venerdì 19 gennaio 2018

Valnerina, simbolo della politica del g7... pardon... del 3sette

Ma ci rendiamo conto? La Valnerina poteva essere riaperta un anno fa. Hanno deviato il fiume riportandolo nell'alveo originale in un un paio di mesi, tra poco potranno ripristinare la strada. Ci hanno raccontato fregnacce su studi geologici sul fronte di frana mai fatti, per poi fare un lavoro che si poteva fare molto ma molto prima, evitando tante lacrime e tanto sangue ai locali ma soprattutto liberando un'arteria di comunicazione essenziale prima che la sua occlusione facesse danni gravi, quasi irreparabili. Ma la riapriranno, la Valnerina. Con un cospicuo ritardo ma in tempo per le elezioni. Se tutto va bene. Capisti?
Qui la politica si fa sulla pelle delle persone, delle aziende, del tessuto sociale. Dov'è la novità? In Sicilia si ammazzava la gente come bersi un chinotto fino a pochi anni fa. Volete che alla politica spaventi ammazzare interi centri urbani, un territorio per i propri interessi? La memoria degli Italiani è talmente corta che te lo puoi permettere. Ora apriamo la strada, poi si vedrà. Sacrifichiamo momentaneamente la desertificazione in favore della campagna elettorale.  Si fa sempre in tempo a cacciarli tutti coi disservizi.
Intanto contentiamo qualche sindaco: chi va a Roma ai piani alti, chi si espande di rimpiazzo. Tutti felici. Tutti privi di domande, popolo compreso. E se qualcuno ancora se le fa, le domande, gli mandiamo qualche professore a fare interviste a popolo gaudente e agli amministratori collaborativi. E i dissidenti passano da matti. 

Luca Craia 

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