martedì 16 maggio 2017

E spunta un tetto sulla gancia. Ma è autorizzato?




Sono anni che, in prossimità del campo sportivo di via Michelangelo Buonarroti, a Montegranaro, esiste una gancia per giocare a bocce. La gancia insiste su un terreno privato, anzi, per essere precisi pare che tutta l’area davanti al campo sportivo sia di proprietà privata e sembra che lo sia anche quella su cui insistono gli spogliatoi. L’area, su cui si ritrovano pensionati per passare tempo, è sempre stata uno spazio aperto, senza alcuna copertura. 
Ultimamente, però, mi segnalano, con tanto di foto, che è spuntata dal nulla una specie di tettoia e il perimetro è stato recitato con delle lamiere che si vedono poco perché nascoste da dei rampicanti. A vedere a occhio il tutto sembra un accrocco anche un po' pericoloso e chi mi fa la segnalazione si chiede se il tutto sia a norma, autorizzato e sicuro. Sarebbe forse il caso di controllare prima che qualcuno, magari, si faccia male.
Nel corredo fotografico vedete le foto di come era questo spazio qualche anno e com’è oggi.

Luca Craia

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CENTRI DI EDUCAZIONE AMBIENTALE: FRATELLI D'ITALIA METTE A SEGNO UN ALTRO PUNTO PER LE AREE TERREMOTATE



ELENA LEONARDI: RECEPITA GRAN PARTE DELL'EMENDAMENTO A FAVORE DELLE STRUTTURE DELL'AREA DEL CRATERE E PER L'ACQUISTO DI ATTREZZATURE PERSI COL TERREMOTO

Riceviamo e pubblichiamo
 
Votato oggi in Consiglio Regionale l'Atto Amministrativo sull'organizzazione del sistema regionale di formazione ed educazione ambientale (INFEA) per gli anni 2017-2019.
Nel suo intervento la Capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi ha evidenziato quello che risulta una cornice con pochissima sostanza. Assenza di vera programmazione e di fondi hanno stimolato la Leonardi nel presentare un emendamento a favore dei Centri di Educazione Ambientale delle aree terremotate. La capogruppo di FdI ha evidenziato le carenze del documento stesso, dove manca una vera e propria ricognizione di quei Cea nelle aree del cosiddetto "Cratere". Ha citato ad esempio il CEA di Smerillo dove il locale è agibile ma sarà occupato parzialmente primo piano da alcuni uffici comunali. Quindi La Leonardi ha chiesto in Aula che fine farà il Museo di Scienze Naturali ubicato proprio presso questa struttura. Altro caso citato è quello di San Ginesio: esso ha una struttura inagibile al 70%, quindi gli addetti sono costretti a fare solo attività esterne, ridimensionando attività e pertanto anche vitali introiti.
Dopo aver esaminato il Piano e dopo aver analizzato la situazione di agibilità o inagibilità delle altre strutture della rete INFEA mi sarei aspettata – prosegue la Leonardi – delle efficaci proposte, interventi da effettuare, atti concreti da pianificare, invece un documento scarno che demanda ad atti di Giunta eventuali aleatori interventi e, cosa più grave, senza specifiche risorse. 
L'emendamento della Leonardi è stato parzialmente accolto dalla maggioranza che, attraverso due sub-emendamenti, ne ha di fatto recepito ampiamente lo spirito.
Ho cercato di definire un minimo di indirizzo di programmazione per il reperimento di fondi a sostegno dei CEA – afferma la Leonardi – non si può lasciare quei giovani che si dedicano con passione, senza alcun sostegno in un momento di avvio della nuova stagione dia ttività turistica ed escursionistica.
I CEA del "Cratere” hanno bisogno come l'acqua di una ripartenza del turismo, e l'emendamento prevedeva varie soluzioni per accedere a diverse tipologie di fondi. La rinascita delle aree terremotate parte anche da qui – afferma la Leonardi – tanto che ho proposto la redazione di un Piano Straordinario per la Programmazione degli interventi di recupero o delocalizzazione dei centri della rete INFEA, con riavvio delle attività delle strutture dei Centri di Educazione Ambientale soprattutto delle zone terremotate.

Comi: “il PD ascolta i terremotati”. Allora si vede che non capisce.



Stupefacente la faccia tosta del Segretario Regionale del Partito Democratico, Francesco Comi, che oltretutto è anche membro della Direzione Nazionale che, in una nota diffusa oggi, si permette di dichiarare: ''Il Pd con i suoi amministratori locali, regionali, i parlamentari ogni giorno, senza tregua, senza bandiere, non senza difficoltà di fronte a quanto è accaduto, è impegnato ad affrontare l'emergenza terremoto. Domenica, l'ennesima di tante più anonime, sarà una occasione ulteriore per ascoltare, con umiltà, senso di responsabilità, senza enfasi, con la voglia di fare sempre meglio per il bene di tutti''.
Sono parole impegnative e forse Comi non se ne rende conto. Se è vero quello che il Segretario afferma, infatti, vuol dire che siamo di fronte a un totale fallimento, dal quale egli per primo, ma dopo di lui tutti i vertici del partito, sia interni che istituzionali, dovrebbero ammettere la loro incapacità e dimettersi. Perché se è vero che esiste questo impegno è altrettanto vero che i cittadini non ne hanno visto traccia. Questo può soltanto voler dire che questo impegno è sprecato, non produce frutti, è totalmente sterile.
Comi dovrebbe sapere che, a nove mesi dal terremoto, non si sono tolte nemmeno le macerie,  non c’è traccia di ricostruzione leggera, quella pesante nemmeno la si pensa. Nel frattempo c’è il disastro degli sfollati, la diaspora delle imprese produttive, la desertificazione di gran parte del cratere. Se di questo Comi non si è accorto, si vede che sta ascoltando altre cose o non capisce quello che ascolta. Oppure lui, il presidente Ceriscioli, gli amministratori regionali, i membri del governo, il segretario nazionale del PD ci stanno allegramente prendendo per i fondelli.

Luca Craia