sabato 12 dicembre 2020

Il palasport nel giorno più nero. Parte la campagna elettorale. Ma la cosa è fattibile, a patto che…



Ho sempre ritenuto l’idea di ultimare il palasport del centro La Croce come un’idea sbagliata, non nel merito, ma nel momento. Quando ho sentito che la Regione, in piena campagna elettorale, stanziava ben 1 milione e mezzo per questo progetto, sono quasi caduto dalla sedia. Ma non perché non sarebbe bello avere un palazzetto funzionante e moderno a Montegranaro, ma perché non è questo il momento, soprattutto con tutto quello che sta capitando dallo scorso marzo. A Montegranaro stiamo vivendo una crisi epocale, una di quelle che ti portano a ripartire da zero, e se ancora non lo abbiamo ben chiaro, lo avremo a breve. Per questo credo che spendere 3 milioni, perché si parla di una cifra del genere, nel palazzetto, in questo momento, non sia certamente una priorità, tutt’altro.

E invece, proprio nel giorno in deflagra con tutta la sua potenza la crisi amministrativa che si annunciava da giorni, dopo l’incredibile e irresponsabile cacciata di Beverati dalla Giunta Mancini, nel giorno in cui arrivano le dimissioni di parte dell’Amministrazione Comunale, dimissioni che condanneranno la seconda Amministrazione Mancini alla fine, sulla pagina ufficiale Facebook del Comune appare un articolo che parla del progetto del palasport. Lì per lì ho avuto un moto di stizza, perché se il palasport non è una priorità in generale, parlarne proprio oggi, col commissario prefettizio che sta preparando la valigia per venire a Montegranaro, mi pare quantomeno fuori luogo. Evidentemente, però, già si stanno affilando le armi per la campagna elettorale che verrà a breve, anche se, in realtà, la campagna elettorale non finisce mai, in Italia in generale e a Montegranaro in particolare. Fuori luogo, quindi, e di cattivo gusto.

Però ragionavo sul palasport e su quei soldi, il milione e mezzo di Cesetti, e gli altri 500.000 Euro che arriveranno dal Ministero, quindi su una cifra complessiva di 2.000.000. Dal progetto originale, quello di cui ha parlato a più riprese l’assessore (ormai probabilmente ex) Perugini, mancherebbe un altro milione. Ma è necessario spendere tanto? Non si può ridimensionare il progetto e tenersi sulla cifra che già abbiamo in tasca? Se così fosse, se il Comune non dovesse spendere soldi di cassa, sottraendoli ad altre spese in questo momento più importanti per la comunità montegranarese, l’idea del palasport sarebbe percorribile, non sarebbe così fuori luogo. Un palasport funzionale, anche se non adatto alla serie A del basket, ma utilizzabile per categorie inferiori e per altri tipi di manifestazione, potrebbe essere utile a un’economia come quella montegranarese che deve ripartire pensando ad alternative alla calzatura.

Se le cose andranno come pare che siano destinata ad andare, tra poco comincerà davvero la campagna elettorale, con quali schieramenti è tutto da vedere, ma è certo che si ricomincerà con le promesse ei progetti mirabolanti che, oggi più che mai, sarebbero non solo risibili ma immorali. Mi aspetto, però, delle proposte concrete e fattibili sull’argomento palasport che, se non diventerà la solita smargiassata alla montegranarese, potrà essere un punto di forza per il futuro del paese.

 

Luca Craia

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