mercoledì 10 ottobre 2018

L’acqua santa del ventunesimo secolo e la fuffa che ci manda in pappa il cervello.


Lo scandalo non sta nell’acqua a 8 Euro, perché di robe assurde che costano cifre assurde ce ne sono tante, ma tante tante. Lo scandalo sta in chi la compra, ma soprattutto sta in chi ne parla, me compreso. E ne devi parlare, perché una roba come quella dell’acqua minerale firmata da una signora che non si sa esattamente che mestiere faccia ma guadagna un sacco di soldi facendolo, è un fenomeno talmente interessante e importante nella sua stupidità, che nessuno può esimersi dal parlarne o, quanto meno, considerarlo. È il simbolo di questi tempi finti, pieni di cose finte, di valori finti e di persone finte, di finti eroi, di finti politici, di finti elettori, persino di finti consumatori di prodotti finti.
È tutto finto, a partire dall’acqua santa e taumaturgica che costa più della benzina (e qui c’è anche un’oscura previsione per il futuro che ci attende) per arrivare all’economia. Viviamo in un mondo in cui personaggi come Flavio Briatore, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, è uno dei più ricchi e influenti d’Italia, dove le società per azioni non producono né beni né servizi ma producono click, emozioni, tendenze. In questo mondo i soldi sono in mano a società potentissime che producono le stupidaggini che ci mandano in pappa il cervello e guadagnano vendendosi i nostri dati, il nostro numero di telefono, i nostri gusti in fatto di tostapane, vestiti e sesso.
In questo mondo i giovani adorano individui tatuati fino a dentro le narici, che con la ferraglia che portano uncinata addosso mandano in tilt i metal detector delle banche dove vanno a depositare i soldi che guadagnano raccontando la loro immensa sfiga in endecasillabi zombici ad adolescenti che, per definizione, si sentono sfigati, e quindi appagati dal confronto, anche quando li accompagna a scuola paparino con la Ferrari.
In questo mondo i politici fanno finta di essere comunisti o fascisti e la gente fa finta di credergli, o magari gli crede pure, ma solo per un po’. In questo mondo i soldi sono finti, i bisogni sono finti, le priorità sono finte e la grande sofferenza è non potersi permettere l’ultima cosa finta che va di moda, per ostentare la nostra finta ricchezza ed essere finti al pari di tutti gli altri. Un mondo in cui tutto quello che ci serve non lo decidiamo noi o i nostri bisogni effettivi ma gli influencer, che stabiliscono da cosa indossiamo a chi votiamo, e probabilmente pure di che morte dobbiamo morire. Dicono che sia un’influencer anch’io, nel mio piccolo, ma io mi ritengo di più un raffreddorer.
Niente di scandaloso, quindi, se una bottiglia di acqua taumaturgica e benedetta dall’influencer Ferragni costi quanto una bistecca, fa parte del gioco. L’unica cosa è vedere se davvero funziona. Ora me ne vado a comprare una bottiglia e me la bevo a canna. Se non perdo istantaneamente dieci chili e non mi ricrescono i capèlli, le faccio causa.

Luca Craia

martedì 9 ottobre 2018

Malaigia al Fiabaday. Abbattere le barriere architettoniche è possibile.


Comunicato integrale

«Ho avuto l'immenso piacere questa mattina di partecipare al FIABADAY "Giornata nazionale per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche” organizzato dal FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) presso il Porto di Ancona. Una giornata di sensibilizzazione sul tema delle barriere architettoniche e di dimostrazione concreta che se si vuole tutto è possibile a tutti». Interviene così il consigliere regionale Lega Marche Marzia Malaigia. «Decine di persone portatori di disabilità fisiche o psichiche – spiega la Malaigia -  hanno infatti avuto modo quest'oggi  di  visitare il porto storico di Ancona, di salire a bordo della nave traghetto  M/V Olympic Champion e di uscire in mare a bordo del Rimorchiatore della società  CO.RIM.A . Un'esperienza emozionante per chi è disabile ma anche per noi, - continua il consigliere- che dimostra quanto vi sia bisogno di un cambio di mentalità, di promuovere una cultura che vada oltre i limiti attuali, abbattendo ogni barriera fisica e mentale, per favorire la creazione di una società pienamente inclusiva e in cui a tutti siano garantite pari opportunità, nel rispetto della diversità umana».
«Abbiamo affrontato tante volte in sede istituzionale il tema delle barriere architettoniche – prosegue la Malaigia- e di quanto la loro esistenza impedisca ancora oggi,  la piena libertà di vivere di moltissime persone. Anche recentemente mi sono spesa in prima persona affinchè  nella nostra Regione si sviluppi un  "turismo accessibile" ovvero un turismo con servizi e strutture in grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà. Stamattina ho avuto modo di sperimentare quanto la nave traghetto sia assolutamente in linea con questo obiettivo: attrezzata secondo tutti i più moderni standard per accogliere al meglio passeggeri disabili o a mobilità ridotta. A bordo del traghetto – commenta ancora il consigliere – ho anche pensato che attualmente sia più semplice per un disabile accedere ad una nave ed approciarsi con il mare piuttosto che raggiungere un ufficio o un servizio sanitario  muovendosi in terra ferma nelle nostre città!!! Un plauso particolare per questa bellissima giornata voglio rivolgerlo all'Autorità Portuale di Ancona, alla Guardia Costiera,alla Capitaneria di Porto che insieme al messaggero FIABA Domenico Ronchi, hanno accolto  i visitatori con disabilità e loro accompagnatori. Sono stata piacevolmente colpita – conclude la Malaigia - dalle parole dell'Ammiraglio, che nel suo intervento di saluto, ha sottolineato come sia importante un impegno quotidiano e  costante al superamento dei limiti strutturali e non solo in una giornata dedicata come quella di oggi. Auspico che questo monito arrivi in tutte le sedi istituzionali affinchè il superamento delle barriere architettoniche non rimanga solo un obbligo di legge ma una dimostrazione concreta di civiltà in tutto il nostro Paese».

Il Comitato “Paese Mio” incontra i Montegranaresi. Cercatelo alla Fiera di San Serafino.



Uno degli scopi principali che il Comitato “Paese Mio” si prefigge è quello di far capire ai Montegranaresi che il centro storico non appartiene a chi ci abita ma è patrimonio dell’intero paese, in quanto luogo delle radici e custodia della memoria. Il centro storico di Montegranaro è la culla in cui la nostra comunità ha emesso i primi vagiti, in cui c’è tutta la storia del paese, partendo da secoli e secoli fa fino ai tempi recenti, quando nascevano le prime fabbrichette di scarpe negli scantinati lungo le anguste vie del castello. Per Paese Mio è fondamentale che Montegranaro capisca quanto conservare, recuperare e difendere le proprie radici sia importante per mantenere viva la comunità cittadina. Per questo motivo è stata studiata la presenza di rappresentanti del Comitato lungo lo snodarsi della fiera di San Serafino, venerdì prossimo. I membri del Comitato incontreranno la gente per parlare dei problemi e anche per ascoltare suggerimenti e soluzioni, perché il problema investe tutti e nessuno ha la verità in tasca. Per capire meglio di cosa si parla, sarà visionabile un vasto reportage fotografico. Per sapere dove starà Paese Mio, però, bisognerà cercarlo.

Luca Craia