mercoledì 15 marzo 2017

Giardino in piazza, una buona iniziativa per il centro storico di Montegranaro.



A me l’iniziativa “Giardino in piazza”, prevista per il 18 e il 19 prossimi, è piaciuta fin dalla prima edizione, anche se non riscosse un grande successo. Va riconosciuto che, una volta tanto, l’idea va nella direzione della valorizzazione del centro storico senza snaturarlo, senza trasformarlo in qualcosa che non è e non può essere come avviene, purtroppo, con le discoteche estemporanee di Veregra Street. L’esposizione di piante e fiori trova una cornice degna nella piazza di Montegranaro, che finalmente va a svolgere la sua funzione di cuore della città, luogo di incontro umano e culturale.
Anche le iniziative collaterali si incastonano bene nell’idea, tra i laboratori del vivaista televisivo Alessandro Magagnini e il contest letterario per i ragazzi delle scuole, un modo per innalzare il livello culturale dell’iniziativa per i due giorni di chermes. Stavolta si va insieme alla fiera di San Giuseppe, ma sarebbe apprezzabile riproporre l’iniziativa in altri periodi, allo scopo di portare gente in centro.
Certo che occorrerebbe un centro più presentabile, e quest’anno più che mai la piazza ma, soprattutto, le vie al di sotto mostrano chiaramente il degrado del centro storico di Montegranaro, aggravato dagli effetti del terremoto, cosa alla quale va posto rimedio con urgenza. Bene quindi iniziative come questa a patto che camminino di pari passo a un progetto generale di recupero, progetto che, al momento, ancora non vediamo se non nelle dichiarazioni dell’assessore Beverati. Se diventeranno realtà lo scopriremo, intanto speriamo che, almeno per questa occasione, si taglino le erbacce e si dia una pulita generale anche al resto del centro storico. Perché la gente gira.
                                      
Luca Craia

Crocifisso del cimitero: Arkeo presenta il progetto



È stata presentata ieri all’Assessore alla Cultura, Giacomo Beverati, in un incontro tenutosi presso la Sede Comunale, alla presenza dell’Ingegner Frati, del Presidente di Arkeo, Graziella Marziali e dei Consiglieri di Arkeo Lina Raparo e Luca Craia, la proposta di restauro del Crocifisso che giace presso la cappella secondaria del Civico Cimitero di Montegranaro. Il restauro sarà finanziato da un’azienda montegranarese che si farà carichi dell’intera spesa, mentre a realizzarlo sarà il restauratore di fiducia di Arkeo, Marco Salusti. La scelta di Salusti è motivata sia dalla conoscenza diretta e dalla fiducia che l’associazione ricopre verso il professionista, col quale ci sono state e sono ancora in corso collaborazioni importanti, sia dalla comparazione del suo preventivo con altri, dalla quale il progetto di Salusti è risultato più vantaggioso anche da un punto di vista economico.
Ora ci sarà da attendere i tempi tecnici del Comune, che deve attivare l’Art Bonus per i benefici fiscali che spettano al finanziatore nonché emettere un’apposita delibera di Giunta. Si conta di poter iniziare l’intervento a breve, in modo di poter riposizionare la scultura restaurata prima del mese di novembre. L’Assessore Beverati ha mostrato grande entusiasmo per il progetto e ha garantito il massimo impegno per la sua celere realizzazione.
Il Crocifisso, con croce in legno e scultura il cartapesta, è fortemente danneggiato dal tempo e dalle intemperie e richiede interventi urgenti. Da una prima ricognizione sembrerebbe databile all’800, ma per stabilirlo con certezza occorrerà analizzarlo nel dettaglio in fase di intervento. Il progetto prevede un restauro conservativo, per cui il bene verrà riportato alla sua condizione originale per le parti intatte, mentre per quelle perdute si applicherà un’azione di consolidamento. Salusti è uno stimatissimo professionista e ha già realizzato per Arkeo diverse opere di restauro.
È dello stesso Salusti il recupero del Sacello Lauretano, in questo caso finanziato con fondi propri dell’Associazione Arkeo, che verrò riposizionato nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, con una cerimonia solenne e una messa con canti gregoriani eseguiti dal coro Crypta Canonicorum, il lunedì di Pasqua, 17 aprile. Con il restauro del Crocifisso del Cimitero Arkeo si è fatta promotrice del progetto e ha cercato il finanziamento, continuando la sua opera di recupero e salvaguardia del patrimonio storico e culturale di Montegranaro e del territorio.
                                      
Luca Craia

Nuovi spostamenti dei terremotati: Visso vuole garanzie.



Il nuovo spostamento in programma preoccupa Giuliano Pazzaglini e la sua Giunta. I terremotati che alloggiano nelle strutture della costa marchigiana saranno di nuovo spostati in altre sedi per liberare spazio per i turisti, sperando che arrivino. Spostate come pacchi, anzi, come bestie, queste persone, che hanno perso i propri beni, la propria vita quotidiana, parte della propria identità culturale, saranno destinate ad altre strutture nell’interno, strutture più piccole, lontane tra loro.
In questi mesi in cui la comunità cittadina di Visso è stata ospitata sul litorale, lo sforzo per mantenere viva la socialità e, quindi, la stessa comunità del paese è stato grande. I bambini vanno a scuola a Loreto dove trovano i loro insegnanti, gli adulti usufruiscono di servizi che li portano al lavoro, per esempio alla SVILA di Visso, una delle poche aziende rimaste in piedi nell’area terremotata e che ha continuato la produzione. Gli sfollati vissani sono attualmente distribuiti in cinque strutture tra Porto Potenza Picena e Lido di Fermo, strutture poco distanti tra loro, e questo ha consentito di riuscire a mantenere i contatti, uniti i nuclei familiari, vivi quei legami che sono normali in tempi normali per una comunità ma che, in una situazione paradossale come questa, rischiano di rompersi portando alla morte la comunità cittadina stessa. Ora, con questi nuovi trasferimenti, si andrà a ricollocare la gente in strutture più piccole e più distanti, rendendo difficoltoso il mantenimento dei servizi come la scuola e la navetta per il lavoro, e si rischierà di rompere quei legami familiari e sociali che sono essenziali per il ritorno alla normalità.
Il Comune di Visso ha diramato un avviso ai propri cittadini per informarli delle richieste rivolte dall’Amministrazione Comunale alla Regione Marche. Si richiede che vengano tenute in debita considerazione le esigenze della popolazione “nelle more di una riorganizzazione generale delle strutture di accoglienza e dei servizi di trasporto”.
Il Sindaco Pazzaglini è giustamente preoccupato per queste nuove soluzioni che verranno messe in campo nei prossimi giorni, perché potrebbero infliggere un duro colpo a ciò che rimane della comunità vissana. Le condizioni di vita dei cittadini di Visso sono già estremamente complicate, con le evidenti difficoltà di spostamento già in essere verso la suola di Loreto e la SVILA di Visso. È quindi essenziale che le nuove soluzioni vengano concordate e condivise con la popolazione, perché infliggere nuove sofferenza a chi già ne ha subite a sufficienza sarebbe stupido e crudele, e minerebbe in maniera gravissima le speranze di ricostituire quanto prima la comunità sul posto. Visso deve risorgere ma non può essere la Regione Marche, con decisioni affrettate e poco ponderate, a renderlo difficoltoso se non impossibile.
                                      
Luca Craia