venerdì 23 ottobre 2020

Provvedimenti sensati e coraggiosi da Acquaroli. Riduzione al 60% dei posti in autobus e limitazioni nei centri commerciali.


Ha preso dei provvedimenti coraggiosi, il Presidente della Regione Marche, provvedimenti che limitano poco la libertà personale ma vanno a incidere dove sono le occasioni di contagio più evidenti e, nonostante questa evidenza, il Governo non è mai riuscito a intervenire con pari coraggio e buon senso. Mi riferisco in particolare a due interventi contenuti nell’ordinanza emanata ieri: quello che riduce ulteriormente la capienza massima nei trasporti pubblici regionali e quello che finalmente regola il far west dei centri commerciali.

Acquaroli ha fatto quello che doveva fare il Governo la scorsa estate, anziché regalare monopattini e buoni vacanza buoni solo a spostare i contagi anche laddove non c’erano: ha messo mano ai trasporti, in particolare quelli scolastici, perché è lì che i ragazzi si ammassano ed è lì che esiste la maggiore possibilità di diffusione del virus. Acquaroli ha limitato al 60% la capienza degli autobus (il Governo l’aveva fissata all'80%) e non è cosa da poco. Ora la aziende di trasporto, la maggior parte delle quali ha fatto finora finta di niente, dovranno adeguarsi: mettere in strada altri mezzi e assumere altro personale; spendere soldi, insomma.

Avranno tempo e modo di farlo, così come lo hanno avuto la scorsa estate senza utilizzarlo perché nessuno ha obbligato le aziende di trasporto ad adeguare mezzi e personale alla situazione. Avranno tempo e modo perché Acquaroli ha anche incrementato la didattica a distanza (al 50%) per gli studenti più grandi, quelli del triennio, riducendo così il numero dei fruitori del servizio di trasporto. Ora tocca alle aziende. E allo Stato per gli opportuni controlli.

Altra iniziativa importante e quella che finalmente regola i flussi e i distanziamenti all’interno dei centri commerciali. È stabilita a una persona ogni 10 mq la presenza massima all’interno delle superfici della grande distribuzione, è vietato il consumo di alimenti nelle parti comuni, sono potenziate le sanificazioni e vengono istituiti percorsi delimitati. Insomma, è finita la baldoria, sempre che poi le regole vengano fatte rispettare.

Si limita pochissimo, invece, la libertà personale, semplicemente vietando il consumo di alimenti e bevande in prossimità delle attività di ristoro, chiaramente per evitare assembramenti senza mascherina proprio per consumare il cibo.

Francamente mi sarei aspettato qualcosa di più, ma siamo comunque di fronte a una regolamentazione sensata, anche se tardiva. Tardiva perché, non mi stancherò mai di ripeterlo, tutto questo andava fatto prima e a livello nazionale, dal Governo, così come andavano fatti tamponi diffusi già alla fine del lockdown invece di arrivare a farli a ottobre con una diffusione del virus ormai capillare. E non mi si dica che la materia è di competenza regionale, perché non è ammissibile che le Regioni abbiano competenze solo quando lo decide il Governo e che queste competenze vengano revocate all’occorrenza in barba alla Costituzione. 

Sotto trovate l'intera ordinanza di cui parliamo.

 

Luca Craia