lunedì 14 maggio 2018

Crollo di Fermo – Il Comitato Nazionale Scuole Sicure scrive alle massime cariche dello Stato.


Dopo quanto accaduto a Fermo stamattina, dove il tetto dell’Istituto Montani e crollato all’interno di un’aula fortunatamente vuota, il Presidente del Comitato Nazionale Scuole Sicure, Iride Luzi, che da sempre denuncia lo stato di pericolosità della maggior parte delle scuole italiane, ha preso carta e penna e ha scritto alle massime cariche dello stato. Vi riporto, di seguito, il testo della lettera.
Dopo l'evento di oggi lunedì 14, occorso a Fermo, in un'aula dell'ITIS Montani, che ha visto crollare il tetto insistente sopra una classe, il Comitato Nazionale Scuole Sicure, chiede al primo cittadino italiano l'Ill.mo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alle due cariche massime istituzionali Ill.mi Presidente della Camera dei Deputati On. Roberto Fico e Presidente del Senato della Repubblica On. Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente del Consiglio dei Ministri On. Paolo Gentiloni, di considerare nel dovuto modo, la gravità in cui versano le scuole italiane.
Siamo certi, che, questa problematica grave e gravosa, debba essere risolta non politicamente, perché essa interessa la salute fisica e psicologica dei ragazzi e dei fanciulli di ogni età, appartenenza religiosa, culturale e sociale.
I nostri figli, sono il nostro futuro.
Non possiamo più procrastinare la soluzione di questo problema, esso deve diventare priorità! Priorità nella prevenzione e non nella emergenza.
Oggi avremmo pianto come dopo San Giuliano di Puglia, non si possono raccomandare gli scampati drammi, alla sola casualità e fortuna.
Quello di oggi è l'ennesimo momento di dolore e paura che si abbatte sopra una comunità già piegata dai terremoti infiniti degli ultimi due anni.
Non può cadere un tetto di una scuola senza ragione, e tanto meno deve succedere in un territorio in cui l'evento straordinario del terremoto è evento ordinario.
Certi che, il nostro appello accorato venga ripreso dall'intera comunità e, soprattutto, venga preso in considerazione da tutte le istituzioni e forze politiche, aspettiamo un movimento di coscienza e una presa d'atto istituzionale.

Ora attendiamo se vi saranno riscontri e sviluppi o se, quanto meno, vi sarà la presa di coscienza che il problema è molto serio e che, investendo i nostri giovani, riguarda direttamente il nostro futuro. La scuola deve essere il luogo più sicuro che esista, non il contrario.

Luca Craia

Crolla il tetto dell’Itis di Fermo. Ma la scuola era agibile?

Se il tetto dell’Itis Montani di Fermo fosse caduto un’ora più tardi, ora avremmo di che piangere. Se il tetto dell’Itis Montani di Fermo fosse caduto un’ora più tardi, ora ci sarebbe qualcuno che avrebbe seri problemi con la propria coscienza e, probabilmente, con la magistratura. Fortunatamente la tragedia non c’è stata, per pura fortuna, non certo per la perizia delle Istituzioni o per la diligenza del buon padre di famiglia che dovrebbero mettere nel loro operato. Una scuola dovrebbe essere un luogo sicuro, il più sicuro di tutti. Le scuole di Fermo, dipendenti dalla Provincia, sono o, meglio, dovrebbero essere state controllate dopo il recente terremoto. Se si è data l’autorizzazione a farci lezione dentro, si presume che qualcuno abbia verificato che non ci fossero rischi, o così dovrebbe essere. Allora come sia possibile che un tetto caschi di botto dentro un’aula che, solo perché era ancora presto, non era piena di ragazzi, diventa un bel mistero.
Quello che sappiamo per certo è che a Fermo nessuno sa quale sia l’indice di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, fatta eccezione per il Liceo Scientifico per la quale l’indice è al di sotto del minimo previsto dalla legge. Sappiamo anche che, nel 2016, la Provincia di Fermo ha speso 396.000 Euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole e ulteriori 571.000 Euro per interventi di somma urgenza dovuti al terremoto. Nel 2017, invece, sempre per interventi di manutenzione, sono stati spesi 260.000 Euro. Evidentemente si è speso poco o si è speso male. Sappiamo anche che sono stati finanziati lavori per il miglioramento sismico presso l’Itis per 2.480.000 Euro ma, al momento, i lavori non sono ancora partiti. E gli studenti rischiano di trovarsi il tetto della scuola sulla testa. Nel qual caso, chi andrebbe in galera?

Luca Craia