lunedì 22 maggio 2017

Adesso che fai? vai via? Presentazione ufficiale a Fabriano



Riceviamo e pubblichiamo


Sabato 27 maggio, alle ore 17,30, nella sala Pilati della Biblioteca “R. Sassi” di Fabriano, ci sarà la presentazione ufficiale del libro fotografico “ADESSO CHE FAI? VAI VIA?”, edito dalla casa editrice Claudio Ciabochi. Questa di Fabriano fa seguito ad una lunga serie di presentazioni, dopo quella di Milano, nell’ambito di Tempo di Libri, di Ascoli Piceno, con la libreria Prosperi, di Genga, con il Teatro del Bagatto, con Fabricamenti nell’ambito dell’iniziativa “La Madonna dell’Adesso”, di Castelleone di Suasa, nel Museo Archeologico nell’ambito della Notte dei Musei. Ne sono poi in programma altre nel mese di giugno, nella Biblioteca comunale di Macerata, venerdì 9, e alla libreria Mondadori di Civitanova Marche, sabato 17. Alla presentazione di Fabriano parteciperanno in qualità di relatori, oltre l’editore/fotografo Claudio Ciabochi, anche alcuni degli autori delle schede di testo che accompagnano le immagini, Ilaria Venanzoni (funzionario in Soprintendenza nelle Marche), Francesca Farina (assistente tecnico in Soprintendenza nelle Marche) e Fabio Fraternali (direttore della Rocca Ubaldinesca di Sassocorvaro e membro dell’Accademia Raffaello di Urbino). La pubblicazione, a carattere prettamente fotografico, vuol essere un racconto per immagini relativo ai danni al patrimonio storico/artistico dei luoghi dell'Italia Centrale (logicamente incluse le Marche) colpiti dal sisma di agosto/ottobre 2016. Lo scopo del progetto è duplice, da un lato raccogliere la somma per il restauro di un dipinto proveniente dalla cattedrale di Camerino La Pesca Miracolosa, gravemente danneggiato dal sisma, dall’altro lasciare una testimonianza tangibile (la pubblicazione stessa) che possa servire a rammentare come erano questi luoghi prima del sisma e come si spera tornino ad essere in un prossimo futuro non così lontano nel tempo. La pubblicazione è già in vendita in molte librerie della nostra regione e nei principali store on-line, a tal proposito nel portale IBS (insieme ad Amazon il principale negozio sul web) è già nella top ten dei best seller nella sezione Ambiente-Scienza-Natura-ecc. Il Libro ha la prefazione firmata Tomaso Montanari, una delle principali personalità nel campo della storia dell'arte italiana, ci sono poi i patrocini della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Marche e della Curia Arcivescovile di Camerino-San Severino Marche.

Il Pd in maglietta gialla. Iniziativa promozionale che ha fatto più danni che benefici. Renzi: armiamoci e partite.



Hanno seguito le istruzioni del capo, i membri del PD che ieri sono andati nelle zone del sisma. Ci sono andati senza le magliette, troppo visibili, troppo provocatorie. Hanno fatto un po’ di scena, hanno visitato qualche amico, qualcuno che li ha lasciati fare, hanno evitato con cura le zone calde, le aree dove il rischio di portare a casa un po’ di macerie dopo che qualcuno te le ha tirate addosso era troppo alto. È soddisfatto, Francesco Comi, segretario del Pd marchigiano: “Lontani dalle polemiche, il nostro intento è propositivo e costruttivo. La presenza dei nostri rappresentanti nei centri colpiti dal sisma, non solo oggi, ma più anonimamente ogni giorno, senza tregua e senza bandiere, lo dimostra”.
Un’iniziativa che ha lasciato piuttosto perplessi molti militanti, anche perché Renzi, vista la malaparata, non si è visto, in una sorta di “armiamoci e partite” che lo fa assomigliare sempre più a un ducetto del 2000. Un’iniziativa che certamente non ha giovato all’immagine del partito, già fortemente danneggiata dall’operato dei suoi rappresentanti politici nelle alte sfere regionali e nazionali, che certamente non ha dato prova di efficienza, lungimiranza, capacità a meno che non si pensi, come pare sempre più lecito pensare, che ci sia un altro disegno da perseguire, nel cui caso, allora, avrebbero agito bene, nella loro ottica.
Comunque è andata bene. Comi è contento, credo soprattutto perché non si è fatto male nessuno, Renzi non ha rischiato nulla tranne un altro po’ di popolarità, della quale sembra preoccuparsi sempre meno, chissà se per stupidità o per consapevolezza che, ormai, non serve più. Fatto sta che oggi, lunedì, non è cambiato nulla. Né ci si aspettasse niente di diverso. E se qualcosa si muoverà, perché dicono che si muoverà, sempre che si muoverà, non sarà certo perché domenica 20 maggio dei personaggi in maglietta gialla senza maglietta gialla sono andati a farsi un giro nel cratere.

Luca Craia

Io sono per l’accoglienza



In un momento in cui i più ricchi di Milano, o i figli dei più ricchi, sfilano a favore dell’accoglienza verso lo straniero, sottointendendo, con questa manifestazione, un’accusa verso gli altri Italiani, quelli che non sfilano e che qualche distinguo lo farebbero volentieri, di razzismo o intolleranza, vorrei schierarmi anche io cercando un posto tra le opposte fazioni. Faccio sempre fatica a schierarmi da una parte precisa perché ho il brutto vizio di ragionare con la mia testa e questo comporta, prima di ogni altra cosa, il rigetto dei concetti espressi per slogan, soprattutto quando lo slogan sostituisce il concetto. Provo, quindi, a dire la mia modesta opinione.
Io sono per l’accoglienza, e su questo non ci sono dubbi. Sono per l’accoglienza di chi ha bisogno, chi viene da noi perché, altrimenti, la sua vita nel suo Paese di origine sarebbe un inferno. Sono per l’accoglienza di chi viene da noi a crearsi un futuro ma lo vuole fare in maniera lecita, senza interferire con quello degli altri. Sono per l’accoglienza di chi viene da noi con rispetto, sapendo che entra in casa di altri, di altri che lo accolgono, appunto, e gli mettono a disposizione la loro casa a patto che non si rompa nulla e si rispettino le regole della casa. Sono per l’accoglienza di chi viene da noi con le sue tradizione e la sua cultura ma non vuole che io cambi le mie tradizioni e la mia cultura in funzione delle sue, ma sa che, casomai, dovrà essere lui ad adattarsi alle mie.
Sono per l’accoglienza di chi viene per fare la sua parte, non per usufruire di meccanismi sociali preesistenti senza nulla dare, magari tenendo la residenza in Italia e mantenendo i benefici che questo comporta ma lavorando in Germania, dove si guadagna di più, per fare un esempio. Sono per l’accoglienza di chi viene da noi e paga le tasse, di chi viene da noi e lavora onestamente, di chi viene da noi e commercia legalmente.
Non mi piace prendere una coltellata. Non mi piace né se a darmela è un Italiano né se è uno straniero. Ma sono contrario ad accogliere chi viene in Italia per accoltellarmi, derubarmi, spacciare la droga ai giovani, fare risse, ubriacarsi e spaccare tutto, violentare le donne, truffare lo Stato. Gli Italiani che già fanno queste cose non possiamo, purtroppo, mandarli altrove. Ma quelli che vengono in Italia per fare queste cose possiamo rifiutarli.
Sono per l’accoglienza di chi mi rispetta. Sono per l’accoglienza di chi non muta gli equilibri sociali. Sono per l’accoglienza di altri esseri umani coi quali avere un rapporto di reciproco rispetto dove però sia chiaro che sono loro che sono venuti da me e non viceversa. Chissà se, tra quelli che sfilavano a Milano, qualcuno la pensa come me?

Luca Craia

Rissa alla stazione di Civitanova Marche - fonte Picchio News

sabato 20 maggio 2017

Evelino è morto di terremoto? Sì.

Oggi ho avuto un brutto scontro con alcuni sedicenti amici di Evelino, l'allevatore di Fiastra che si è ucciso ieri. Mi dispiace tornarci ma, purtroppo, si tratta di un fatto di cronaca e, in quanto tale, suscettibile di ragionamenti che possono diventare assoluti, superando il caso specifico. In questo, manifesto tutto il cordoglio profondo per questa perdita, anzi, è proprio dal cordoglio che scaturisce il ragionamento.
Evelino è morto di terremoto? Secondo questi presunti amici no. Sarebbe morto di altri problemi. Io credo che un uomo che si tolga la vita lo faccia a causa di problemi profondi e incompresi. Non conoscevo la vittima ma suppongo che ci sia stata qualche forma depressiva più o meno latente che lo faceva soffrire. Si sarebbe ucciso, Evelino, se non ci fosse stato il terremoto? Chissà, forse, chi può dirlo. Il terremoto, la perdita della casa, dell'attività, dei punti di riferimento sociali possono aver aggravato questa sua sofferenza? Assolutamente sì,  affermare il contrario è palesemente in malafede.
La cosa triste, per me, è aver subito l'accusa di strumentalizzare questo tristissimo fatto perché  indignanto contro la politica paralizzata. Credo che la strumentalizzazione sia l'interpretazione contraria, ossia che l'unico colpevole della morte di questo innocente sia la sua psiche. È il mio pensiero, per carità, e posso sbagliare, ma Evelino è stato ucciso, secondo me. E i nomi degli assassini li sappiamo e sappiamo anche dove sono.

Luca Craia