venerdì 12 maggio 2017

Perché un giudice pensa al campeggio di Ussita? Domande qualunquiste in una situazione drammatica.



Perché un giudice dovrebbe occuparsi di un campeggio? Perché, mi dirà qualcuno, pare che vi sia stata una inottemperanza delle norme. In tempi normali questo sarebbe altrettanto normale, auspicabile direi. Ma a Ussita e tutta l’alta Valnerina non si stanno vivendo tempi normali. È in atto un’emergenza, per di più protratta nel tempo, e questo sposta di molto i parametri, se non della legalità, dell’opportunità. La decisione del GIP di Macerata di mettere sotto sequestro il camping “Il Quercione” di Ussita cozza contro l’opportunità e stride col senso di giustizia che esiste, credo, in ognuno di noi che amiamo questa terra martoriata.
Certo, il magistrato deve fare il proprio lavoro, ma credo, e qui sono certamente qualunquista, che in tutta la provincia di Macerata il problema principale di cui occuparsi non sia il campeggio di Ussita. Quindi mi viene da pensare che qualcuno abbia sollecitato il magistrato a intervenire e questi non ha potuto fare altro che il proprio dovere. Mettiamola così.
Ma sono altre le domande che mi vengono in mente. Per esempio chi possa aver sollecitato l’intervento del magistrato ma, soprattutto, perché nessuno abbia pensato a delle opportune deroghe a regole che, in fase di emergenza, diventano un ulteriore strumento di rallentamento per creare nuove difficoltà. E qui, mi si permetta, si rafforza ancor più il sospetto che ci sia un disegno.

Luca Craia

Il Sindaco di Ussita Rinaldi si dimette. “Ussita non si ricostruirà mai”.



Si è dimesso poche ore fa, Marco Rinaldi, Sindaco di Ussita, uno dei centri del Sibillini maggiormente colpiti dal sisma. La decisione è venuta dopo che il GIP di Macerata ha firmato un decreto esecutivo di sequestro del camping “Il Quercione”. Motivo del sequestro la presenza di un prefabbricato il legno e cinque case mobili che non sarebbero consentite in quanto il terreno del camping insiste su un area facente parte del Parco del Sibillini e, quindi, protetta.  ''Tutta Ussita è in area protetta - ha comunicato Rinaldi - questo vuol dire che la ricostruzione non si farà mai''. 
Quindi a Ussita si apre una crisi politica che va ad aggravare una situazione già di per sé pesantissima. Insomma, piove sul bagnato.

Luca Craia

Chi asfalta la provinciale?



Archiviato il caso annoso delle strade colabrodo nel Villaggio del Lavoro della zona del Chienti, sembra che i problemi in quell’area, almeno secondo l’Amministrazione Comunale, siano risolti, in attesa del bando della curatela fallimentare per mettere mano alle lottizzazioni. Ma le strade della zona industriale sistemate finalmente dal privato non risolvono la questione della strada principale.
Via Bettino Craxi e la provinciale Veregrense, infatti, le due strade la cui continuità è interrotta soltanto dalla grande rotatoria, che sono la via d’accesso e d’uscita alla zona industriale e a Montegranaro stessa, versano in condizioni che definire pietose è ottimistico e riduttivo. Sono strade che mettono a dura prova pneumatici e sospensioni e che diventano pericolose in caso di pioggia, nebbia o altre condizioni che rendano minimamente viscido il fondo stradale. L’asfalto non esiste più, in compenso ci sono voragini a ripetizione, impossibili da evitare.
Di chi è la competenza su queste vie? Sicuramente non della curatela o dei privati, altrimenti sarebbero state incluse nei lavori appena terminati nelle vie laterali. Quindi chi dovrebbe intervenire? Essendo la strada provinciale, è logico pensare che tocchi alla Provincia di Fermo. Quella stessa Provincia di Fermo presieduta fino a pochissimo tempo fa dall’assessore ai lavori pubblici montegranarese. Comune o Provincia che siano i responsabili di questa situazione, essa va comunque sanata, visto che fornisce davvero un pessimo biglietto da visita del paese e certamente crea non poche difficoltà e pericoli a chi è costretto a percorrere queste strade.