martedì 13 ottobre 2020

Arriva la videosorveglianza nel centro storico. Un’altra piccola battaglia vinta. Ma c’è ancora molto da fare.


In realtà, negli incontri degli scorsi anni tra l’Amministrazione Comunale di Montegranaro e il Comitato Paese Mio, di cui sono coordinatore, si chiedeva molto di più, ma bisogna accontentarsi, almeno per il momento. Chiedevamo la ZTL, per un controllo serio di chi accede nel centro storico, e arrivano le telecamere: è un buon inizio che non può che destare soddisfazione. Sono pochine, le telecamere: il centro storico è una realtà complessa, che non può essere trattata come un’altra zona qualsiasi del paese. Vi sono vicoli, anfratti, e se lo si vuole monitorare seriamente, servono ben più delle 5 telecamere previste. Ma sempre meglio 5 che zero.

Le telecamere fisse saranno installate una in piazzale Leopardi e una in vicolo del Forno e, se della prima si capisce la ratio (piazzale Leopardi è un punto nevralgico, uno dei pochi parcheggi e a ridosso dell’ospedale vecchio, area “sensibile”), della seconda un po’ meno. Ancora una volta l’Amministrazione Comunale fa da sé, senza avere quel minimo di sensibilità, non dico di umiltà, di interfacciarsi coi cittadini residenti che pure sono organizzati per essere rappresentati e ascoltati.

Ora c’è da augurarsi che questo sia soltanto il primo intervento di un progetto di controllo sulla sicurezza di quello che è probabilmente il quartiere più difficile di Montegranaro, e che non siamo di fronte a un intervento di facciata, fine a se stesso e che non abbia un proseguo. Rendere sicuro il centro storico è una cosa complessa, che ha bisogno di controllo (certamente molto più capillare, la ZTL continua a essere necessaria), ma anche di interventi sociali, a partire dai criteri di assegnazione degli alloggi popolari.

 

Luca Craia