lunedì 13 luglio 2020

Giovani fuori controllo e giovani che guardano al futuro. Il ruolo delle famiglie è fondamentale.


È una situazione sempre più seria quella che si sta innescando nei nostri comuni costieri nelle serate estive, con giovani minorenni fuori controllo, tra alcool e droghe, che compiono atti vandalici o che si azzuffano tra loro. Una situazione che sta certamente arrecando un grave danno all’economia delle attività commerciali estive, che alla lunga dovranno fare i conti con questa situazione che lede l’immagine delle nostre città e allontana la gente per bene.
Le Forze dell’Ordine e gli amministratori locali stanno correndo ai ripari, si parla addirittura di militarizzazione dei lungomari, ma non può certo essere questa la soluzione, anche perché, trattandosi quasi interamente di soggetti minori, l’attività repressiva risulta piuttosto sterile. Credo che dovremmo porci il problema di cosa sta accadendo ai nostri ragazzi e perché esiste questa minoranza di giovani così fuori dalla società e così disumanizzata, deculturizzata, fondamentalmente pericolosa. Anche perché questi ragazzi, in futuro, saranno parte della nuova classe dirigente e, se l’attuale è pessima, quella futura, con questi presupposti, è spaventosa.
Occorre chiedersi dove sono finite le famiglie, quale sia oggi il loro ruolo nell’educazione dei figli. Io credo che queste situazioni siano figlie dell’abdicazione dei genitori dal loro ruolo educativo, dell’incapacità della mia generazione di svolgere il proprio compito primario nei confronti dei propri figli. Ma sono anche figlie di una destrutturazione sociale che ha distrutto senza ricostruire. Penso al ruolo delle parrocchie che oggi viene sempre più sminuito, o alla scuola, sempre più svuotata di qualità e di potere educativo.
Poi, però, ripenso a quei giovani che ho visto all’opera durante il fine settimana, i ragazzi che sono venuti a svuotare la grotta della chiesa dei SS.Filippo e Giacomo. Giovanissimi volontari dei Vigili Del Fuoco che impegnano il loro tempo libero per mettersi a disposizione delle collettività, faticando, sudando. Giovani con la schiena dritta ed evidentemente con valori forti. E qui vedi che le famiglie ancora ci sono, che ci sono ancora le strutture nella società per far crescere i giovani con ideali e obiettivi.
Allora il problema, probabilmente, sta nelle regole. Troppo blande, troppo lassismo, troppo permessivismo. Evidentemente questo sistema educativo non funziona bene, e la sua disfunzione diventa evidente davanti a questa minoranza rumorosa e dannosa che va sui giornali, mentre la maggioranza dei nostri giovani non fa rumore ma fa i fatti buoni e positivi. Se esistono famiglie che crescono figli come quelli che ho avuto la fortuna di vedere all’opera sabato scorso, allora c’è qualcosa che non va nel sistema che non aiuta le famiglie meno attrezzate, o che non blocca e punisce i comportamenti sbagliati sul nascere, per rettificarli e deviarli sulla strada giusta. Credo che occorra riflettere sul nostro nuovo sistema educativo e capire dove non funziona, prima che sia troppo tardi per rimediare.

Luca Craia