mercoledì 25 luglio 2018

Incendio Orim: aria più salubre che inquinata. Alla fine, il fumo fa bene.


Sono stati resi noti i risultati delle analisi dell'aria dopo l’incendio della ORIM di Piediripa del 6 luglio scorso. Sì, c’erano diossine nell’aria, ma poche, poche poche, quasi che ce ne sono di più quando non brucia niente. Sì, per carità, le avete respirate, ma con tutte le porcherie che ci sono nell’aria oggi, che vuoi che siano un po’ di diossine? Può darsi che, alla fine, facciano più bene che male, hai visto mai?
Invece le puzze che si sentono ancora a Piediripa dipendono dai solventi che sono cascati sul pavimento dell’azienda durante l’incendio e che non si sono bruciati. Quindi dovete avere pazienza: appena dissequestreranno il tutto laveranno i pavimenti e le puzze non si sentiranno più. E l’acqua che useranno per lavare i pavimenti magari sparirà nel nulla, come per incanto, come del resto spariscono nel nulla le particelle che respirante quando sentite le puzze, perché nell’aria qualcosa che puzza c’è, e ve la respirate. Ma non fa male, anzi, accresce l’intelligenza. Forse.
E tutto quel fumo nero che si è visto e che ha viaggiato su e giù per il Chienti? Mah… che volete che sia, tutta salute.

Luca Craia

Nuova ordinanza: viale Gramsci a senso unico per tutti i pomeriggi dell’estate. E i commercianti chiudano pure.


Sempre più dissennata la politica sul commercio del Comune di Montegranaro, una politica che sembra sempre più rivolta a danneggiare, non si capisce per quale motivo, le attività commerciali presenti in centro, almeno le poche rimaste. Una nuova ordinanza di Polizia Municipale stabilisce la chiusura del marciapiede di viale Gramsci per tutti i pomeriggi d’estate, dalle ore 16.30 alle ore 7.00 del mattino successivo. È un’ordinanza che appare assolutamente immotivata, in quanto d’estate viale Gramsci, a quell’ora il viale è peggio di un forno a microonde e sfido chiunque a passeggiare sul marciapiedone.
Ma gli esercizi commerciali sono aperti e l’imposizione del senso unico crea le condizioni per le quali i clienti, non trovando posto al primo giro, vadano a fare acquisti da un’altra parte. È un meccanismo perverso che ha portato un calo di fatturato sensibile per le attività che non siano di somministrazione, più volte recriminato dalla Confcommercio ma sostanzialmente ignorato dal Comune che continua a perpetrare una politica immotivata che sta portando all’esasperazione gli esercenti.
Non si capisce le motivazioni che spingano a queste decisioni in quanto esse non portano alcun vantaggio alla cittadinanza ma danneggiano il comparto economico. Non so se l’assessore al centro storico, che riveste anche la carica di assessore al commercio, si renda conto che, così facendo, è lo stesso centro storico a soffrire e che questi danni saranno pagati cari da tutti.

Luca Craia

Il Comune di Montegranaro sul web: la Bussola della Trasparenza è quasi tutta rossa.


La Bussola della Trasparenza è una delle tante invenzioni più o meno inutili dei vari ministeri italiani, in questo caso del Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione. Forse questo è uno degli strumenti meno inutili perché, pur non certificando nulla, ci fornisce l’idea generale di come i vari enti pubblici gestiscano la trasparenza nei confronti dei cittadini attraverso la comunicazione sul web.  La Bussola è uno “strumento di autovalutazione e di ausilio nella corretta realizzazione della struttura del proprio sito istituzionale” nella quale troviamo i dati relativi alla gestione del sito web di enti e comuni, tra cui anche il Comune di Montegranaro la cui attuale amministrazione, se ben ricordate, fece della trasparenza un cavallo di battaglia elettorale. Qui sotto pubblico le immagini fornite dalla Bussola della Trasparenza relativamente a Montegranaro e da queste noterete una predominanza del colore rosso sulle faccine di valutazione, il che non depone propriamente a favore dell’applicazione della trasparenza da parte della Giunta Mancini perchè vuol dire che intere sezioni del sito, che sarebbero pure obbligatorie, non esistono.

Luca Craia