giovedì 18 gennaio 2018

Le date si accavallano e si sprecano occasioni.




Si possono sistematicamente accavallare eventi, anche importanti, in un paese in cui gli eventi si contano col contagocce? Si possono sprecare occasioni di arricchimento e di svago in un paese in cui, nell’ottanta per cento del tempo, non ci sono occasioni nemmeno per mettere il naso fuori casa? Evidentemente sì, se il Comune di Montegranaro si permette di organizzare una serata al teatro La Perla, serata a pagamento e quindi pagata dai cittadini, e contemporaneamente patrocinare un altro evento importante come quello promosso da Sutor, Aido, Admo e Avis per promuovere la cultura della donazione. Un peccato, un’occasione persa. Ma scientemente.
Sono cose che accadono spesso, spessissimo, a Montegranaro, e accadono perché nessuno si prende la briga di scrivere un calendario delle manifestazioni, cosa non difficilissima da fare e forse l’unica cosa realmente da fare a livello di coordinamento dell’attività culturale, obiettivo sempre vivo nella testa dei nostri amministratori che sembra essere più diretto a una forma di controllo più che di collaborazione costruttiva.
Eppure basterebbe poco: una telefonata per informare l’ufficio cultura di un evento, un calendario e una penna con cui scrivere iniziative delle associazioni e, soprattutto, quelle del Comune. In effetti pare assurdo che il Comune stesso non sappia quali eventi sta organizzando e accavalli una manifestazione promossa direttamente e un’altra patrocinata. È la mano destra che non sa cosa fa la sinistra.
Non tocca alle associazioni fare questo lavoro, tocca al Comune. Non doveva, la Sutor, essere a conoscenza dei piani del Comune, ma il Comune doveva far presente il problema. Che poi sia insormontabile per gli impegni delle attrazioni delle serate pare una scusa dell’ultimo minuto, un accorgersi del patatrac e metterci una pezza come spessissimo si usa fare, una favoletta a uso e consumo di chi ci vuole credere. 
Resta l’amarezza per l’occasione persa, per la sovrapposizione che spreca un paio di buone occasioni, e per i soldi pubblici buttati a casaccio, visto che le prenotazioni per il concerto di Syria pare siano pochine e ci si è addirittura dovuti inventare la lotteria di Facebook, regalando biglietti in cambio di like, cosa che neanche le pagine commerciali di terza categoria fanno. Speriamo facciano il pieno lo stesso, ma il problema rimane. Così i Montegranaresi sono costretti a scegliere, non avendo il dono dell’ubiquità, o a restare a casa, come sono soliti fare.

Luca Craia