venerdì 17 febbraio 2017

L’incognita Forza Italia a Montegranaro. Chi rappresenta e che vuole fare Ranalli?



Quando finisce una leadership è quasi sempre il caos, sia che muoia il leader sia che perda carisma, quel potere insito negli alfa degli alfa di attrarre a sé. È capitato con i grandi imperatori della storia,            è capitato coi grandi leader politici, persino nello sport e nella musica. E sta capitando nella coalizione berlusconiana, Forza Italia, dove si assiste al tramonto del capo carismatico nello sgretolarsi dalla base di uno dei più grandi movimenti politici della storia italiana, nel bene e nel male.
Questa confusione politica del partito di Berlusconi si ripercuote anche a livello locale e lo vediamo nella piccola realtà Montegranarese. Forza Italia o, meglio, il PDL, era la casa della destra nostrana, escluso Ubaldi che decise di non seguire Fini nel confluire nella vecchia Forza Italia. Al PDL facevano riferimento i vari Gismondi e Lucentini, e c’era un nutrito circolo locale che raccoglieva politici e nomi di spicco della società civile. Nel tempo si è sbriciolato tutto, con Gismondi che si candidava con Spacca alle elezioni regionali e Lucentini che passava alla Lega di Salvini, pur rimanendo saldamente uniti a livello locale in forma civica.
Pareva che Forza Italia, a Montegranaro, non esistesse più ma ecco rispuntare questo nome dai notiziari in maniera inaspettata, con una notizia fornitaci da Cronache Fermane che parla di RSA e posti letto ma della quale non tratto in questo pezzo. Quello che mi interessa è, invece, la notizia nella notizia, ossia il fatto che Forza Italia, a Montegranaro è viva e vegeta, almeno sulla carta. Infatti pare che Il Consigliere Regionale forzista, Jessica Marcozzi, abbia presentato un’interrogazione al Consiglio Regionale dietro interessamento e suggerimento del Coordinatore Comunale di Forza Italia per Montegranaro Demis Ranalli. E questa è una novità perché è la prima volta, in tempi recenti e dopo la diaspora, che si parla ufficialmente di un coordinamento forzista a Montegranaro.
Ranalli è un nome noto. Già assessore con Gismondi, fu tra i “congiurati” che ne fecero cadere la maggioranza, insieme a Gianni Basso, col quale si ricandidò alle successive comunali senza successo. Scomparso per un po’ dalle scene cittadine, riappare durante la campagna per il referendum costituzionale come uno dei referenti di un comitato per il No mai esistito se non nella fantasia di qualcuno e su qualche giornale. Ora rieccolo, stavolta con incarico di responsabilità, a muovere iniziative per la nostra sanità.
Ora, essendo ormai nella fase discendente della parabola della consiliatura Mancini e, quindi, avviandoci a grandi passi verso la fase pre-elettorale montegranarese, c’è da chiedersi che ruolo giocherà questa Forza Italia nostrana nel Risiko delle elezioni comunali. Perché questa, cari amici, è una bella incognita, e l’apparire di nuovo di Ranalli e di Forza Italia proprio nel momento in cui si comincia a pensare di nuovo a strategie elettorali, alleanze e candidature, pare quanto meno ben studiato.
Dove si collocherà Ranalli e i suoi, sempre ammesso che ne abbia, di suoi, nel panorama che si sta defilando, ossia di una corsa a tre? Si alleerà con l’attuale minoranza che sembra avviata verso un patto elettorale congiunto escludendo, naturalmente, i 5 Stelle? Oppure creerà l’ennesima lista civetta per togliere voti a destra e regalare di nuovo la vittoria alla sinistra come nelle scorse elezioni? Difficile da dirsi, ma tutto appare come una mossa politica intelligente, che porta forse la firma di uno degli uomini politici più scaltri che abbiano mai posato le terga sulle poltrone del nostro Consiglio Comunale: Gianni Basso. O forse no, forse è Remigio Ceroni, deus ex machina forzista nelle Marche e non solo, che cerca di infilare uno zampino in terra di calzolai. O forse, ancora, è una machiavellica trovata del PD regionale (quello locale non può essere machiavello in alcun modo per evidenti limiti di capacità politiche) che, anche a livello nazionale, ultimamente sembra flirtare parecchio con, appunto, Forza Italia. Chissà. Come diceva Mogol, lo scopriremo solo vivendo. Ma l’incognita Forza Italia porta una variabile interessante sul piatto delle prossime elezioni. Rimanete sintonizzati.
                                      
Luca Craia

Porto Sant’Elpidio. Il Comune patrocina Bello Figo. Ma è una bufala


Bello Figo è furbo. Non so se sia anche intelligente, ma furbo lo è senz’altro. Deve il suo successo alla sua furbizia che ha fatto leva sulla stupidità di fondo dei social network. Le sue creazioni (perdonatemi ma il termine “canzoni” non mi viene, in questo caso) sono un’autentica provocazione e colgono nel segno perché c’è chi si arrabbia e sbotta, facendogli pubblicità, chi si arrabbia con chi si arrabbia, e gli fa pubblicità, e chi le prende come la bandiere del buonismo a occhi bendati, e gli fa pubblicità. Con tutta questa pubblicità Bello Figo sta facendo i soldi.
È apparso da qualche tempo un manifesto, appiccicato sui muri di Porto Sant’Elpidio, che pubblicizza un evento del furbone che non paga afito. Sul manifesto c’è scritto che ci sarà un concerto del nostro simpatico amico sabato 11 marzo, al palasport. E, sempre sul manifesto che ritrae la faccia gioviale del nostro sfottitore professionista, c’è scritto che l’evento è patrocinato nientepopodimenochè dal Comune di Porto Sant’Elpidio.
Apriti cielo: su Facebook sta accadendo un pandemonio, tra gente pronta a dar fuoco alle polveri, e magari pure al palasport, e gente che inneggia alla libertà di espressione e si erge a baluardo contro il razzismo.
È il Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, a ristabilire la verità sulla sua pagina FAcebook ufficiale, smentendo ogni coinvolgimento del Comune con la cosa. Anzi, pare che non ci sarà alcun concerto del simpatico sfottitore, per cui si tratta di una bufala bella e buona, uno scherzo, una goliardata. Ma ha fatto saltare i nervi a mezza provincia di Fermo e mezza provincia di Macerata e, ancora una volta, ha fatto pubblicità a Bello Figo. Così va il mondo al giorno d’oggi.
                                                                                                                                                                  
Luca Craia

Agli Uffizi una mostra dei tesori marchigiani per i tesori marchigiani



Partirà il 28 marzo prossimo presso l’Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi di Firenze una mostra intitolataFacciamo presto! Marche 2016 - 2017: tesori salvati, tesori da salvare”, una selezione dei capolavori tratti in salvo dalle macerie e dagli edifici danneggiati dal terremoto che ha colpito la nostra regione. Le opere, provenienti dalle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, saranno esposte fino al 30 luglio e i proventi saranno destinati alla ricostruzione dei monumenti colpiti dal sisma.
A promuovere la mostra sono, oltre alle Gallerie degli Uffizi, la Soprintendenza di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche e il Segretariato Regionale Mibact per le Marche. Le opere sono state scelte per ripercorrere l’intera storia dell’arte della nostra regione dal Medioevo fino al XVIII secolo.
Una panoramica quanto mai esaustiva in una cornice tra le più prestigiose, con l’intento di guardare al futuro con speranza. E speriamo che le opere esposte possano poi tornare rapidamente nelle loro sedi originali.
                                                                                                                                                                  
Luca Craia