lunedì 28 dicembre 2020

Nomine nei CDA: scelte di lottizzazione, non di competenza.

 


La faccenda della nomina dei rappresentanti dei vari Comuni all’interno del CDA della Tennacola spa sembra essere stata un nodo cruciale negli eventi che hanno portato alla crisi nel Comune di Montegranaro, una sorta di goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso già colmo di prevaricazioni politiche ma anche umane, di incomunicabilità tra le parti, di despotismo e cattiveria. Nulla di sorprendente, i vasi sono destinati a traboccare quando del materiale, in questo caso l’odio che ha avvelenato Montegranaro in questi ultimi anni, continua a gocciolarci dentro.

Il caso, da un punto di vista squisitamente politico, è stato eviscerato e illustrato all’opinione pubblica dalle parti in maniera chiarissima, e l’ultima uscita dell’ex Sindaco Mancini ha contribuito ulteriormente a far comprendere con che visione si è amministrato il paese in questi lunghi anni, con che scarsità di amore, con che arroganza. Un’uscita che voleva spiegare i fatti ma ha spiegato di più, ha spiegato perché a Montegranaro siamo così divisi, spaccati, incarogniti gli uni contro gli altri. E a chi dobbiamo rendere grazie.

C’è un dato, però, che volevo sottolineare e che traspare anche se mi sembra non ne parli nessuno: la logica delle nomine politiche nei consigli di amministrazione. Senza nulla togliere ai vari consiglieri degli enti partecipati, che certamente saranno più che competenti e preparati, rimane il fatto che la logica che sta dietro la loro nomina poco o nulla abbia a che fare con le suddette competenze, ma che sia solo dettata da “concertazioni” (come le ha chiamate l’ex Sindaco) e da accordi politici.

Credo invece che, andando ad amministrare enti che gestiscono ingenti somme e servizi fondamentali, la scelta dei consiglieri debba essere guidata da meri criteri meritocratici e di competenza, anche perché, poi, abbiamo visto che la prestazione è remunerata in maniera corposa (si parla di oltre 28.000 Euro lordi). Per questo pernso che, se un Consigliere ha lavorato bene, sia logico e intelligente riconfermarlo. Per questo leggere l’ex Sindaco che motiva la sua scelta di non rinnovare l’incarico al rappresentante del Comune di Montegranaro perché stavolta pare toccasse a Monte Urano mi fa accapponare la pelle.

 

Luca Craia