sabato 6 maggio 2017

Montegranaro: incarichi senza concorso, lavoratori senza tutele.

Il Comune di Montegranaro continua a conferire incarichi esterni come prestazioni occasionali, evitando concorsi e conferendo gli stessi in maniera del tutto arbitraria. Se per la Biblioteca Comunale, seppure con strascichi il cui esito è ancora aperto a causa di una gestione forse non limpidissima, si è provveduto quanto meno alla stesura di un apposito bando per trovare il collaboratore necessario, per altri settori invece, si è semplicemente conferito l’incarico secondo criteri mai resi noti pubblicamente.
La determina 53 del 3 aprile scorso, per esempio, proroga l’incarico conferito a un’associazione privata per la gestione dell’Informagiovani, gestione già affidata lo scorso anno senza alcun bando pubblico e senza avere resi noti i criteri di scelta del soggetto chiamato a collaborare col Comune. Stessa sorte per la determina numero 36 del marzo scorso, con la quale si conferiva l’incarico a una collaboratrice autonoma esterna per il settore cultura.
Se in tutti questi casi si è agito nella piena legalità, ci sono però alcune considerazioni di natura politica che andrebbero fatte. La prima è relativa alla trasparenza: credo che sia opportuno che ogni cittadino in possesso dei requisiti necessari per fornire un servizio richiesto dall’ente pubblico debba essere messo nelle condizioni di proporsi, questo per riguardo al diritto stesso del cittadino sia per la tutela dell’ente pubblico che dovrebbe scegliere il candidato migliore e non quello conosciuto per qualsiasi motivo.
C’è un’ulteriore considerazione di natura politica da fare: se è vero che il Comune, per la legge di stabilità, non è in grado di fare assunzioni per concorso, è anche vero che esistono metodi per usufruire della collaborazione esterna tramite i quali si possano tutelare anche i diritti dei lavoratori chiamati a svolgere il servizio. Infatti in tutti i casi di cui sopra, i soggetti che forniranno il servizio al Comune lo faranno come prestazione occasionale. Questo comporta l’assenza di ogni tutela per il lavoratore, sia previdenziale che sindacale. Da un’Amministrazione Comunale di sinistra o presunta tale ci si potrebbe aspettare di meglio.

Luca Craia

Ulisse e i tesori italiani. Si parla di terremoto e del valore del nostro patrimonio.



La puntata di Ulisse, il seguitissimo programma di Alberto Angela, in onda questa sera, 6 maggio 2017, tratterà di tesori italiani e del nostro immenso patrimonio culturale disseminato nei piccoli centri, a volte dimenticato, troppo spesso non valorizzato e lasciato all’incuria. Angela visiterà molti dei luoghi dell’Italia centrale colpiti dal recente sisma e tratterà proprio del recupero e della salvaguardia di questo patrimonio.
Come molte volte ho sostenuto, l’Italia possiede una ricchezza immensa che non sfrutta, anzi, lascia marcire nei depositi dei musei o in strutture non fruibili perché non organizzate e ricevere visitatori. Il nostro Paese potrebbe beneficiare enormemente, da un punto di vista economico, di questo patrimonio ma continua incredibilmente a non investire lasciando che un comparto che potrebbe essere primario, come il turismo culturale, diventi di second’ordine.
Del resto è la stessa mentalità degli Italiani a non essere in grado di comprendere il valore e il potenziale di questo patrimonio. Dopo il terremoto, quanti Italiani hanno sostenuto e continuano a sostenere che il recupero di chiese e strutture ecclesiastiche non debba essere prioritario? Questo evidenzia come non siamo attrezzati per comprendere ciò che questo patrimonio rappresenta, cioè un’economia reale e potenzialmente immensa che non sfruttiamo e lasciamo marcire. La cultura e la storia italiana sono custodite in gran parte in strutture religiose e questo è il nostro patrimonio. Trascurandolo si butta via una grandissima possibilità di ricchezza.
I beni culturali italiani, oltre quelli noti ed esposti nei musei principali, sono disseminati in migliaia di piccole strutture, chiese, conventi, castelli, ville che nessuno cura e mette a disposizione del pubblico. È un’enorme perdita di denaro, un autentico spreco di risorse. L’ultimo terremoto, colpendo il centro Italia, cioè una delle zone più ricche di questi tesori nascosti nei borghi e nei paesini, ha evidenziato quante ricchezze ci sono nel nostro Paese e come queste siano dimenticate, non conosciute, abbandonate all’incuria, agli eventi naturali e ai criminali.
Per questo sono molto lieto che Angela se ne occupi. Occorre creare una coscienza popolare che sappia comprendere quale sia l’enorme potenziale disseminato nei piccoli centro italiani. Ed è necessario creare una cultura che sappia prendersene cura e valorizzare questi tesori, sia per la tutela stessa della nostra cultura, sia per la ricchezza economica che essi possono rappresentare.

Luca Craia

venerdì 5 maggio 2017

L’ipocrita Boldrini, le bufale del web e la libertà di stampa.



Premetto: sono disgustato dalla campagna denigratoria contro il Presidente della Camera. La considero una persona poco intelligente e sicuramente inadeguata alla carica, ma l’inventarsene ogni giorno una nuova solo per deriderla, come l’arcinota bufala di Colpo Grosso che gira per i social da anni, è veramente vomitevole.
Premetto ancora: sono pienamente d’accordo sul fatto che l’uso strumentale di false notizie, create ad hoc e messe in rete col solo scopo di fare disinformazione, oltre che inquadrabile come circonvenzione di massa di incapaci, sia da ascrivere a qualche altro tipo di reato.
Fatte queste premesse. inorridisco di fronte all’ipocrisia della Presidente (non fatemela chiamare presidentessa che mi si cariano i denti) della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, di fronte al tema della disinformazione. La signora Boldrini si inalbera e parte, lancia in resta, per una battaglia in difesa della buona informazione solo ora che è lei la vittima designata della disinformazione.
L’avrei molto più volentieri vista combattere seriamente, utilizzando il suo peso istituzionale,  per la libertà di stampa e il diritto a una corretta informazione, battaglia che coinvolgerebbe anche il tema della bufala che le è tanto caro in quanto vittima designata della stessa, ma che involverebbe anche e soprattutto l’informazione ufficiale, quella pilotata dal regime, i telegiornali che danno notizie ritagliate su misura o omettono del tutto di darne, i quotidiani prezzolati, i giornalisti asserviti, i pubblicatori di comunicati mascherati da notizie, i cassetti pieni di informazioni da far scomparire, le domande dei cittadini rimaste per anni senza risposta, l’attacco indiscriminato del potere nei confronti del dissenso.
La signora Boldrini si fa paladina di tante battaglie di giustizia, almeno come facciata. Questa volta sta semplicemente conducendo una battaglia in difesa di se stessa, che è cosa legittima, ma non approfittando della carica istituzionale che si ricopre.

Luca Craia