martedì 9 gennaio 2018

Bravo Falcucci che finalmente picchia duro.



Ogni tanto fa piacere ricredersi. E mi sono ricreduto, almeno su questo specifico episodio, sul Sindaco di Castelsantangelo Sul Nera, Mauro Falcucci che, in occasione della consegna delle SAE a Nocria ha detto parole condivisibili e ha finalmente mostrato quella fermezza che gli ho sempre rimproverato di trascurare. Come dire, meglio tardi che mai e non è mai troppo tardi.
La consegna delle casette è stata la solita passerella, con tanto di arrivo in volata e a sorpresa della Commissaria De Micheli, evidentemente attratta dal rumore delle forbici per tagliare il nastro come il mio cane arriva di corsa, ovunque sia, se apro il frigorifero. Ovviamente c’era anche l’assessore Sciapichetti che, alla fine, dovrebbe chiedere le royalties alla ditta che produce nastri tricolori e forbici da cerimonia per la pubblicità fatta loro.
Ma la festa è stata in parte trasformata in occasione di riflessione, se non proprio di protesta, dall’intervento di Falcucci che ha ribadito con forza, come riportato da Cronache Maceratesi, che la situazione è tutt’altro che rosea, al contrario del solito autoeologio della De Micheli secondo la quale stiamo andando a bomba. Il Sindaco, invece, si è addirittura scusato coi cittadini per i tanti disagi a cui sono stati sottoposti ed è tornato a chiedere il restringimento dei limiti del cratere sismico, cosa che sarà difficile, se non impossibile, da ottenere ma la cui richiesta pressante potrà portare almeno a un diverso trattamento tra comuni danneggiati in maniera pesante e comuni meno colpiti, ricordando che Castelsantangelo, come tutta l’area dell’Alto Nera, è una delle aree più danneggiate in assoluto.
Intanto qualche abitante sta tornando. Certo, ci sono ancora cumuli di macerie a testimoniare una politica quantomeno sbagliata se non colpevolmente diretta alla desertificazione. Una politica che, forse, sarà costretta a rivedere certi piani e certi progetti proprio dalla reazione delle persone, dei terremotati ma anche e soprattutto dell’opinione pubblica alla quale bisogna far conoscere la realtà delle cose e non la versione ufficiale che i vari personaggi dello squallido teatrino delle inaugurazioni ogni volta tentano di diffondere.
Certo, la voce di alcune testate locali e quella di spazi come questo sono ben poca cosa di fronte alla mole e alla forza dell’informazione di regime, ma bisogna insistere. Per questo torno a scrivere di terremoto dopo giorni di silenzio, e anche grazie a Falcucci. Ora speriamo che il Sindaco prosegua su questa linea, abbandonando il letargo politico che ne ha caratterizzato l’opera in precedenza.

Luca Craia