mercoledì 8 marzo 2017

Le Marche Sud dicono no alla Camera Unica. Scarsa conoscenza del territorio da parte della Regione Marche



Con la delibera della Giunta e del Consiglio della Camera di Commercio di Fermo, inviata anche al ministero dello Sviluppo economico, all’UNIONCAMERE nazionale e al Presidente della Regione Marche, si è ufficializzata la volontà del tessuto economico e politico delle Marche del Sud di non aderire al progetto della Regione Marche, che accoglieva una mozione del PD marchigiano, di unificare tutte le Camere di Commercio regionali sotto un unico organismo.
La delibera, che ratifica la decisione del Consiglio Camerale del 21 febbraio scorso che a sua volta interpretava la volontà espressa dai Sindaci dei tre capoluoghi di provincia del sud delle Marche, Paolo Calcinaro di Fermo,  Guido Castelli, di Ascoli Piceno e Romano Carancini di Macerata, va incontro all’esigenza delle imprese del territorio che vedono come una iattura l’unificazione delle camere di commercio, e chiede che, almeno, vengano istituite due Camere di Commercio, una delle quali per le Marche Sud.
Il piano di unificazione è l’ennesima testimonianza di quanto chi amministra le Marche sia totalmente distaccato dalla realtà e non conosca le peculiarità di questa Regione. Le Marche sono una regione plurale la cui caratteristica è appunto la differenziazione, oltre che culturale, economica. Unificare i servizi alle imprese forniti dalle Camere di Commercio, oggi più che mai essenziali, comporterebbe la perdita di quel bagaglio di conoscenze che ogni camera possiede relativamente al proprio territorio, mettendo a serio rischio la competitività delle piccole imprese che verrebbero private di un referente fondamentale.
La volontà espressa dalla Camera di Commercio di Fermo ovviamente non è in alcun modo vincolante, ma ci si augura, per il bene di tutti, che venga presa nella debita considerazione e che la Regione venga a più miti consigli, prima di effettuare un ennesimo massacro del tessuto sociale ed economico della nostra Regione.
                                
Luca Craia