giovedì 28 settembre 2017

Centro commerciale della circonvallazione: un altro pastrocchio. Inspiegabile.



Non c’è arrivata in Consiglio Comunale la proposta per l’ennesima variante al Piano Regolatore Generale per realizzare un centro commerciale a ridosso della circonvallazione di Montegranaro. Il mistero ce lo svela oggi Il Resto del Carlino: c’è un pezzetto di terra di proprietà della Privincia, piccolo o grande non sappiamo ma secondo l’ex presidente della Provincia di Fermo nonché assessore ai lavori pubblici e urbanistica, Aronne Perugini, “è davvero poca cosa”. Poca o tanta cosa, questo pezzo di terra pubblico, che nessuno aveva notato fino a due giorni fa, rimette tutto in discussione perché non si può fare un progetto se non si possiede la terra sulla quale si realizzerà.
Sono molte le perplessità che questa curiosa vicenda suscita, la prima delle quali la contraddizione reiterata da parte dell’Amministrazione Comunale tra i fatti e le dichiarazioni in campagna elettorale. Consumo di suolo zero, a Montegranaro si recupererà l’esistente, non si costruirà il nuovo. Erano questi gli intenti, salvo che, poi, una volta al governo, le varianti al Piano Regolatore si sprecano e si bocciano solo quelle di persone probabilmente “antipatiche”, perché altri motivi non si vedono. Questa variante sarebbe passata senza colpo ferire, perché lo stesso Perugini, prima ancora di portarla in Consiglio Comunale, dichiara che “si tratta di una lottizzazione che riteniamo vantaggiosa per la città”.
Dove sia il vantaggio non è dato saperlo: si parla di viabilità e di parcheggi, vero, e magari anche di qualche posto di lavoro che non guasta. Ma pare che nessuno, e quando dico nessuno intendo davvero nessuno, abbia ancora speso una parola sulle conseguenze sociali ed economiche che la realizzazione di questo complesso comporterebbe. Sarebbe la morte del centro, la fine di ogni speranza di recupero. Facciamo un esempio? Prendiamo un negozio di viale Gramsci. Poniamo il caso che un concorrente apra un negozio analogo nel centro commerciale. Credete che sopravvivranno entrambi? Oppure, magari, quello nel centro commerciale fagociterà quello del centro, visto che la gente si fermerà più volentieri grazia, appunto, alla viabilità, ai parcheggi, alla possibilità di fare la spesa in un unico luogo senza girarsi mezzo paese? I centri commerciali hanno ammazzato i centri storici di tutta la zona, Montegranaro se ne costruisce uno proprio e poi paga un team per fare un progetto di recupero del paese antico. Schizofrenia.
Ma la cosa più assurda è il fatto che dell’errore sul progetto non se ne era accorto nessuno. Il responsabile del servizio urbanistica, in data 19 settembre, dava parere favorevole alla proposta di variante. Così faceva, in pari data, anche il responsabile del servizio ragioneria. Tutto regolare, poi ci si accorge, in zona Cesarini, che un pezzo di terra non è di proprietà. Come se ne sono accorti? Chi glie lo avrà fatto notare? E adesso? E adesso vedremo, ma sappiamo bene che, quando Perugini decide che una cosa è “vantaggiosa per la città”, non c’è verso di fargli cambiare idea. Viale Gramsci docet.

Luca Craia