sabato 11 luglio 2015

Ubaldi apre a Sel e dichiara ufficialmente che prima non ci ha parlato mai



È curioso e politicamente rappresenta un autogol clamoroso quanto dichiarato stamattina sul Resto del Carlino dal vicesindaco nonché assessore al bilancio del Comune di Montegranaro, Endrio Ubaldi, circa la riconsegna delle deleghe da parte dei consiglieri di maggioranza che fanno riferimento a SEL, Eros Marilungo e Sara Di Chiara. Ubaldi invita i due colleghi, con tono conciliante e vagamente mellifluo, a dare suggerimenti per correggere il bilancio ed eliminare la Tasi reperendo i soldi necessari altrove.
Si potrebbe davvero interpretare come un’apertura la dichiarazione di Ubaldi, e magari si potrebbe anche dire che ha ragione, che ci vogliono delle proposte e non soltanto delle proteste. Ma non dobbiamo dimenticare che i due consiglieri di SEL fanno (o facevano?) parte della maggioranza e che, quindi, avrebbero dovuto partecipare alle decisioni prese anche in fase di stesura del bilancio. È pensabile, quindi, che qualcosa non abbia funzionato.
Da lungo tempo pezzi di maggioranza lamentano il fatto che le decisioni pesanti vengano prese a porte chiuse da Sindaco, Vicesindaco e Presidente della Provincia. Questi fatti dimostrano ancora una volta che ciò è vero. Infatti, se Marilungo e Di Chiara avessero avuto voce in capitolo su questa vicenda, probabilmente una soluzione si sarebbe trovata senza giungere a conseguenze e decisioni tanto radicali. Evidentemente ciò non è stato possibile e, a quanto ci è dato capire e per come abbiamo visti trattati i due consiglieri di sinistra fin dall’inizio della consiliatura, direi che questa sia soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ora che il problema si conclama con tutta la sua gravità le parole del vicesindaco suonano come un’ulteriore quanto inutile provocazione, tutt’altro che distensiva.

Luca Craia

giovedì 9 luglio 2015

La terra trema in piazza Mazzini



Girano voci strane per piazza Mazzini. Si dice che Eros Marilungo e Sara Di Chiara abbiano riconsegnato le deleghe al Sindaco. Probabilmente sono stanchi di essere presi a pesci in faccia dal consolato che governa il governo di Montegranaro. Probabilmente, essendo di sinistra, non se la sentono di mettere le mani in tasca ai loro concittadini come stanno facendo i loro colleghi sedicenti di sinistra. Se questo è vero si aprono scenari interessanti.
Si deve votare il bilancio, nel prossimo Consiglio Comunale, e in quel bilancio ci sono i rincari delle imposte che non piacciono ai Consiglieri di Sel. Lo voteranno? Pare difficile. Ma si dice che il Sindaco sia stato perentorio: chi non vota è fuori. Se così fosse si aprono scenari interessanti, anche considerando che il Presidente Antonelli soffre molto la ristrettezza delle scarpe in cui è finito, soprattutto per lo scarso rispetto che si registra a suo carico sia come figura istituzionale che come membro pesante della maggioranza.
Insomma, il prossimo Consiglio Comunale promette sviluppi interessanti, purchè non finisca come l’ultimo in cui ci fu tanto fumo ma di arrosto ben poco.

Luca Craia

Le Vergare - Aggiornamento al 9 luglio 2015








Beverati e il non tacere e togliere ogni dubbio



L'assessore al turismo perde l’ennesima occasione per tacere e, magari, confidare nella nota corta memoria dei cittadini che, tra caldo, tasse e difficoltà di vario tipo, avrebbero potuto dimenticare l’incommensurabile stupidaggine detta nei giorni scorsi sul Veregra Street, e torna su tutti i giornali precisando e confermando quanto confuse siano le sue idee sulla questione. Piccola marcia indietro iniziale, per dire che “sarebbe da folli disconoscere il valore del Veregra Street” (appunto) per poi spararne una migliore dell’altra.
Facciamo una fondazione per spendere meno, tanto per cominciare. E dove li prendiamo i soldi per fare la fondazione? Chi li tira fuori?
Negli ultimi anni la giunta Gismondi ha lasciato la politica culturale sulle spalle di Nuciari (“pur ottimo”, vivadio) ma “ora c’è un’amministrazione che svolge appieno il proprio ruolo politico”. Lo abbiamo visto, specie con le scelte nei riguardi della partecipazione delle associazioni, e ci viene quasi da dire, con una sorta di si stava meglio quando si stava peggio, che forse era davvero meglio quando chi non ci capisce niente lasciava fare al tecnico che, almeno tecnicamente, le scelte le sa fare.
Infine ritira fuori la sciocchezza del Festival della manualità, innamorato come non mai del Picchio e delle sue bislacche teorie del richiamo turistico della scarpa. Ci vuole spiegare, Beverati, a noi che non riusciamo o non vogliamo azionare il cervello, che non si tratta solo di mercatini. Solo che noi, fino a oggi, solo mercatini abbiamo visto. Mi sono sforzato di accendere il cervello per vedere se mi stava sfuggendo qualcosa ma mi sono accorto che il cervello era già acceso e che, forse, qualcun altro ce l’ha fulminato.

Luca Craia