martedì 2 ottobre 2018

Il terremoto e chi ci mangia sopra. La diligenza è la carrozza del far west.


Dice: abbiamo consegnato qualche migliaio di casette, qualcuna che gli casca giù il soffitto ci può anche scappare. E no che non ci può scappare. Non ci può scappare perché nelle case normali normalmente non casca giù il soffitto, non si staccano i pensili da soli, non si viene mangiati vivi dalla muffa e dall’umidità a poche settimane dalla consegna, non si tappano le fogne, non ci sono fili scoperti. La prima regola dell’amministratore pubblico è di agire con la diligenza del buon padre di famiglia. A un padre di famiglia che agisca come gli amministratori pubblici che hanno gestito e stanno gestendo l’emergenza terremoto gli toglierebbero i figli.
È che il terremoto, come tutto in Italia, non è altro che una grande opportunità. Abbiamo parlato ripetutamente dell’accelerazione che ha dato alla strategia della desertificazione, che era in atto comunque ma che il sisma ha agevolato e spinto inaspettatamente. Ma le grandi catastrofi, in Italia, diventano sempre un’occasione di profitto: ricordiamo le telefonate de L’Aquila con manager e amministratori che si fregavano le mani. Con l’ultimo terremoto sembra siano stati tutti più cauti, ma non per questo l’occasione non è stata d’oro.
Lo vediamo ovunque, ma soprattutto lo vediamo con le SAE: costruite male, al gran risparmio, eppure i loro costi sono elevatissimi. Ragnatele di subappalti, lavoratori a nero come se piovesse, e la qualità se ne va a farsi benedire, oltre, naturalmente, alla legalità e ai diritti sacrosanti dei lavoratori. E il solito sistema all’italiana, quello per cui, poi, i ponti cascano portandosi dietro automobile, camion e soprattutto persone, quello per cui le gallerie non hanno sufficiente cemento per reggere e lo scopriamo solo perché un operaio ha avuto un giramento di scatole e ha vuotato il sacco, quello per cui ti casca in testa il soffitto della tua SAE bella bella, consegnata pochi mesi fa.
E la cosa incredibile è che quell’amministratore, che dovrebbe agire con la suddetta diligenza, tace, non annuncia provvedimenti, non chiede che si faccia chiarezza. Tace, acconsente, minimizza. E che sarà mai: apriamo un ticket col costruttore e facciamo rimettere a posto. Nessun dubbio che l’intero sistema sia marcio come le casette. E la diligenza, come sempre, rimane la carrozza del far west.

Luca Craia


lunedì 1 ottobre 2018

Montegranaro avviato a vincere il premio di Degrado Postmezzadrile come “Comune Zengheru”.


La pagina Facebook “Degrado Postmezzadrile” è molto simpatica e si prende gioco con intelligente ironia dei difetti della Marca bassa. Oggi ha lanciato un’iniziativa, il concorso “Paese Zengheru”, dove i frequentatori della pagina possono, rigorosamente in dialetto stretto, nominare quello che per loro è il paese più brutto delle Marche. Montegranaro sta vincendo, e non è una vittoria di cui andare fieri. Pubblico alcuni commenti. Le considerazioni le lascio a chi legge.

Luca Craia

Figli e figliastri a Montegranaro. Lettera di lettori esasperati.


Ricevo e pubblico questa lettera firmata nella sua integrità. Generalmente non do spazio a questioni tra privati, ma credo che in questo caso la disputa tra privati sia diventata di interesse pubblico per il comportamento che le autorità chiamate in causa avrebbero tenuto, sulla base di quanto raccontato dai signori che mi hanno scritto. Ovviamente il blog è a disposizione di chiunque voglia fornire versioni differenti o aggiungere dettagli utili a capire meglio una situazione che, comunque, dipinge un quadro piuttosto fosco.

Vogliamo rendere pubblica la situazione che stiamo vivendo per colpa del Comune di Montegranaro, una situazione imbarazzante ma che ci sta anche portando allo sfinimento, e dimostra come un’amministrazione può usare il suo potere a discapito di chi vuole rispettare le regole.
Abbiamo inizialmente chiesto un riconfinamento per poter delimitare la nostra proprietà, perché in questo ultimo periodo sono iniziati i lavori di sistemazione di un’area che comprende in parte la proprietà di una nostra vicina e in parte coinvolge anche una porzione di terreno che sembrerebbe di proprietà del Comune di Montegranaro, quest’ultima meglio identificata come particella X.
La particella X è un frustolo di terreno destinato a viabilità pubblica come da Lottizzazione Graziaplena (il tutto è ben documentato in Comune); tale lottizzazione è stata presentata presso il Comune di Montegranaro da almeno 50/60 anni ma, come capita spesso, queste particelle sono ancora intestate ai vecchi proprietari. Nonostante ciò il Comune di Montegranaro e i vari Uffici a volte ci comunicano che la proprietà è del Comune e a volte che è dei privati, a volte è di utilità pubblica e a volte no.
Comunque, dopo l’inizio dei lavori, sono iniziati i veri problemi per la nostra proprietà perché, se i lavori si fossero svolti solamente sulla particella di proprietà della nostra vicina, non avrebbero portato discapito a nessuno ma, purtroppo, i lavori si svolgono anche sulla particella X che risulta essere di utilità pubblica, cosi come dichiarato e comunicato ultimamente dal Comune di Montegranaro e dai suoi Uffici competenti.
In noi è nata la necessità in prima fase di chiedere un riconfinamento della nostra proprietà e in seconda fase abbiamo presentato una corretta pratica edilizia in essere e valida, per delimitare la nostra proprietà e la corte pertinenziale del nostro fabbricato con dei paletti mobili bianco rossi. Questo perché le autovetture che transitano in via Fonte Pomarola, che non è Strada Comunale via Fonte Pomarola,  i mezzi dei residenti della via hanno iniziato a passare tutti in aderenza al nostro fabbricato e per giunta a tutta velocità, a discapito del nostro diritto di proprietà che è sacrosanto, e della nostra incolumità. Infatti da quel giorno non ci è data più la possibilità di uscire di casa senza correre il rischio di essere investiti o, come sta succedendo ultimamente, non riusciamo neanche più ad uscire dal garage perché la nostra vicina, oltre ad aver ridimensionato la strada, ci parcheggia anche a cavallo aumentando la nostra difficoltà a uscire, oltretutto rischiando ogni giorno di essere tamponati.
Vogliamo precisare, per evitare fraintendimenti, che noi paghiamo regolarmente il passo carrabile, a differenza di altri che nella via sembrerebbero nemmeno averlo, ma a differenza di noi ottengono tutto, anche l’impossibile, hanno le giuste conoscenze.
Il 3 settembre del 2018 abbiamo raggiunto il ridicolo: infatti abbiamo dovuto chiamare il Corpo di Polizia Municipale di Montegranaro perché non riuscivamo ad uscire dal nostro garage per andare a lavorare, perché qualcuno ha recintato la proprietà Comunale, e cioè porzione della Particella X. Ma il Comune e i suoi Uffici fanno finta di non vedere. Infatti qualcuno ha parcheggiato la sua autovettura al di fuori dell’area e precisamente in modo perpendicolare all’uscita del nostro garage cosi da impedirci di uscire con le nostre automobili. Da non credere, è avvenuto l’impossibile: i Vigili si sono rifiutati di fare la multa al proprietario del mezzo. Noi ci domandiamo come può accadere tutto ciò? Vorremmo capire come mai. Abbiamo solo visto degli sguardi spersi nel vuoto e senza una risposta
L’unica risposta ci riusciamo a dare per spiegare questo atteggiamento è che forse basta avere qualche amico in Comune e tutto ti è permesso, perfino calpestare i diritti degli altri. Ma questa amministrazione non era quella che si vantava di ripartire? Però non si in quale direzione!
Comunque, a un certo punto, non sapevamo se piangere o ridere, perché uno dei Vigili ha avuto una idea geniale … ha voluto provare a dimostrare che l’uscita dal garage era possibile, ma il risultato finale è che è rimasto incastrato con il mezzo dei Vigili e ha dovuto spostare il paletto della vicina per poter completare la manovra; dopo la bella figura sono andati via senza fare la multa. Vogliamo precisare che abbiamo foto e video che dimostrano quanto affermiamo.
Giusto per la corretta informazione e per tutelare i nostri diritti, vogliamo precisare che, nel frattempo, abbiamo sporto denuncia verso la vicina, perché sembrerebbe che stia anche occupando del suolo pubblico abusivamente. Nel frattempo, il Giudice ha emesso due Atti di sospensione: uno verso la nostra vicina per i lavori che sta svolgendo: ma lei se ne sta infischiando del procedimento e delle indicazioni del Giudice e, molto probabilmente su suggerimento del suo tecnico, ha provveduto al completamento dei lavori. L’altro provvedimento è contro il Comune perché, nel frattempo, l’ufficio del Sindaco nei nostri confronti ha provveduto ad effettuare una multa e a fare una ordinanza di rimozione dei nostri paletti che sono posizionati nella nostra proprietà, con la scusa di dirottare il traffico di automobili e mezzi scolastici del Plesso Scolastico di Santa Maria al Plesso Scolastico di San Liborio. Praticamente si dirotta il traffico su una via chiusa dove non può transitare nessun pulmino scolastico in quanto non avrebbe la possibilità di fare manovra, una via senza sbocco, a meno che non voglia far fare ai bambini una passeggiata di circa 2/3 chilometri tra dirupi e sterpaglie di Montegranaro.
Al contrario alla nostra Vicina viene consentito di apporre paletti come i nostri, di apporli su proprietà Comunale, di usufruire di quella porzione di terreno senza pagare l’occupazione di suolo pubblico, a discapito dell’utilità e degli interessi della collettività. Sembra che il tutto sia possibile ottenerlo perché basta avere gli opportuni amici nei posti giusti.
Questa è la situazione che stiamo vivendo, lasciamo a voi il giudizio finale.