lunedì 13 febbraio 2017

Non scriverò su Beverati e il Consiglio anti crisi



Ho appena letto l’ennesimo comunicato-luce del Comune di Montegranaro, stavolta a firma di Giacomo Beverati, riguardo al gran lavoro che si sta facendo per preparare il Consiglio Comunale anticrisi, comunicato di una tempestività disarmante, specie dopo la sberla presa due giorni fa da uno dei più importanti imprenditori cittadini. Ne volevo scrivere ma poi ho pensato: ma qui è come sparare sulla Croce Rossa. Quindi non ne scriverò.
                                      
Luca Craia

Contributi ai privati per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Scadenza il 1 marzo

Anche quest’anno la Regione Marche assegnerà ai Comuni che ne faranno richiesta il contributo per l’abbattimento delle barriere architettoniche private, come previsto dalla legge n. 13 del 9 gennaio 1989. I privati che volessero usufruire di detti contributi debbono presentare domanda entro e non oltre il 1 marzo prossimo. Il contributo è destinato all’eliminazione degli ostacoli alla mobilità del disabile nella sua abitazione, siano esse sostenute dal disabile stesso o dal proprietario dell’immobile dove risiede. Le domande vanno presentate in carta da bollo da € 16.00 e vanno indirizzate al Sindaco. Dovranno contenere la descrizione dell’opera e il suo costo previsto. Occorre allegare:
- certificato medico in carta libera attestante la disabilità del richiedente;
- dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che indichi l’immobile oggetto dell’intervento e quali siano gli ostacoli da eliminare;
- per i disabili riconosciuti invalidi totali con difficoltà di deambulazione, il certificato che lo attesti rilasciato dall’ASUR (anche copia autenticata);
- dichiarazione che le opere non sono state ancora realizzate e che non siano in via di realizzazione;
- dichiarazione che, per le stesse opere, non siano già stati concessi altri contributi.
Il modulo per la domanda è disponibile presso l’ufficio protocollo del Comune. Dovrebbe essere reperibile anche il modello online ma sul sito del Comune non sono riuscito a trovarlo. Vedete se siete più bravi di me, ma non si vince niente.
                                      
Luca Craia

Le Marche, il terremoto e la Regione che non c’è.



Viene da pensare che la Regione Marche non abbia un’amministrazione regionale. La gestione dell’emergenza terremoto, se in generale è stata un disastro, nelle Marche arriva a livelli di inefficienza inenarrabili: ritardi, mancate risposte, mancati pagamenti. Addirittura gli albergatori che ospitano gli sfollati sembra non siano stati ancora pagati. Come si fa a concepire tanta inettitudine?
Le Marche subiranno danni enormi non tanto dal terremoto, che pure ha aperto ferite gravissime, quanto dalla gestione post terremoto. Le zone colpite stanno già pagando un conto salatissimo: desertificate, svuotate delle attività economiche, private dei collegamenti viari essenziali. Ma il resto della regione sta ora vivendo momenti drammatici, specie il comparto turistico che, se le cose non cambieranno, subirà un colpo difficile da reggere. Già il flusso dei turisti ha rallentato notevolissimamente a causa della fobia per il terremoto e, diciamolo, anche a un certo terrorismo nell’informazione. Ora a questi danni si aggiungono quelli causati dalla Regione, coi mancati pagamenti alle strutture, e dalla gestione emergenziale in generale, con la prospettiva della consegna dei moduli abitativi slittata a dopo l’estate e il conseguente impegno per le strutture ricettive che non saranno in grado di lavorare normalmente col turismo estivo.
È possibile che i vertici della Regione non abbiano fatto questi ragionamenti? È possibile che nessuno si preoccupi del futuro dell’economia regionale? Si stanno facendo danni incalcolabili le cui conseguenze avranno una ricaduta negativa che potrebbe durare anni. E se esiste il sospetto di una volontà politica volta a desertificare la parte montana, non si capisce cosa spinga i nostri amministratori a mortificare l’intero territorio del sud delle Marche. Questo modo di governare non ha giustificazioni né spiegazioni. Ma sta massacrando una delle regioni più belle e più ricche d’Italia.
                                      
Luca Craia