia piddina montegranarese, uno spettacolo ancora una volta indirizzato a far credere ai meno attenti che la responsabilità della crisi montegranarese, che ha portato il Comune al commissariamento, non sia dovuta all’ennesimo delirio di potere da parte del Sindaco. Non ci torno, su questo, ne abbiamo parlato pure troppo. Però va detto che paragonare la crisi di governo con la crisi del Comune di Montegranaro è preoccupante.

È preoccupante perché si spiega solo in tre modi: o chi lo fa non ha la minima cognizione di come funzionino le istituzioni italiane, non comprendendo quale enorme differenza ci sia tra un Governo e un’Amministrazione Comunale, oppure ha un ego talmente smisurato da paragonare le due cose, oppure, infine, fa un uso strumentale e disonesto intellettualmente di quanto sta accadendo, sempre per confondere le idee ai meno attenti. La prima ipotesi, sinceramente, mi rifiuto di accettarla, ho abbastanza rispetto per la loro intelligenza.

Il Comune di Montegranaro, dopo la crisi, in un paio di giorni è stato commissariato. Il Commissario sta amministrando per l’ordinaria amministrazione e lo sta facendo molto bene. Non si notano grandi differenze con il modo di amministrare della Giunta Mancini in quanto anche la Giunta Mancini, sostanzialmente, si limitava all’ordinaria amministrazione, e se vogliamo in maniera piuttosto empirica., limitando la straordinaria a interventi più propagandistici che di reale utilità collettiva. L’Italia senza governo, per quanto il governo Conte sia stato il peggior governo possibile nel peggior momento possibile, è un’altra cosa e non perdo tempo nemmeno a spiegarlo, ci dovrebbe arrivare anche un somaro.

Quindi questa operazione condotta dalle solite truppe cammellate del PD, stavolta con addirittura in campo i pezzi grossi, non solo i loro parenti stretti, a cosa vuole portare? Semplicemente a un po’ di fumo negli occhi, a una distorsione della realtà che, per quanto macroscopica, su certe menti potrà anche funzionare. E loro lo sanno. Io credo e spero che la gente di Montegranaro sia molto più scaltra di come la vorrebbero loro.

 

Luca Craia