lunedì 8 ottobre 2018

Montegranaro. Disinfestazione preventiva contro il virus “West Nile”


Nel nord d’Italia ci sono stati diversi casi di infezioni da virus del West Nile, una patologia piuttosto pericolosa che viene trasmessa soprattutto attraverso la puntura di zanzara. Anche se nella nostra zona non si sono riscontrati casi, il Comune di Montegranaro ha giustamente previsto di compiere una disinfestazione straordinaria contro le zanzare al fine di scongiurare ogni pericolo. La disinfestazione si svolgerà nella notte tra martedì 9 e mercoledì 10 ottobre. Per questo il Comune raccomanda alla cittadinanza di chiudere le finestre. È un provvedimento giusto che si spera produca effetti migliori rispetto alla disinfestazione ordinaria, compiuta anche piuttosto in ritardo, della scorsa estate he non sembra abbia diminuito la presenza e la voracità delle zanzare. Comunque, un plauso.

Luca Craia

Una pinacoteca a Montegranaro? Magari, ma che sia pubblica e gestita dal pubblico.


Montegranaro una pinacoteca non ce l’ha. Eppure di opere da esporre ce ne sarebbero, anche se la maggior parte sono di proprietà della Chiesa. Lo suggerisco da anni all’assessore Beverati che però ha sempre nicchiato attendendo la ristrutturazione del Municipio per ragionare sul da farsi. In ogni caso, uno spazio espositivo per rendere fruibili le varie opere d’arte sparse per il paese sarebbe una cosa auspicabile.
Leggo stamane sul Corriere Adriatico che a Montegranaro sta per aprire una pinacoteca. Poi, leggendo meglio, mi rendo conto che la definizione non è esatta: non si tratta di una pinacoteca ma di uno spazio espositivo privato e gestito da privati. Ottima iniziativa che merita un plauso, ma sarebbe opportuno non fare confusione perché una pinacoteca è un’altra cosa e, soprattutto, non può e non deve essere gestita da privati, siano essi individui o associazioni.
Nella pinacoteca dovrebbero essere raccolte, custodite e esposte le opere d’arte del territorio, opere che possono appartenere sia a privati che alla collettività. La pinacoteca deve essere garanzia di correttezza per le proprietà delle opere e per la stessa collettività. Per questo motivo deve essere gestita in maniera pubblica da persone nominate e controllate dal pubblico, nel nostro caso dal Comune. È impensabile che una pinacoteca possa essere gestita privatamente.
Quindi credo si stia facendo un po’ di confusione: quella che aprirà a dicembre sarà una galleria privata, una valida iniziativa che arricchisce il paese culturalmente ma che non è e non può essere la pinacoteca di Montegranaro. La pinacoteca va realizzata e gestita dal Comune con tutte le garanzie. Se poi i privati vogliono donare le loro collezioni alla pinacoteca pubblica, non farebbero che bene.

Luca Craia

domenica 7 ottobre 2018

Centro commerciale lungo la circonvallazione: scelta incomprensibile e dannosa.

Far nascere un nuovo centro commerciale a ridosso del centro di Montegranaro è una scelta politica gravissima le cui conseguenze potenzialmente sono estremamente pesanti per la società montegranarese. Chi domani, in Consiglio Comunale, voterà a favore della variante al piano regolatore, si assumerà un'enorme responsabilità politica e umana che, mi auguro di sbagliare, pagheremo molto cara in un futuro nemmeno troppo remoto. I motivi li ho già spiegati nei miei precedenti articoli e invito chi volesse approfondire a leggerli.
L'articolo del Corriere Adriatico di stamattina sull'argomento, nella sua visione univoca e nel suo appoggio totale e incondizionato, fornisce il polso di come debba essere importante la realizzazione di questo progetto, le cui motivazioni, però, a rigor di logica rimangono oscure. Sono oscure commercialmente, perché l'idea in sè di costruire un nuovo polo commerciale in un paese la cui economia è in declino verticale, già servito da un numero impressionante e forse eccessivo di supermercati, è un rischio talmente elevato da non dare alcuna giustificazione logica a un investimento tanto cospicuo.
Nell'economia generale del paese un nuovo grande punto vendita generalista non apporta nessun beneficio in quanto, se avesse fortuna, l'avrebbe a discapito dell'esistente. Lo stesso discorso vale per la ventilata possibilità di creare nuovi posti di lavoro (20/30 dice il giornale) che sarebbero comunque posti che si andrebbero a perdere altrove. Si possono perdere posti di lavoro nelle attività commerciali del centro che potrebbero subire conseguenze gravissime dall'apertura di questo nuovo polo commerciale. Ma si possono perdere ulteriori e tanti posti nei supermercati esistenti in quanto la potenzialità di acquisto di un paese come Montegranaro è già espressa in maniera definita e aggiungere un ulteriore elemento di vendita non può che erodere la capacità di vendita degli esercizi già sul mercato da tempo.
Si rischia quindi di svuotare e togliere gli ultimi aneliti di vita a un centro storico già in condizioni gravissime e, nel contempo, aggiungere soltanto un elemento di caos nell'economia generale del paese avendo in cambio soltanto opere urbanistiche la cui utilità è tutta da dimostrare. Insomma, una mossa senza senso alcuno la cui spiegazione non risiede nella logica e nella volontà di fare il bene di Montegranaro. Chi domani voterà a favore dovrà spiegare il motivo per cui lo ha fatto.

Luca Craia 

sabato 6 ottobre 2018

CENTRO DIREZIONALE DELLE FERROVIE IN PUGLIA? ELENA LEONARDI NON CI STA

MOZIONE REGIONALE DELLA CAPOGRUPPO DI FRATELLI D'ITALIA PER UN IMPEGNO DELLA REGIONE PER SCONGIURARE L'IPOTESI.


Comunicato integrale

Depositato in Consiglio Regionale un atto della capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi in merito all'appello lanciato dalla Cisl sul Centro Direzionale delle Ferrovie Italiane da istituirsi in Puglia. Nella sostanza con questa scelta RFI, decide di "annettere" la Direzione Centrale di Ancona alla Puglia, con conseguente lento ed inesorabile fenomeno della desertificazione del nostro territorio anche per questo settore.
Con questa decisione – afferma Leonardi – si avrà un territorio da gestire molto vasto: le Marche invece sono, per la loro posizione strategica, una naturale ubicazione centrale anche per questo aspetto infrastrutturale. Si pensi ai quasi 400 km di linea ferroviaria solo nella nostra regione dei quali 250 circa considerata "fondamentale". La stessa RFI afferma che occorre garantire la massima sicurezza e mantenere la continua efficienza e utilizzabilità della rete, prosegue la rappresentante del partito della Meloni, quindi io temo che con questa scelta si vada proprio nella direzione opposta.
Nella mozione la Leonardi chiede pertanto un impegno della Giunta Regionale nel farsi carico, presso la Rete Ferrovie Italiane – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ed il competente Ministero, di far rivedere l'attuale ipotesi dell'istituzione del Centro Direzionale Circolazione ferroviaria con una razionale previsione, invece, del medesimo Centro nella Regione Marche.

Foto: Mobility Press