venerdì 20 febbraio 2015

La storia infinita (della campagna elettorale)



Hanno un problema, mi pare di capire, i membri della maggioranza di governo di Montegranaro: non riescono a identificarsi col nuovo ruolo di governanti, sono rimasti all’opposizione. È comprensibile, dopo decenni di minoranza, con la sola felice parentesi della giunta Branchesi, che non si riesca psicologicamente – ma anche fisicamente – a calarsi nel ruolo di coloro che tengono le redini. Questo genera nervosismo, reazioni scomposte, cadute precipitose di stile e la sensazione di essere costantemente in campagna elettorale. Guarda i giornali. Ogni iniziativa ha la sua conferenza stampa, la sua foto di gruppo, tutti sorridenti. Oggi sul sito del Comune (e sulla relativa pagina Facebook) è comparso l’invito alla cittadinanza di andare “a vedere” il nuovo pulmino per il trasporto scolastico, come se questo fosse un’attrattiva circense. E giù proclami, autocelebrazioni e incenso a iosa per ogni passo compiuto in avanti.
Contemporaneamente si sta sempre sul piede di guerra: pronti all’accusa, a scaricare responsabilità, a far partire nuove polemiche su ogni singolo problema anche noto, vedi il caso del debito con la Comunità Papa Giovanni XXIII che è conosciuto sin dai tempi del Commissario e che ora torna fuori con accuse, legittime o no, sulle passate amministrazioni che, francamente, a poco servono nella soluzione del problema e diventano stucchevoli sia perché membri dell’attuale maggioranza erano membri anche delle precedenti e, quindi, eventualmente correi, sia perché, alla proposta di istituire una commissione per fare chiarezza su queste vicende si è tranquillamente e immotivamente risposto picche.
Ultima ma non trascurabile conseguenza di questo clima da campagna elettorale è l’arcinota scarsa se non nulla disposizione a ricevere critiche. Le barriere difensive sono sempre bel alzate così come alti sono i toni delle risposte, piccate, stizzite, cattive. Rispondono alle critiche con attacchi alla persona, accusano, minacciano neanche tanto velatamente. Un clima rovente generato dalla stessa maggioranza che poi se ne lamenta. Dimenticano che la gente è attenta, legge, si documenta, e la proverbiale propensione alla scarsa memoria oggi è sopperita da tanti strumenti come anche questo blog. Dimenticano, soprattutto, che per quanto abbiano frange di supporter con tifo calcistico (o cestistico), rappresentano pur sempre una minoranza, quella che li ha eletti con meno del 40% dei voti. Quella maggioranza che non li ha eletti non solleva striscioni ma osserva, guarda e, soprattutto, giudica.

Luca Craia