martedì 28 febbraio 2017

Quando lo svago è più importante della sicurezza. Vai a capire Montegranaro.



Archiviamo anche il carnevale scolastico di quest’anno, un carnevale caratterizzato anch’esso da una delle tante polemiche che Montegranaro vive ormai quasi quotidianamente, questa volta dovuta alla decisione del corpo insegnante del plesso di Santa Maria di vietare ai bambini di presentarsi a scuola mascherati. Da qui è partita una forte indignazione da parte dei genitori che, lancia in resta, si sono recati dalle maestre a protestare, vincendo la loro battaglia. Infatti, seppur col compromesso di evitare i costumi più ingombranti, alla fine si è consentito ai piccoli alunni di festeggiare il carnevale a scuola.
Fin qui tutto normale. Un genitore credo possa anche aspettarsi una zona ludica nell’educazione del proprio figlio e il carnevale a scuola è sempre stato, tradizionalmente, un momento di svago educativo. Quindi l’azione dei genitori è stata legittima, tanto che anche le insegnanti lo hanno dovuto riconoscere.
Quello che, però, lascia a dir poco perplessi è che la motivazione per la quale il divieto di mascherarsi era stato posto sembra essere sfuggita ai genitori. E non è una motivazione da prendere alla leggera. Il motivo per cui le insegnanti avevano chiesto di non recarsi a scuola mascherati era legato alla vulnerabilità sismica dell’edificio, considerata da tutti, compreso il Comune di Montegranaro, troppo bassa. Non abbastanza per evitare ogni rischio ai bambini portandoli in uno stabile più sicuro ma abbastanza da vietare loro di festeggiare il carnevale perché, in caso di terremoto, le maschere avrebbero reso l’eventuale fuga lenta e pericolosamente impacciata.
La preoccupazione degli insegnanti è condivisibilissima e, nello stesso tempo, estremamente allarmante. Significa che la scuola non è sicura. Significa che i ragazzi sono sottoposti a rischi gravi non solo a carnevale ma anche in ogni giorno scolastico. E qui sorge la domanda: come mai i genitori hanno dato battaglia per far mascherare i bambini ma tacciono sul rischio sismico? Come mai si è gridato allo scandalo per la festa mancata ma nessuno muove un dito per chiedere al Comune un intervento più incisivo per mettere al sicuro i propri figli? A me il ragionamento sfugge, evitando di fare considerazioni sulle priorità che una figura genitoriale dovrebbe avere.
                                      
Luca Craia

Montegranaro - Le opere pubbliche e le situazioni sospese


Centro sociale: fuori anziani e associazioni, dentro gli stranieri che imparano l’Italiano (e speriamo l’educazione).



Perepepè perepepè! L’Istituto Luce de Noatri è lieto di annunciare che, anche quest’anno, il corso di lingua italiana per stranieri ci sarà. Grazie all’impegno della Consigliera Michetti (che deve essere diventata matta per riuscire a coordinare gli insegnanti con… boh… con qualcos’altro che adesso mi sfugge) e alla loquacissima assessora ai servizi sociali, Cristiana Strappa, i corsi tanto attesi prenderanno il via già nei prossimi giorni. Il luogo deputato è l’attuale sede del Centro Sociale, luogo indicatissimo per questo tipo di iniziative anche perché in possesso di un fornitissimo bar, requisito essenziale, specie se la merce la pagano altri.
Non c’è bisogno di ringraziare, e infatti l’Istituto Luce de Noatri non lo fa, gli anziani del centro sociale che per tre giorni a settimana non avranno più un luogo dove incontrarsi (ma che problema c’è, so’ ragazzi, andranno a fare due tiri a pallacanestro al campo dei tigli) e l’associazione Granarium, anch’essa sfrattata pro tempore dalla sede ma, anche qui, che je fa, è un’associazione che non prende iniziative, che mica tira fuori migliaia di Euro ogni anno per iniziative benefiche, che non conta niente sul panorama cittadino, che vadano a spasso a farsi venire qualche idea.
Quindi bravissime Michetti e Strappa, bravi tutti quelli dell’Amministrazione più bella e fotografata del mondo, per questa nuova iniziativa che aggiunge un nuovo tassello al progetto “Centro Storico Libero Califfato”, e speriamo che gli stranieri, oltre che l’Italiano, imparino anche un po’ di educazione che, pare, ultimamente serva proprio.
                                      
Luca Craia

lunedì 27 febbraio 2017

Montegranaro, razzismo al contrario



Diventa sempre più difficile convivere con la comunità straniera, a Montegranaro. Si verificano episodi continui di piccole e grandi intolleranze, ma dalla parte del provocatore c’è sempre e comunque lo straniero. Dopo le bande di ragazzini che imperversano al campo dei Tigli, dopo i raid nei negozi di Santa Maria, dopo i taglieggiamenti nei confronti degli automobilisti a San Liborio, arrivano le provocazioni gratuite, in piazza, a un pacifico passante.
“Deficiente pelato”, è stato detto a un uomo di Montegranaro che stava uscendo da un bar in piazza. L’insulto gratuito, senza alcun motivo, per poi voltare le spalle e andarsene. L’autore è un giovane magrebino sui venticinque anni, conosciuto in zona. Nessun reato, per carità, ma resta la provocazione e quella voglia di creare tensione che va in tutt’altra direzione rispetto alla tanto declamata integrazione. E se il Comune toglie spazio alle associazioni per consentire corsi di italiano per stranieri, la risposta è questa. Non è questa la strada per integrarsi, stiamo andando in direzione opposta.
                                      
Luca Craia